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Data: 11/12/2001

Senato: Conversione decreto-legge su interventi vari in agricoltura

SENATO 11 dicembre 2001 - 1h 23' 31"
Senato: Conversione decreto-legge su interventi vari in agricoltura Conversione del decreto-legge su Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), anagrafe bovina ed Ente irriguo umbro-toscano (discussione generale, esame articoli, votazione finale)
AULA

SIULP: V Congresso nazionale (II giornata, III parte)

11 dicembre 2001 - 2h 35' 25"
SIULP: V Congresso nazionale (II giornata, III parte) Chianciano, 11 dicembre 2001 - Documento audiovideo della terza parte della seconda giornata del V Congresso Nazionale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), dal titolo «Vent'anni di democrazia e d'impegno per la sicurezza».

Media: Convegno Unione industriali di Roma «Il futuro delle produzioni televisive»

11 dicembre 2001 - 2h 4' 40"
Media: Convegno Unione industriali di Roma «Il futuro delle produzioni televisive» I produttori indipendenti televisivi denunciano la non applicazione delle quote di fiction nei palinsesti, e il ministro Gasparri assicura che i futuri vertici della Rai sapranno essere più ricettivi ai richiami degli operatori del settore.

Roma, 11 dicembre 2001 - Del futuro della produzione televisiva indipendente si è parlato oggi in un convegno organizzato dall'Unione Industriali di Roma, a cui hanno preso parte, tra gli altri, Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni, Giancarlo Elia Valori, presidente Unione Industriali di Roma, oltre ai rappresentanti dall'associazione dei registi televisivi (Arp) a quella degli scrittori di cinema e tv (Sact), dall'associazione dei documentaristi (Doc/it) e quella dei produttori di animazione (Cartoon Italia).

Parlando della Rai Maurizio Gasparri non usa mezzi termini. "Bisogna verificare lo stato di applicazione delle leggi" - spiega - che probabilmente non sono state rispettate''. La Rai "ha spazio per tagliare le spese inutili" e quindi "non deve chiedere il conto ai produttori".

Il futuro della Rai

Al prossimo vertice dell'azienda, che il ministro si augura "più ricettivo" di quello in carica, sarà chiesto di rispettare le quote sulla produzione della fiction in applicazione della legge 122 del 1998.

I problemi di ordine economico nascono anche dal fatto che "la Rai non è capace di raccogliere la pubblicità. Si adattino al mercato, si riorganizzino, riempiano lo spazio che hanno, e se non ci riescono, chi ha il potere li sostituisca".

Il Nuovo contratto di servizio "sarà scritto in maniera adeguata". E consentirà anche una diversa distribuzione delle risorse. Oggi però "occorre rispettare quello che è in vigore".

Meritare il canone

Gasparri aggiunge di ''aver firmato con molta riluttanza l'aumento del canone", che "va meritato in quanto bisogna dimostrare ai cittadini, che lo interpretano come una tassa, che valga la pena di pagarlo". La Rai, "come servizio pubblico, ha dei doveri e degli oneri", e il denaro non può essere sprecato pagando "Il fidanzato epistolare di Erika".

L'allarme degli operatori

A lanciare l'allarme sulle quote delle legge 122 è il presidente dell'Apt, Roberto Levi. Già nel 2001 queste quote non sono state rispettate. "Gli investimenti destinati alla produzione indipendente, secondo le dichiarazioni di Rai e Mediaset, hanno sfiorato nel 2001 i 700 miliardi complessivi".

Le quote previste "dalla legge 122 avrebbero dovuto portare questo ammontare a circa 900 miliardi". Comunque "Rai e Mediaset affermano di aver rispettato le quote di legge in base ad un'autocertificazione i cui dati non sono resi pubblici". Manca un "controllo da parte dell'Authority delle Tlc così come la legge non prevede sanzioni".

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Cofferati: Nessun negoziato sull'articolo 18 (Intervento alla Camera del lavoro di Torino)

11 dicembre 2001 - 1h 14' 56"
Cofferati: Nessun negoziato sull'articolo 18 (Intervento alla Camera del lavoro di Torino) Articolo 18, pensioni, modelli competitivi condivisi, un "profilo sociale" per l'UE

Torino, 11 dicembre 2001 - Ai lavori della seconda giornata del Congresso della Camera del lavoro di Torino, è intervenuto Sergio Cofferati, segretario generale della CGIL.

Nessun negoziato sull'articolo 18

Il capitolo più importante dell'intervento di Sergio Cofferati ha riguardato la difesa dei diritti dei lavoratori in Italia, prima tra tutte la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dalle ipotesi di sospensione fatte dal governo.

In difesa dell'articolo 18, Cofferati ha invocato l'articolo 30 della Carta dei diritti approvata dai paesi europei a Nizza. Essa - ha affermato - "vieta di licenziare senza giusta causa, mentre in Italia ciò si vorrebbe consentire". "L'articolo 30 non parla di obbligo al reintegro, ma riconosce il fondamento dell'art. 18, ed è, letteralmente, più rigido".

