Sgravi fiscali alla chiesa. I radicali: iniziative prese e fronti aperti

Pubblicato il 29 Agosto 2007

Altre pagine di questo documento:

  1. Sgravi fiscali alla chiesa. I radicali: iniziative prese e fronti aperti
  2. I radicali, il concordato e la roba clericale. Una cronologia

“Vantaggi fiscali delle chiese italiane”: la Commissione europea si prepara a chiedere al governo Prodi “informazioni supplementari”. E a valutare l'ipotesi di aprire un'inchiesta per aiuti di Stato illegali. Lo annuncia [...] a Bruxelles il portavoce della Commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes. E a Roma si aggiunge un nuovo atto a una polemica che era già in scena. Nel mirino dell'antitrust c'è l'esenzione dall'Ici (e forse anche le riduzioni di imposta del 50%) per le attività commerciali svolte da confessioni religiose e onlus. [...]

Fonte: Corriere della Sera, 29 agosto 2007

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I documenti

Le norme e le sentenze della Corte di Cassazione in materia (fonte: LaVoce.info)

La prima denuncia dei Radicali

Il 5 aprile 2006, in una conferenza stampa presso la Camera dei deputati, convocata sul tema “Esenzione dell’ICI alle attività commerciali della chiesa cattolica: un aiuto di stato illegale, una violazione della direttiva europea sulla concorrenza”, Emma Bonino, Enrico Boselli e Maurizio Turco, della Rosa nel Pugno, presentavano l’iniziativa di diversi professionisti - assistiti dall’Avvocato Alessandro Nucara e dal fiscalista Carlo Pontesilli - volta ad adire la Commissione europea per denunciare lo Stato italiano.

L’audiovideo della conferenza stampa

Le interviste a Maurizio Turco, al Dr. Carlo Pontesilli e all’avv. Alessandro Nucara

Il decreto Bersani

Il 4 luglio 2006, anche in ragione della richiesta di informazioni che la Repubblica italiana aveva ricevuto dalla Direzione generale Concorrenza della Commissione europea, veniva emanato il decreto detto Bersani, convertito con la legge 4 agosto 2006 n. 248 in cui veniva cancellata l’esenzione dal pagamento dell’ICI per gli immobili appartenenti alle confessioni religiose e alle onlus, in cui vengono svolte attività “esclusivamente commerciali”. Secondo certe interpretazioni basterebbe dunque una struttura minima destinata ad attività religiose per far scattare l’esenzione.

Una soluzione insufficiente

“[…]successivamente, il Ministero dell’economia e delle finanze:

a) nel mese di settembre rispondeva alle richieste della Commissione europea, sostenendo la che la suddetta legge fosse valida a risolvere tutti i dubbi interpretativi a riguardo;

b) il 2 ottobre 2006, sulla base della considerazione «che la disposizione sopra citata (“si intende applicabile alle attività … che non abbiano esclusivamente natura commerciale”) ha dato luogo a difficoltà interpretative ed applicative», istituiva con decreto una commissione di studio «con il compito di approfondire le problematiche afferenti l’applicazione dell’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili agli enti ecclesiastici ed alle organizzazioni non profit, anche attraverso la predisposizione di specifici interventi di carattere normativo»; la Commissione non ha limiti di tempo per concludere i propri lavori ed anzi, all’articolo 2, in relazione ai capitoli di bilancio a cui imputare le spese - non quantificati nemmeno come previsione - queste vengono imputate per l’anno finanziario 2006 e «per gli anni successivi» […]”.

Fonte: Interrogazione a risposta scritta presentata da Maurizio Turco il 25 gennaio 2007

Luxuria salva le chiese dall’ICI

Maurizio Turco presenta un emendamento alla finanziaria per far pagare l’Ici anche sugli immobili della Chiesa di tipo commerciale “con carattere accessorio”. L’emendamento è respinto con 435 voti contrari e 29 a favore. Per mantenere certi privilegi si schiera pure buona parte della sinistra comunista.

