01 GIU 2016
intervista

Conversazione con Mimmo Candito, autore di "55 vasche. Le guerre, il cancro e quella forza dentro" (Editore Rizzoli)

INTERVISTA | di Massimiliano Coccia - Radio - 00:00 Durata: 25 min 37 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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Non basta aver visto mille volte la morte da vicino, brutale e vigliacca come può essere solo nelle guerre che non risparmiano i civili: bambini, donne, indifesi.

Non basta a placare lo sgomento quando ti senti dire che hai un cancro al polmone, speranze di sopravvivenza 0,0.

Non basta a Mimmo Candito, inviato per decenni sui fronti più caldi del pianeta, dall'Afghanistan al Libano.

Non basta, eppure aiuta a chiamare per nome la paura, a resistere al dolore.

Così come non basta eppure aiuta l'amore per lo sport che Candito ha sempre avuto, lui che da ragazzo è stato vicecampione juniores di
sciabola e pivot in una squadra di pallacanestro che è stata Nazionale italiana all'estero.

E soprattutto queste due esperienze - in guerra e come atleta aiutano a guardarsi dentro per andare a scovare quelle energie nascoste che permettono di affrontare a testa alta la battaglia per la propria vita, per le persone che si amano.

"55 vasche" è un memoir da in cui Candito racconta la sua lotta contro la malattia, intrecciandola con i ricordi toccanti di trent'anni da inviato.

E spiega perché, e come, davanti al tumore abbia scelto di essere combattente e non condannato.

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