14 MAG 2003

Intervento di Olivier Dupuis sul prossimo vertice UE - Russia

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 4 min 44 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sul prossimo vertice UE - Russia", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 14 maggio 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Caucaso, Cecenia, Consiglio Europeo, Democrazia, Maskadov, Onu, Parlamento Europeo, Putin, Risoluzione, Russia, Schroeder, Unione Europea, Violenza.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signor Commissario, signor Presidente in carica del Consiglio, onorevoli colleghi, a mio parere il testo su cui ci esprimeremo nella votazione di domani sulle relazioni tra l'Unione europea e la Russia è sinceramente ripugnante. L'onorevole Oostlander ci parla delle sue preoccupazioni riguardanti la democratizzazione, o piuttosto la mancanza di democratizzazione, in Russia, ma non ha detto nulla, nei quattro minuti del suo intervento, riguardo alla Cecenia. Non ne ha parlato neppure l'onorevole Paasilinna, che, con l'onorevole Oostlander, è uno dei principali artefici di questa risoluzione. La risoluzione giunge persino a elogiare le forze militari russe per la loro opera di mantenimento della pace. Ciascuno può giudicare da sé le forze russe di mantenimento della pace, in Cecenia o altrove - ad esempio, alcuni anni fa in Afghanistan. Per una volta, almeno il Consiglio ci ha parlato brevemente della Cecenia, ma secondo me si illude, anzi direi proprio che mente a se stesso. Analogamente, mente e racconta storie anche a noi, perché la questione non è quella che ci ha esposto il Presidente in carica del Consiglio. La soluzione politica proposta dal Presidente Putin non è una soluzione politica, è un incoraggiamento a due forme di terrorismo: il terrore esercitato quotidianamente dalle forze russe presenti in Cecenia e l'azione delle bande di terroristi aiutati segretamente dalle stesse forze militari russe, che occupano ormai l'intero territorio e che non lasciano più alcuna possibilità alla soluzione politica raccomandata dal Consiglio. Abbiamo fatto di tutto, l'Europa ha fatto tutto il possibile per isolare Maskadov, che tuttavia è stato eletto dal popolo ceceno in occasione di elezioni legittimate dall'OSCE. L'Unione europea ha fatto di tutto perché i ministri del governo Maskadov non possano più circolare in Europa, né incontrare le autorità politiche degli Stati membri. Ha fatto di tutto per annullare ogni possibilità di reali negoziati tra i ceceni e le autorità russe. Oggi abbiamo una sorta di capo fantoccio che regna su Grozny e sulla regione circostante e che obbedisce a Mosca. Ogni tanto si ribella e fa un rapporto, che lei ha menzionato, signor Presidente in carica del Consiglio, nel quale parla della quotidiana politica del terrore attuata dalle autorità russe in Cecenia. Questa è la realtà attuale. Senza il Presidente Maskadov, non sarà possibile la pace, non sarà possibile una soluzione politica in Cecenia. Senza un messaggio chiaro al Presidente Putin affinché si decida ad avviare negoziati, non vi sarà una soluzione alla questione cecena. Del resto, circa dieci mesi fa Putin ha dichiarato al Financial Times che il problema che deve affrontare la Russia non è quello dello status finale della Cecenia, ma un problema di sicurezza. Il ministro degli Affari esteri del governo Maskadov ha proposto un'amministrazione provvisoria della Cecenia affidata alle Nazioni Unite, proprio per rassicurare le autorità russe e stabilire, entro cinque o dieci anni, un'amministrazione dello Stato ceceno che costituirebbe una garanzia contro le minacce alla sicurezza russa. Non ne parlate, non volete aprire gli occhi, non volete vedere il ministro degli Affari esteri ceceno, che non può più circolare in Europa e al quale rifiutate un visto, proprio come fate anche con gli altri membri del governo Maskadov. E' il contrario di ciò che sarebbe opportuno fare, eppure è ciò che continuate a fare. E' questo che impedisce di rompere il cerchio del terrore, che ogni giorno spinge i giovani ceceni alla disperazione, come hanno detto l'onorevole Belder e l'onorevole Schroedter, giovani che hanno visto i propri genitori, fratelli e cugini uccisi a Grozny o in altre città della Cecenia, rapiti, violentati dalle forze russe. Agendo così, li spingete fra le braccia degli estremisti, finanziati da qualche pazzo che si trova in altre parti del mondo. E' urgente cambiare atteggiamento al più presto, altrimenti al prossimo Vertice di San Pietroburgo non berrete champagne , ma brinderete con il sangue.
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