«Senza radici». Conversazione con Marcello Pera e Joseph Ratzinger
«Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam» è il titolo del libro scritto a quattro mani da Marcello Pera e Joseph Ratzinger, ma anche il tema di una conversazione promossa dalla Arnaldo Mondadori Editore alla Pontificia Università Lateranenese.
Roma, 13 dicembre 2004
«Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam» è il titolo del libro scritto a quattro mani da Marcello Pera e Joseph Ratzinger, ma anche il tema di una conversazione promossa dalla Arnaldo Mondadori Editore alla Pontificia Università Lateranenese. In un aula affollatissima, in presenza, tra gli altri, di Francesco Cossiga, Gianni Letta e Sandro Bondi, il rettore, monsignor Rino Fisichella, introduce l’incontro moderato da Pierluigi Battista. Il presidente del Senato e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede confrontano le proprie analisi sulla situazione spirituale, culturale e politica dell’Occidente e in particolare dell’Europa, manifestando una sostanziale convergenza circa le cause della crisi e i rimedi che potrebbero correggerla.
«Il cristianesimo - osserva Pera - è la radice della nostra identità religiosa, per coloro che credono, e culturale per coloro che invece non hanno questo dono». Parafrasando Benedetto Croce, ribadisce che «dobbiamo dirci cristiani, soprattutto in un periodo come questo in cui l’Europa sembra volere dimenticare delle sue radici». «E’ vero - sottolinea Ratzinger - dovremmo avere più coraggio e, con tutto il rispetto per le altre culture, difendere il grande dono che ci è dato, quello della cultura e della religione cristiana». Secondo il cardinale, «molti pastori della Chiesa, molti dei portavoce della Chiesa, sono troppo inclini al relativismo proprio per paura di apparire dogmatisti o oscurantisti». Si parla anche di bioetica e Pera dichiara: «Io faccio la scelta di valore, secondo cui l’embrione è una persona sin dal concepimento». «Ne sono certo, - aggiunge - non c’è un ginecologo che potrà convincermi del contrario», mentre Ratzinger incalza: «Ma se è un essere umano perché deve essere ammessa una fase temporale nella quale non è intangibile?». (Roberta Jannuzzi)


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