19 GEN 1995

Intervento di Alexander Langer sulla situazione in Cecenia

STRALCIO | - Parlamento Europeo - 00:00 Durata: 2 min 18 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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La richiesta di sostegno da parte dell'Unione euroepa alle forze d'opposizione democratica russa.

Registrazione video di "Intervento di Alexander Langer sulla situazione in Cecenia", registrato a Parlamento Europeo giovedì 19 gennaio 1995 alle 00:00.

Sono intervenuti: Alexander Langer (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Autodeterminazione, Caucaso, Cecenia, Democrazia, Eltsin, Esteri, Guerra, Mitterrand, Nazionalismo, Parlamento Europeo, Russia, Ue.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

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  • Alexander Langer

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    intervento in tedesco, traduzione simultanea in inglese (DE) Signor Presidente, non si finisce mai di constatare - e oggi è la volta della Cecenia - che due grandi principi sanciti a suo tempo a Helsinki non ci preservano dalla guerra e dall'orrore: che si innalzi il vessillo del diritto all'autodeterminazione dei popoli oppure si sostenga il mantenimento dell'integrità degli stati, spesso cio non ci è molto d'aiuto. Nel caso della Cecenia la secessione sarebbe addirittura contemplata dalla costituzione, ma nemmeno questo impedisce la guerra. Mi associo alle affermazioni del Presidente Mitterand in quest'Aula: il nazionalismo porta alla guerra e il nazionalismo dei grandi ha le maggiori opportunità di successo e di vittoria militare. che giunga dalla Russia o dalla Serbia, o da qualsiasi altro luogo. Ma anche il nazionalismo dei piccoli non puo essere scusato per il fatto che spesso ne fa le spese o deve incassare parecchio. Noi deputati al Parlamento europeo dobbiamo farci sentire e chiedere che la convivenza dei popoli e delle genti sia organizzata in maniera tale da non rendere determinante conoscere Pappartenenza statale, in maniera da poter godere ovunque dei diritti umani, dei diritti delle minoranze, dei diritti democratici e del gruppo etnico indipendentemente dal traccia- to con?nario. Il potere deve dunque essere decentrato e la convivenza strutturata in maniera tale da non fare dell'appartenenza a uno stato o all'altro una questione dirimente, dato che spesso l'uuica via d'uscita da questo dilemma è veramente soltanto la guerra. Ebbene, noi abbiamo un'opportunità. Nel caso della Cecenia questa opportunità è più grande che mai ed è unica - a suo tempo è esistita anche a Belgrado - e cioè è data dai democratici della stessa Russia. Poco fa abbiamo parlato di Kovalev: sono i democratici della Russia quelli che noi dobbiamo sostenere, non i fautori della Realpalítik di Eltsin che ieri dirigeva i cannoni contro il Parlamento e oggi li punta contro la Cecenia. Oggi occorre dire con la massima chiarezza che per gli sviluppi in Cecenia, nell'intero Caucaso e nella Federazione russa dobbiamo puntare sulle vere forze democratiche in Russia, poiché se le lasciamo sole, il danno sarà grande - e non soltanto in Cecenia.
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