Il leader della CGIL ha confutato le argomentazioni sulle quali si vorrebbe la sospensione dell'art. 18: "Non è vero che, cancellato l'articolo, le aziende, poiché potranno licenziare, assumeranno più facilmente".

Al contrario Cofferati ha designato uno scenario in cui "le aziende con lavoratori che passano dal tempo determinato all'indeterminato non vorranno più assumere a tempo indeterminato" mentre "nelle aziende che escono dal nero, quei lavoratori prima senza contributi, ora potranno essere licenziati".

"L'art. 18 - ha aggiunto - rappresenta una pietra angolare, anche simbolica, dei diritti dei lavoratori, una difesa contro i licenziamenti per motivi sindacali e politici" e, anche se i ricorsi all'art. 18 sono pochi, "l'articolo ha un effetto di deterrenza, senza di questo, l'onere della prova sarebbe a carico lavoratore".

"Mentre l'Ue - lamenta Cofferati - sollecita maggiore partenariato e il principio di non regresso sulle tutele, in Italia il governo vuole meno leggi e meno contrattazione". "Sull'articolo 18 - ha sentenziato - non si negozia con nessuno".

Difesa della sanità e della scuola pubblica

"La difesa dei diritti sociali in Italia passa pure - ha affermato il segretario della CGIL - per la difesa della sanità e della scuola pubblica: i privati sono un'integrazione, non una sostituzione del pubblico".

"Si sta cercando - ha continuato - di depotenziare l'offerta e diminuire gli standard di qualità della scuola pubblica per avvantaggiare il settore privato".

Pensioni

Riguardo il tema pensioni, Cofferati si è detto favorevole alla "certificazione dei diritti acquisiti", alla "possibilità, su scelta del lavoratore e con incentivi, di ritardare il pensionamento", alla "previdenza complementare, che integra quella principale, la pubblica, attraverso l'utilizzo dei trattamenti di fine rapporto" e all'"aumento progressivo dei contributi dei lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa".

Tre cose invece il sindacato - ha dichiarato Cofferati - non condivide: il "prolungamento della mobilità per i singoli, con l'azienda che paga i contributi e la persona che fa un altro lavoro, perché ripresenta i prepensionameti e il lavoro nero, appesantendo i costi previdenziali", il "disincentivo alle uscite, perché peggiora le pensioni d'anzianità" e "minori contributi per i nuovi assunti, perché porterebbe alla crisi del sistema previdenziale".

Regolazione del mercato e governo della globalizzazione

Riguardo i nuovi scenari aperti dalla globalizzazione, Cofferati ha auspicato la creazione di "modelli competitivi condivisi": no a un mercato senza regole, sì a dei limiti, per la salvaguardia "della qualità vita, dell'ambiente, dei diritti e delle protezioni sociali".

Un profilo sociale per l'UE

Questi obiettivi, secondo il leader della CGIL, vanno raggiunti a partire dall'Italia e dall'Europa: "nella prospettiva di un necessario allargamento dell'UE, ci vogliono una Costituzione e un profilo sociale per l'Europa unita".

La guerra è inefficace contro il terrorismo

Cofferati si è anche soffermato sulla guerra contro il terrorismo definendola "inefficace, perché colpisce innocenti e crea instabilità", e ha invitato la comunità internazionale a riattivare il dialogo in M.O.

Riforma degli organismi sovranazionali

"Per governare la globalizzazione - ha sostenuto - sono necessarie riforme degli organismi sovranazionali (Onu, WTO, g8) nel senso di una maggiore efficacia, trasparenza e democrazia, anche cedendo quote di sovranità statuale".

Il valore dell'unità sindacale

A conclusione del suo intervento, Cofferati ha ribadito il valore dell'unità sindacale, "ma - ha aggiunto - è il merito che decide le condizioni per l'unità, perché, quando non è possibile una sintesi unitaria, l'azione politica di un'organizzazione deve andare avanti", e anche perché, ha spiegato, "il governo mira a dividerci e isolarci".

SIULP: V Congresso nazionale (II giornata, I parte)

11 dicembre 2001 - 3h 2' 25"
SIULP: V Congresso nazionale (II giornata, I parte) Chianciano, 11 dicembre 2001 - Documento audiovideo della prima parte della seconda giornata del V Congresso Nazionale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), dal titolo «Vent'anni di democrazia e d'impegno per la sicurezza».

"Giovani Global": Filo diretto con Pierluigi Diaco su Radio Radicale

11 dicembre 2001 - 2h 29' 38"
"Giovani Global": Filo diretto con Pierluigi Diaco su Radio Radicale Roma, 11 dicembre 2001 - Nella notte tra lunedì e martedì, alle 00.30, è andato in onda su Radio Radicale un filo diretto con Pierluigi Diaco sul tema "Giovani Global", condotto da Andrea De Angelis, di cui vi proponiamo l'audiovideo completo.

