10 NOV 2015
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La tv che trasmette dalla Thailandia la voce della Birmania democratica

RUBRICA | - Radio - 18:58 Durata: 7 min 35 sec
Scheda a cura di Fabio Arena
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In queste ore la Birmania attende i risultati delle elezioni generali.

Ma sebbene la National League for Democracy, il principale partito d'opposizione, sia dato con percentuali superiori al 70% ciò non significa che al potere salirà la sua leader storica Aung San Suu Kyi.

Indifferentemente dal risultato della tornata elettorale, infatti, la giunta militare che ha preso il potere in Birmania nel 1962 nominerà un quarto dei seggi in parlamento.

E Suu Kyi, come da Costituzione scritta dai militari, non potrà diventare presidente in quanto ha dei figli con passaporto straniero.

Probabilmente il
prossimo capo del governo salirà al potere entro il prossimo febbraio, ma secondo gli osservatori internazionali non si può immaginare una improvvisa svolta democratica in un paese che per decenni è stato soffocato dai militari.

Il regime ha infatti mantenuto il potere reprimendo qualsiasi forma di dissenso e impedendo la libera circolazione di idee.

Per questo motivo nel 1992 un gruppo di giovani giornalisti ha lasciato il paese e ha fondato una radio indipendente in Norvegia: la Democratic Voice of Burma.

Sebbene dal 2010 il regime abbia iniziato un processo di progressiva apertura e stia lasciando più spiragli per una libera informazione, la Democratic Voice of Burma non può ancora trasmettere dall'interno del paese e quindi i suoi giornalisti lavorano dalla Thailandia.

Ieri come oggi, il loro scopo è quello di promuovere la democrazia in Birmania attraverso la diffusione di notizie indipendenti.

Nonostante le recenti aperture, raccontano, il vero cambiamento deve ancora iniziare.

A cura di Giovanni Ortolani.

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