“Non ho certo in mente la distruzione della chiesa cattolica, anzi. Sarebbe discriminante. Dunque non trovo nulla di male nel votare a favore di emendamenti positivi per la Chiesa”. Vladimir Luxuria non tentenna: ha votato contro quelle poche righe che la Rosa nel Pugno voleva inserire nella finanziaria. Ha votato, ad esempio, con Teodoro Buontempo. E lo rifarebbe. […] “E sono proprio le attività accessorie che hanno preoccupato me, ma anche tutto il mio partito, Rifondazione, e anche i Verdi e i Comunisti italiani” dice Vladimir Luxuria il deputato transgender registrato all’anagrafe di Montecitorio come Vladimiro Guadagno. Spiega Luxuria: “Prendiamo la basilica di Sant’Antonio da Padova: non ha senso pensare che quelli che vendano i santini debbano pagare le tasse lì dentro”. Ma l’emendamento presentato dalla Rosa del Pugno non prendeva soltanto con i santini. Le righe vergate dall’onorevole Turco, infatti, parlavano di qualsiasi esercizio che abbia “carattere accessorio rispetto alle finalità istituzionale dei soggetti e non sia rivolto a fini di lucro”. “Parliamo quindi di attività cattoliche e laiche” precisa il deputato transgender di Rifondazione comunista . E aggiunge: “Si intendeva quindi tutti esercizi con alta funzione e attività sociale, indipendentemente da chi le esercita”. L’emendamento di Maurizio Turco avrebbe voluto abolire e sostituire quindi il decreto Bersani sugli immobili. È stato bocciato. Clamorosamente. E senza appello. È lo stesso Maurizio Turco che lo ammette, mostrando i numeri: “I voti contrari sono stati 435”. Ma poi vuole precisare: “Però ci sono stati 31 astenuti, praticamente l’intero gruppo dell’Italia dei Valori, oltre a Francesco Cossiga”. Soltanto 29 i voti a favore. “E tra questi anche due deputati di An, Ascierto e Cirielli” garantisce Turco, convinto però che i voti della destra siano stati un errore. Autentici, secondo Turco, sono stati invece quelli dei repubblicani La Malfa e Nucara. Ma tra i 29 sì spicca anche quello di Franco Grillini, deputato diessino e omosessuale dichiarato, praticante e battagliero”.

Fonte: Corriere della Sera, 17 novembre 2006

La prima parte della discussione alla Camera; la seconda parte della discussione della Camera

La battaglia parlamentare radicale

9 maggio 2007. Maurizio Turco chiede, attraverso una interrogazione a risposta immediata, quali iniziative si stiano prendendo per evitare una procedura di infrazione da parte della Commissione europea in relazione alle norme che prevedono a favore degli enti religiosi e delle Onlus l’esenzione dal pagamento dell’ICI sugli immobili utilizzati anche a fini commerciali. Vannino Chiti, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, spiega che “al fine di valutare la compatibilità della normativa vigente - quella che ho richiamato - con le regole europee, è stata già istituita, il 2 ottobre scorso, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze una commissione di studio con il compito di approfondire le problematiche che riguardano l’applicazione dell’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili ove si svolgono attività di religione o di culto e quant’altro. Onorevole Turco, poiché lei giustamente domanda cosa intenda fare il Governo nella sua completezza, il Consiglio dei ministri, sulla base del lavoro svolto da tale organismo, valuterà se vi sono gli elementi per fornire alla Commissione europea ulteriori chiarimenti ed informazioni necessarie ad evitare l’apertura di una procedura di infrazione, o se invece sarà necessario provvedere ad apportare eventuali modifiche […]”. La risposta del deputato radicale: “Signor ministro, sono sconcertato. Quel che lei ci ha detto è tutto vero, tranne per un particolare: nel mese di settembre, il Ministero dell’economia e delle finanze ha risposto alla Commissione europea spiegando che il «decreto Bersani» - leggo testualmente - è valido a risolvere tutti i dubbi interpretativi sul problema in oggetto. Ciò non è vero, perché, come lei, signor Ministro, ci ha ricordato, il 2 ottobre - esattamente 15 giorni dopo - veniva istituita la suddetta commissione, dal momento che il cosiddetto decreto Bersani aveva dato luogo a difficoltà interpretative ed applicative […]”. Lo stenografico dell’Assemblea

31 maggio 2007. Maurizio Turco reitera la sua richiesta attraverso due interrogazioni a risposta scritta. La prima è la numero 4/03822, la seconda è la numero 4/03824, in cui si accenna pure alla “normativa italiana a favore di alcuni Enti che beneficiano di una riduzione di imposte nella misura del 50 per cento, che detti Enti svolgono attività nel campo dell’istruzione, della sanità eccetera e che detti benefici alterano la concorrenza sul mercato nazionale”.

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  2. I radicali, il concordato e la roba clericale. Una cronologia