PE: Decisione su richieste di applicazione della procedura d'urgenza - Programma di lavoro della Commissione per il 2002 e futuro dell'Unione

11 dicembre 2001 - 1h 41' 46"
PE: Decisione su richieste di applicazione della procedura d'urgenza - Programma di lavoro della Commissione per il 2002 e futuro dell'Unione Strasburgo, 11 dicembre 2001 - Documento audiovisivo completo della parte di sessione plenaria recante all'ordine del giorno i seguenti punti: "Decisione su varie richieste di applicazione della procedura d'urgenza - Programma di lavoro della Commissione per il 2002 (illustrazione) e futuro dell'Unione "Rinnovare il metodo comunitario" (comunicazione con l'intervento di Annemie Neyts-Uyttebroeck, Presidente in carica del Consiglio, e di Romano Prodi, Presidente della Commissione)"

Radicali nell'ELdr: Per ora 'no' all'ingresso, Primo round a Rutelli

11 dicembre 2001 - 15' 12"
Radicali nell'ELdr: Per ora 'no' all'ingresso, Primo round a Rutelli L'ufficio di presidenza dell'Eldr si piega alla volontà dei rutelliani, ma l'azione di Di Pietro lascia aperta la partita. Turco: Un problema politico i condizionamenti di Prodi

Strasburgo, 11 dicembre 2001 - L'ufficio di presidenza del gruppo liberal democratico al Parlamento Europeo (ELDR) ha respinto, dichiarandola irricevibile la richiesta di ingresso formalizzata dai radicali.

La decisione è giunta al termine di una riunione giudicata lunga e molto tesa con urla e scontri tra la sottodelegazione rutelliana contraria all'ingresso dei radicali e quella di Antonio Di Pietro, che invece perorava la causa dell'ingresso dei sette eurodeputati eletti nelle Liste Emma Bonino. La vivenda non è conclusa

Nonostante la decisione dell'ufficio di Presidenza - a lungo presieduto dal rutelliano Costa - la questione, però, non può dichiararsi conclusa.
Infatti, come annunciato nei giorni scorsi, Antonio Di Pietro ha immediatamente comunicato che i sette eurodeputati radicali erano da considerarsi affiliati alla componente di Italia dei Valori.

Secondo il regolamento questo stesso atto avrebbe dovuto consentire l'immediato ingresso dei radicali nel gruppo, ma la questione non è stata posta in discussione nell'Ufficio di Presidenza.

Di Pietro abbandona la riunione

Successivamente si è svolta la riunione del gruppo, nel corso della quale Di Pietro ha immediatamente chiesto che i radicali, neo-affiliati al gruppo di Italia dei Valori potessero entrare, ma il presidente della riunione (sempre il rutelliano sindaco di Venezia, Paolo Costa ha rifiutato. A quel punto Di Pietro ha abbandonato la riunione.

Si a Martelli

Al contrario di quanto accaduto ai radicali, è invece stato sancito l'ingresso di Claudio Martelli nel gruppo dell'Eldr, non essendoci state obiezioni da parte di alcuno.

Una situazione paradossale, tenendo conto che Cluadio Martelli era stato membro della delegazione radicale nel gruppo tecnico precedentemente costruito da Pannella, Bonino e gli altri deputati ed in precedenza era stato anche vicepresidente del Pse.

Di Pietro al termine della riunione ha comunicato che la maggioranza del gruppo era favorevole all'ingresso dei radicali, sottolineandone la affinità politica soprattutto in materia di economia e riforme istituzionali, ma per il momento il veto rutelliano è riuscito a prevalere.

Turco: L'Eldr è il gruppo di Prodi?

Prima della riunione, intanto, il presidente degli eurodeputati radicali, Maurizio Turco aveva rivelato di una lettera inviata da Arturo Parisi al presidente del gruppo Eldr, Pat Cox nella quale si spiegano i motivi per vietare dei deputati radicali nel gruppo liberale.

"Sarebbe interessante comprendere - aveva affermato Turco - il grande progetto politico per il quale i radicali non devono entrare nel gruppo liberale" anche ricordando che con la futura nascita della Margherita i Democratici non sarebbero più esistiti e lo stesso partito di RUtelli si sarebbe trovato all'europarlamento con propri rappresentanti sia nell'Eldr che nel PPE.

Dietro tutto questo, Maurizio Turco, da tempo denuncia la manovra di Romano Prodi e ricordando che Pat Cox si appresta a diventare presidente dell'Europarlamento al posto di Nicol Fontaine il presidente degli Eurodeputati radicali pone una questione politica.

"E' un problema politico - aveva sottolineato - il fatto di avere un gruppo all'interno del Parlamento EUropeo condizionato dalla Commissione Europea, così come sarebbe un problema avere il presidente del parlamento europeo condizionabile dal Presidente della Commissione".

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