22 NOV 2015
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 51 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 22 novembre 2015 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Onu, Partito Radicale Nonviolento, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di
questa puntata ha una durata di 1 ora e 51 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Pannella: "Lo Stato italiano è qualcosa per fortuna di diverso dal regime italiano. Regime è un elemento più complesso, con diverse aree di potere rispetto allo Stato. Noi quello che stiamo anche in queste ore cercando di fare è far scattare anche nella situazione formalissima dell'Onu, con la sessione imminente, è una soluzione che veda coincidere le scelte dello Stato italiano con quelle di una maggioranza all'ONU". "Far prevalere gli interessi e i connotati dello Stato italiano rispetto al regime nel quale si incarna".

    Massimo Bordin

    giornalista di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: "Potremmo partire da una situazione quasi fotografica. Nel senso che noi oggi, eliminati sostanzialmente dalla vita partitocratica, possiamo dire che il progetto di una Italia che possa rappresentare, all'interno del mondo 'occidentale', tra virgolette, una chance anche straordinaria, per lo Stato italiano, in termini di anche di posizione di prestigio nell'ONU stessa, un luogo che nell'ultimo lustro non è stato mai un luogo così sensibile a Roma". "Lo Stato italiano è qualcosa per fortuna di diverso dal regime italiano. Regime è un elemento più complesso, con diverse aree di potere rispetto allo Stato. Noi quello che stiamo anche in queste ore cercando di fare è far scattare anche nella situazione formalissima dell'Onu, con la sessione imminente, è una soluzione che veda coincidere le scelte dello Stato italiano con quelle di una maggioranza all'ONU". "Far prevalere gli interessi e i connotati dello Stato italiano rispetto al regime nel quale si incarna". "Sono ormai 40 anni che il regime ha imposto allo Stato italiano una sorta di eliminazione permanente e costante della presenza radicale nelle strutture ufficiali: Camera, Senato e tutte queste cose… Perché? Perché attraverso la comunicazione e l'informazione il regime prevale in realtà sugli interessi dello Stato, noi ce ne rendiamo conto. Penso che a questo punto potremmo ottenere, non solo per noi, che degli interessi della Repubblica italiana prevalgano sui riflessi di melma di regime che il nostro paese paga". "Il problema è che l'Onu sia libera e unita nel perseguire i suoi fini istituzionali, così quali si sono venuti sviluppando negli ultimi 40 anni e nelle sedi nelle quali si articola". Il riferimento al "diritto alla conoscenza", da intendersi come "conoscenza di quello che il potere fa da parte del popolo". Pannella: "Adesso chi ha potere e tradizione di potere comprende che la virtualità della scelta radicale di fondo rientra nelle possibilità, reali ed esistenti, se non addirittura nelle probabilità. E le cose di livello internazionale e transnazionale che devono essere decise, coincidono esattamente con quelle che da decenni riteniamo necessarie allo Stato italiano". "Segnali di attenzione tardivamente si stanno manifestando, e ci troviamo dinnanzi a scelte concrete che non più tanto noi, quanto lo Stato italiano, la politica ufficiale italiana ed europea vengano a maturare. In sintesi è quella che può tradursi nella scelta di una conferma dell'evoluzione dell'ONU dopo il 1945, verso una responsabilità anche politica, non solo istituzionale, molto importante. Oggi si tratta, per il mondo, di decidere il potenziamento dello Stato di diritto, che vuol dire forza del diritto in primo luogo, ovunque"
    17:00 Durata: 22 min 15 sec
  • Dall'interlocuzione con il mondo arabo alle prossime elezioni comunali, Pannella sul filo rosso del problema dell'informazione: "E' giunto il momento in cui, per salvare l'Italia e le generazioni che stanno arrivando, la mia battaglia" è sempre più quella "contro l'illegalità partitocratica che impedisce al popolo italiano di conoscere solo noi, mentre Grillo e gli altri vanno benissimo"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'emergenza e il diritto nel dibattito attuale. Pannella: "Oggi possiamo dire che, essendo la voce di un minimo partitino transnazionale, con 1.000 iscritti o poco più, mentre gli altri hanno milioni di iscritti… Ebbene, possiamo dettare l'attualità nel senso che occorre quantomeno batterci nelle proposte che facciamo. Perché adesso le facciamo, maturano. Non era un sogno che noi riuscissimo ad avere un'intesa di tipo profondo, direi istintivo, con una parte del mondo arabo, proprio in questo momento". Poi il leader radicale cita l'interlocuzione con l'ambasciatore a Roma della Lega degli Stati Arabi, Nassif Youssef Hitti. Da qui "viene fuori l'espressione 'transizione verso lo Stato di diritto'". Interventi per "aiutare l'esecutivo a ottenere risultati che dichiara formalmente di perseguire. Ci presentiamo come forza politica di sostegno agli obblighi ormai istituzionali della Repubblica italiana, come sono ufficialmente anche assunti e preannunciati". La mancanza di discussione mediatica su questo, ma perlomeno anche di "attacchi rispetto agli ambasciatori che a Roma e a Ginevra si sono pronunciati in perfetta sintonia temporale e nominale" con i Radicali. "Io ritengo che il Marocco, che è importante, anche perché io ho avuto a che fare in modo molto delicato e polemico con il padre. Mi sono accertato che l'attuale sovrano questo lo ricorda bene, e non è detto che sia convinto che fosse suo padre e non noi ad avere ragione". "Poi si è mosso non solo l'Oman, ma anche più in generale la diplomazia araba". "Anche il Presidente Renzi ha cominciato a mostrare attenzione per le nostre proposte, le nostre critiche e i nostri sostegni. Perché mi pare che questo lo si possa constatare, sperando che sia un cammino che si sta percorrendo per arrivare a scelte italiane che, ancora più di altre, possono garantire successo all'ONU". Le prossime elezioni comunali in Italia. Il problema dell'informazione: "E' giunto il momento in cui, per salvare l'Italia e le generazioni che stanno arrivando, la mia battaglia" è sempre più quella "contro l'illegalità partitocratica che impedisce al popolo italiano di conoscere solo noi, mentre Grillo e gli altri vanno benissimo"
    17:22 Durata: 39 min 29 sec
  • Sarà colmabile questa differenza tra l'attuale dirigenza di Radicali Italiani e altri radicali come Pannella? "A mio avviso otto giorni, non di più. Perché non prevarremo di numero, ma prevarremo per la conoscenza della verità e dell'esattezza delle posizioni. Di conseguenza le ostilità supposte nei confronti della mia politica, in effetti abbiamo scoperto che muovevano interessi importanti e cospicui". Queste cose "saranno certissimamente notizia"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La Direzione di Radicali Italiani e una "mozione d'ordine" presentata dallo stesso Pannella "perché si discutesse qualcosa". Un giudizio sul dibattito? "Lo giudico estremamente positivo, perché sono venuti fuori degli scoop su cose che una parte di questa classe dirigente radicale si è impegnata e che nemmeno i 'loro' riconoscevano. Ed è cosa che, visto che non è stata distrutta la registrazione, sono intervenuto per garantirlo, ci sarà mezzora da cui viene fuori quanto ci fossero tentativi di favorire analisi molto più moderate o conformi, ma clandestine anche se di rilievo ufficiale". "Hanno dovuto riconoscere di avere fatto cose nemmeno con l'approvazione della loro base". Sarà colmabile questa differenza tra l'attuale dirigenza di Radicali Italiani e altri radicali come Pannella? "A mio avviso otto giorni, non di più. Perché non prevarremo di numero, ma prevarremo per la conoscenza della verità e dell'esattezza delle posizioni. Di conseguenza le ostilità supposte nei confronti della mia politica, in effetti abbiamo scoperto che muovevano interessi importanti e cospicui". Queste cose "saranno certissimamente notizia". "Io mi sono limitato a constatare come qualsiasi ascoltatore ignorante di Radio Radicale, quindi ascoltando quelle cose, a questo punto mi sono convinto che vi sono comportamenti sconosciuti dalla loro stessa base, e che risentono di situazioni un po' piccole ma complottarde. Lo dico per risponderne, non per il gusto di offenderli. Su questo c'è documentazione che in realtà vi era e vi è una resistenza nel condurre avanti le scelte radicali che invece, con fatti che adesso sono documentati dopo le cose emerse e che saranno davvero notizie". "Aspettiamo qualche giorno perché questa roba che tenevano clandestina a un certo punto venga fuori". La nuova candidatura di Bassolino a Napoli
    18:01 Durata: 13 min 20 sec
  • Gli attentati di Parigi e l'idea di un "semestre italiano" all'ONU

