16 GEN 2016
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Cinema & cinema: "La grande scommessa" di Adam McKay

RUBRICA | di Gianfranco Cercone - RADIO - 09:00 Durata: 4 min 12 sec
A cura di Guido Mesiti
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"Un film di Martin Scorsese uscito un paio di anni fa, The Wolf of Wall Street, raccontava gli ambienti dell'alta finanza come di un clima irreale, astratto dai problemi degli uomini comuni, preda di esaltazioni euforiche così come di travolgenti depressioni.

The Big Short, la grande scommessa in italiano, di Adam McKay ha dedicato a quegli stessi ambienti qualche anno prima del crack del 2008 un ritratto analogo.

Pur non avendo le dimensioni di un affresco, ci sono i parvenu della finanza che fiutano il marcio e anche loro speculano di conseguenza, c'è chi è indignato rispetto al sistema
corrotto delle banche e scommette sulla loro rovina, ci sono le agenzie di rating che dovrebbero offrire valutazioni affidabili e che invece badano ai propri interessi, ci sono sullo sfondo spesso evocate anche se non direttamente rappresentate la politica e la giustizia che disattendono i propri compiti e i propri doveri.

Come si vede la grande scommessa ha delle accentuazioni da film di denuncia e come non capita spesso in un film americano la giustizia alla fine non trionfa, perché se è vero che i nodi vengono al pettine nel 2008, proprio sul finale del film si suggerisce che i responsabili delle leggerezze o delle truffe all'origine del crack non sono stati puniti, che un caso analogo potrebbe ripetersi e che anzi se ne sarebbero già create le premesse.

Candidato all'Oscar come miglior film e migliore regia".

La critica di Gianfranco Cercone su Cinema&cinema.

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