18 DIC 2003

Intervento di Olivier Dupuis sulle politiche di allargamento dell'Unione Europea

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 2 min 29 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
Player
Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulle politiche di allargamento dell'Unione Europea", registrato a Parlamento Europeo giovedì 18 dicembre 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Baltico, Est, Europa, Integralismo, Mar Nero, Parlamento Europeo, Totalitarismo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, davvero teniamo noi stessi in così poca stima? Davvero qualcuno di noi non crede che l'allargamento, grazie al quale il prossimo anno dieci nuovi paesi entreranno a far parte dell'Unione, sia la ragione primaria per cui alcuni degli Stati aderenti non stanno oggi affondando nel totalitarismo o nel caos, ovvero nella situazione in cui la Georgia ha quasi rischiato di trovarsi? Io credo che questa sia oggi l'Europa. Sì, siamo rattristati, il Vertice di Bruxelles non ha prodotto l'esito auspicato, ma io ritengo che, in termini storici, l'allargamento sia stato finora un successo; esso dimostra che la stessa Unione è un successo. La questione che oggi si pone nei confronti della Georgia non è diversa. Il paese godeva di una ricchezza maggiore rispetto a gran parte dell'Unione sovietica, mentre oggi è la regione più povera. Se sei anni fa avessimo offerto alla Georgia la possibilità di aderire all'Unione, essa senza dubbio si troverebbe nella stessa situazione in cui oggi versano i paesi che presto diventeranno Stati membri dell'UE. Non dobbiamo seguire l'esempio dell'onorevole Meijer. Egli non solo fa un danno a noi ma è ingiusto anche nei confronti di Shevardnadze, un uomo che ha certamente molte colpe, ma che ha anche realizzato cose buone e che certamente non può essere paragonato a Ceausescu o Milosevic. La questione, onorevole De Sarnez, non consiste nel porsi in alternativa a Russia e Stati Uniti, nella scelta che la Georgia, in teoria, deve fare. Ciò che noi possiamo offrire è la scelta tra essere membri dell'Unione o sprofondare nel caos. Questa è la posta in gioco. Non si tratta, onorevole Volcic, di nostalgia per un mondo bipolare, diviso tra Stati Uniti e Unione Sovietica. La sfida che noi, come Unione europea, dobbiamo accettare è di creare un'alternativa a beneficio dei paesi transcaucasici. Spero dunque che la si smetta con le parole non dette e che si ponga fine all'incapacità di guardare al di là del Mar Nero. Il Consiglio non ha nemmeno mai preso in considerazione la questione, come ha ribadito ieri sera. La Georgia deve essere immediatamente inserita nell'elenco dei paesi candidati, in modo da offrirle l'opportunità, al pari degli Stati baltici e dei paesi dell'Europa centrale, di costruire un cammino di stabilità, sviluppo e democrazia, per mezzo dell'adesione entro otto o dieci anni all'Unione europea.
    0:00 Durata: 2 min 29 sec