11 LUG 2016
intervista

Intervista ad Ilaria Palomba e Luigi Annibaldi, autori del libro "Una volta l'estate" (ed. Meridiano Zero)

INTERVISTA | di Massimiliano Coccia - RADIO - 15:00 Durata: 26 min 7 sec
Scheda a cura di Valentina Pietrosanti e Carmine Corvino
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Una volta l'estate è un thriller psicologico fatto di frammenti, punti di vista, luoghi fluidi.

Una postina ruba il figlio appena nato di Maya, casalinga, ex artista, mentre suo marito Edoardo, sottufficiale in missione in un luogo del Medio Oriente, è messo sotto torchio da un suo superiore.

La madre di Maya sente sua figlia in pericolo, sola, incinta, a Roma.

Il medico curante, il professor Curci, si accorge che alla sua paziente stia accadendo qualcosa di strano.

Uno psichiatra, il dottor Traversi, cerca di ricomporre i frammenti del caleidoscopio che è diventata la vita di Maya ed
Edoardo.

I due protagonisti si conoscono per le vie centrali di Roma, in autobus, nei pressi dell'Accademia di Belle Arti, in un periodo in cui tutti sono in allerta per gli attentati terroristici.

Si guardano e non riescono a resistersi.

Di lì a poco si ritrovano ad abitare insieme a casa di Edoardo all'Eur.

Maya comincia presto a odiare la sua nuova vita formattata secondo le buone regole del nucleo familiare sacrificando la sua parte artistica.

Ma lo sguardo di Maya rimane quello di un'artista, uno sguardo che il militare Edoardo non comprende.

Per Maya i paesaggi di Roma sono descritti come dipinti di Monet, Van Gogh, Munch, Dalì.

L'ambientazione è fluida, Roma diventa un luogo immaginifico, una costruzione onirica.

Quando Edoardo è via, Maya incontra Anya, la misteriosa postina, che la metterà nelle condizioni di chiedersi cosa vuole davvero.

Anya, che in effetti sembra non essere solo una postina, incontrerà Maya ogni volta in un luogo diverso, nei bar di Garbatella, nei ristoranti giapponesi nei pressi del Parlamento, nelle ricche dimore di politici e uomini illustri: strani circoli in cui Anya cercherà di dimostrare a Maya come vivere senza rinunciare.

Il bambino che Maya porta in grembo assume un valore ambivalente.

Il dottor Traversi, nel tentativo di ricomporre gli eventi, traccerà le connessioni tra il piccolo Arturo, l'infanzia e il padre di Maya, morto troppo presto, sacrificandosi per salvare sua figlia.

O forse non è andata esattamente così.

Forse questo è solo il modo in cui Maya ha ricostruito i fatti per dar loro un senso.

Edoardo, come Ulisse, capisce che deve tornare nella Capitale, da Maya.

C'è ancora qualcosa che possono fare per salvarsi.

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