15 MAG 2003

Intervento di Olivier Dupuis sulla libertà religiosa e di espressione in Vietnam

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 48 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla libertà religiosa e di espressione in Vietnam", registrato a Parlamento Europeo giovedì 15 maggio 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Asean, Buddismo, Commissione Ue, Diritti Umani, Mann, Parlamento Europeo, Religione, Risoluzione, Unione Europea, Vietnam.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, la situazione in Vietnam non è affatto positiva. Gli onorevoli Mann, Casaca e altri ne hanno già parlato a lungo. La situazione è estremamente difficile, non vige alcun rispetto per i diritti umani e le libertà religiose. Resta ancora molto da fare sulla via delle riforme in Vietnam. Ma, contrariamente alle nostre abitudini, desidero mettere in evidenza due fatti molto positivi. Innanzitutto, tengo a rendere omaggio ai colleghi, al presidente della delegazione per i paesi dell'ASEAN, l'onorevole Nassauer, all'onorevole Corbett e a tutti gli altri colleghi, compresa l'onorevole McKenna, che hanno preso parte all'elaborazione della risoluzione, poiché il testo è eccellente, non contiene alcuna lezione morale, ma sottolinea una serie di violazioni dei diritti fondamentali, una serie di casi specifici: il caso del venerabile Thich Huyen Quang, Patriarca della Chiesa buddista unificata, il caso di Thich Quang Do, il numero due di questa chiesta, il caso di Padre Li, di Nguyen Dan Que, del colonnello Pham Que Duong e altri casi di dissidenti, vittime delle loro idee e delle loro convinzioni. Ringrazio sentitamente tutti i colleghi. Grazie anche per quel piccolo gesto, per il barlume di speranza che si è acceso in Vietnam qualche settimana fa in occasione dell'incontro tra il Primo Ministro Van Khai e il Patriarca della Chiesa buddista unificata Thich Huyen Quang. E' un fatto inedito. Era dal 1981 che non avvenivano incontri di questo tipo. Il Primo Ministro si è rivolto al patriarca non chiamandolo "compagno", bensì "venerabile". L'incontro è stato trasmesso dalla televisione nazionale. E' un fatto senza precedenti, un segnale estremamente positivo. Desidero inoltre ringraziare anche una persona che oggi non è qui tra noi, il Commissario Patten, poiché il suo intervento determinato, insieme all'azione del delegato della Commissione ad Hanoi e di alcuni ambasciatori europei, ma anche dell'ambasciatore statunitense, ha consentito questo piccolo gesto che va nella giusta direzione. Si tratta di un elemento molto importante. Ovviamente dobbiamo mantenere alta la guardia e proprio qui risiede l'importanza della risoluzione. In particolare dobbiamo accertarci che il 1° giugno, il numero due della Chiesa buddista unificata, Thich Quang Do, sia liberato, com'è previsto nei termini della condanna che gli è stata inflitta. Dobbiamo accertarci giorno dopo giorno che siano attuate riforme concrete in Vietnam. Non dobbiamo però dimenticare che si è acceso questo piccolo barlume di speranza. E' un invito al dialogo e noi dobbiamo rispondere all'invito delle autorità vietnamite attraverso un altro gesto di dialogo. Infine desidero ringraziare coloro che ogni giorno ci forniscono informazioni, i comitati vietnamiti per i diritti dell'uomo, in particolare il comitato Quê Me, che da trent'anni lotta costantemente per tenerci informati. Desidero ringraziare il presidente Vo Von Ai, e la vicepresidente Penelope Faulkner. Grazie a loro abbiamo potuto e possiamo redigere testi così precisi, così esigenti e possiamo mantenere il dialogo con i nostri partner vietnamiti.
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