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito

    Pannella sulla serie di interviste e commenti post attentati del 13 novembre: "La semplificazione nella verità arriverà contemporaneamente come notizia italiana e come notizia non solo europea ma transnazionale". "Si dovrà vivere, spero, un semestre che passi alla storia come 'il semestre italiano'"
    18:15 Durata: 4 min 50 sec
  • La corsa di Rita Bernardini per il ruolo di garante dei detenuti in Abruzzo."Riflessi di regime scontati. A suo rischio, Rita è riuscita a rendere patenti delle realtà che altrimenti non avrebbero potuto manifestarsi nel mondo radicale". "Rita sta disturbando un mucchio, non solo questa realtà abruzzese. E credo bisogna dargliene atto. Alla fine la gente, se le cose sono presentate con un minimo di chiarezza, comprende davvero"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La corsa di Rita Bernardini per il ruolo di garante dei detenuti in Abruzzo. Il documento di Deborah Cianfanelli sulla giustizia italiana. "Riflessi di regime scontati. A suo rischio, Rita è riuscita a rendere patenti delle realtà che altrimenti non avrebbero potuto manifestarsi nel mondo radicale". La figura di Elena Croce Craveri (la madre di Piero Craveri). Pannella annuncia un'operazione alle cataratte agli occhi. La figura di Aldo Loris Rossi. Il processo a Ottaviano Del Turco. "Rita sta disturbando un mucchio, non solo questa realtà abruzzese. E credo bisogna dargliene atto. Alla fine la gente, se le cose sono presentate con un minimo di chiarezza, comprende davvero". "Persiste in Italia, sull'informazione politica, sui dibattiti possibili, questa condizione di impedimento dei dibattiti sulle verità cocenti"
    18:19 Durata: 23 min 21 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Rischio una sintesi narcisistica. La sintesi è, mi pare, di avere assistito ieri, in quella riunione della Direzione, a un momento di più basso degrado – come è fisiologico quando le cose vanno in putrefazione – cui abbia mai assistito. E devo dire: so che tutto questo sarà superato anche facilmente, perché la verità emerga rispetto a verità umane, umanissime, ma un tantino basse che possono verificarsi in tutti i casi. Io sono convinto che noi rappresentiamo, con le intuizioni che sono alla base dell'attuale politica radicale, non certo in contraddizione con la metà di secolo che l'ha preceduta, credo che questo possa dare sorprese anche adesso". Un appello al Presidente della Repubblica Mattarella e al presidente del Consiglio Renzi: "Non escludo però che poi oggettivamente, magari senza troppo accorgersene, la mia e nostra posizione aiuterà a vincere e con-vincere quanto perseguito da Mattarella e da queste altre persone, che sono le stesse cose che perseguiamo noi, perché le loro responsabilità di regime sono state marginalizzate"
    18:43 Durata: 8 min 20 sec