17 GIU 2016

Reiniezione delle acque di produzione petrolifera nel pozzo Costa Molina 2 - Redazionale di Maurizio Bolognetti

EDITORIALE | di Maurizio Bolognetti - LATRONICO - 17:23 Durata: 7 min 2 sec
Scheda a cura di Fabio Arena
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Senatro di Leo, sindaco di Montemurro, ha annunciato che l'amministrazione comunale del piccolo centro della Val d'Agri si costituirà parte civile nell'ambito del procedimento contro l'Eni aperto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza.

La scelta, quanto mai opportuna e doverosa, non può però far passare in secondo piano gli anni di assoluto silenzio da parte delle amministrazioni che hanno governato il comune dove dal 2006 Eni reinietta i suoi scarti petroliferi.

Come hanno fatto gli amministratori di Montemurro in carica e pregressi a non accorgersi che nel 2011 - nell'ambito di
un procedimento per sito inquinato inerente la condotta di reiniezione Costa Molina2 - Arpa Basilicata aveva segnalato agli Enti interessati l'utilizzo di sostanze pericolose immesse nella condotta? Perché quella segnalazione dell'Agenzia, certo tardiva, non ha determinato una reazione da parte di tutti gli Enti coinvolti nel procedimento? Come ha fatto il comune di Montemurro a perdere per ben due volte una importante integrazione al progetto operativo di bonifica del piazzale Pozzo Costa Molina2, prodotta da Eni nel maggio del 2010? Quest'ultima vicenda, inerente una segnalazione di inquinamento inviata dalla stessa Eni nel 2001, è a dir poco surreale.

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