16 GEN 2003

Intervento di Olivier Dupuis sulla situazione in Cecenia

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 3 min 20 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla situazione in Cecenia", registrato a Parlamento Europeo giovedì 16 gennaio 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Caucaso, Cecenia, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Genocidio, Grozny, Guerra, Parlamento Europeo, Putin, Russia, Ue.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Cecenia (FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto semplicemente credo che il testo che ci accingiamo a votare sia assolutamente infame e odioso. I deputati che per due anni hanno ostacolato le richieste del Parlamento di mettere Milosevic sotto accusa, sono gli stessi - e mi dispiace constatare che l'onorevole Oostlander non sia presente in questo momento - che oggi conducono questa politica "realista" verso la Federazione russa e il Primo Ministro Putin e che occultano, tutte le volte che possono, la realtà della situazione in Cecenia, dove si sta perpetrando un vero e proprio genocidio. Nel testo esprimiamo delusione per l'assoluzione del colonnello Budanov, quando il minimo che si possa dire è che dovremmo essere estremamente sconvolti. Ci rammarichiamo di non poterci recare nella regione: la visita è già stata rimandata quattro volte e sono ormai due anni che il Parlamento avrebbe dovuto inviare una delegazione in Cecenia. Creiamo confusione, perdiamo tutti i punti di riferimento. Dimentichiamo che nel periodo 1940 - 1945 c'erano movimenti di resistenza nei nostri paesi, venivano compiuti atti di resistenza contro i simboli del potere di occupazione, contro Vichy, contro Quisling, contro i collaborazionisti. Oggi assistiamo all'attacco contro il quartier generale di Grozny, che personalmente, in quanto nonviolento, non mi sarei mai immaginato, ma che rappresenta un atto di resistenza. E accusiamo i ceceni, che mirano al cuore della collaborazione con Mosca, di perpetrare attacchi terroristici. Non si tratta di attentati terroristici. L'attentato era diretto contro una cellula che lavorava per l'FSB, un bersaglio strategico per i combattenti, per la resistenza cecena. Noi abbiamo completamente perso il senso della prospettiva. Confondiamo tutto sotto il termine terrorismo. E' veramente grave ed è grave che da un lato propugniamo una soluzione politica, mentre dall'altro sosteniamo un referendum organizzato dall'occupante; sosteniamo la necessità di negoziati politici, ma nei fatti, adducendone l'impossibilità, impediamo a deputati e ministri ceceni di entrare nel territorio dell'Unione per incontrare i nostri esponenti politici al Parlamento europeo, alla Commissione e al Consiglio. Sappiamo bene che l'articolo 14, paragrafo 3, ci permette di istituire liste nere di esponenti jugoslavi e bielorussi e liste "bianche" per gli esponenti ceceni. Se vogliamo parlare di politica, dobbiamo parlarne con gli interlocutori politici. In questo senso cominciamo veramente ad essere complici di un genocidio. E' tempo che il Parlamento si desti. Altrimenti ricominceremo a comportarci in maniera infame come abbiamo fatto con la Bosnia, con la Croazia e con il Kosovo. Il prezzo che abbiamo pagato è già stato abbastanza alto.
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