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Evento: 807

Le nuove misure contro il fenomeno delle "dimissioni in bianco". La precarietà inaccettabile degli stranieri nati in Italia. La puntata settimanale di Fai Notizia

Le nuove misure contro il fenomeno delle "dimissioni in bianco". La precarietà inaccettabile degli stranieri nati in Italia. La puntata settimanale di Fai Notizia Dimissioni in bianco e stranieri nati in Italia. La puntata settimanale di Fai Notizia. In questa puntata "Dimissioni in bianco: con quella firma ho ottenuto il posto e la condanna al mio licenziamento" di Elena Baiocco e "L'Italia? La merito anch'io (anche se sono nato all'estero) di Martina Seleni
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Giovani, orientamento e lavoro. La puntata settimanale di Fai Notizia

Giovani, orientamento e lavoro. La puntata settimanale di Fai Notizia Giovani, orientamento e lavoro. La puntata settimanale di Fai Notizia. In questa puntata quattro interviste dell'inchiesta partecipativa "Laureato. E ora?". Interviste a Domenico de Masi, sociologo, Giuseppe Ragusa, professore di Economia, Francesco Giubileo, esperto di centri per l'impiego e Valentina Cesarano, psicologa.
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L'impatto delle politiche di austerity a Londra e la mancata valutazione dei master universitari. La trasmissione settimanale di Fai Notizia

L'impatto delle politiche di austerity a Londra e la mancata valutazione dei master universitari. La trasmissione settimanale di Fai Notizia L'impatto delle politiche di austerity a Londra e la mancata valutazione dei master universitari. La trasmissione settimanale di Fai Notizia. In questa puntata trasmettiamo "Sognavo Londra (ma abito nelle periferie)" di Lorenzo Giroffi e "Illusione o opportunità? Se nessuno valuta i master", contributo all'inchiesta partecipativa di FaiNotizia.it "Laureato. E ora?"
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Migranti, regolarizzazione flop? La puntata settimanale di Fai Notizia

Migranti, regolarizzazione flop? La puntata settimanale di Fai Notizia Migranti, regolarizzazione flop? La puntata settimanale di Fai Notizia. In questa puntata presentiamo tre contributi dell'inchiesta partecipativa di FaiNotizia.it "Migranti: regolarizzazione flop?": "Regolarizzazione quanto mi costi?", di Enrico Montalbano e Laura Verduci; la testimonianza di un migrante di Caserta; "Regolarizzazione, quei 134 milioni dimenticati al Ministero" di Daniela Sala
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Regolarizzazione migranti. Quei 134 milioni "dimenticati" al Ministero

Regolarizzazione migranti. Quei 134 milioni "dimenticati" al Ministero In tanti, associazioni, avvocati, attivisti e persone conivolte nella regolarizzazione hanno denunciato che la procedura di regolarizzazione 2012 che si è chiusa lo scorso 15 ottobre sia in realtà né più né meno che un escamotage per fare cassa e cha dal punto di vista del'emersione del lavoro nero si trattasse sostanzialmente di un flop annunciato. Come si legge nella disposizione transitoria, oltre alla presentazione della ricevuta di versamento di almeno sei mesi di contributi (tre per i collaboratori familiari), per la presentazione di ogni domanda, era previsto il versamento un contributo forfettario di mille euro a carico del datore di lavoro e non rimborsabili nemmeno in caso di rifiuto della domanda. Le domande inoltrate sono state 134mila. Ovvero 134 milioni di euro che sono già entrati nelle casse dello Stato. Quello che non è chiaro è come questi soldi saranno utilizzati. L'analisi economica dei costi della procedura e la ripartizione dei contributi raccolti è di competenza del ministero del tesoro, che dovrà, appunto intervenire per stabilire la destinazione dei 134 milioni di euro. A questo proposito abbiamo contattato il ministero più volte senza però ottenere risposta.
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Monitoraggio Osce su elezioni e legalizzazione della prostituzione. La puntata settimanale di Fai Notizia

Monitoraggio Osce su elezioni e legalizzazione della prostituzione. La puntata settimanale di Fai Notizia Questa puntata è dedicata a due servizi differenti su temi apparentemente molto distanti, ma che sono entrambi oggetto di iniziative radicali da diversi anni. Il primo servizio è sul tema della prostituzione, in particolare la prostituzione maschile, che è poco trattata da media ma è un fenomeno comunque importante che ci serve a capire i paradossi della legge e dei provvedimenti proibizionistici. A portarci in questo mondo che si svolge tra parchi, periferie e autogril sono due voci: quella di Marco un ragazzo di 27 anni, ex habituè di Monte Caprino dove si svolge il cosiddetto batuage romano e Sergio Rovasio dell'associazione radicale Certi Diritti che si batte per la legalizzazione della prostituzione, contro la ghettizzazione di questo fenomeno che produce criminalità e violenza. La seconda inchiesta è più strettamente politica e riguarda sempre i diritti ma quelli democratici. Dopo le dimissioni di Mario Monti e la fine anticipata della legislatura, si apre ufficialmente il periodo delle elezioni. Da anni i Radicali Italiani chiedono l'intervento dell'Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per il monitoraggio elettorale. Grazie all'intervista realizzata da Sonia Ricci a Matteo Mercacci, deputato Radicale e presidente della Commissione per i Diritti Umani della Assemblea Parlamentare dell'OSCE, spiegheremo chiaramente in sintesi quali sono i punti di accusa che i radicali avanzano alle istituzione e al sistema politico italiano
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«Ragazzi di vita. Voglia di battuage». Perché legalizzare la prostituzione

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Battuage, ovvero rapporti occasionali on the road tra persone dello stesso sesso. Se il boom di serate danzanti, saune rilassanti, hotel e community web dedicate al mondo omosessuale e gay friendly hanno svuotato alcuni dei luoghi storici, rimangono ancora molti gli angoli romani che si trasformano, ogni sera, in arene per lo scambio di piacere. Ma se non è obbligatorio utilizzare un posto di battuage per trovare un partner occasionale, il fatto che alcuni lo utilizzino evidenzia un bisogno molto spesso economico. La testimonianza di Marco, 27 anni, ex habituè di Monte Caprino a Roma e la proposta di Sergio Rovasio dell'associazione radicale Certi Diritti che propone la legalizzazione della prostituzione.
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Le elezioni in Italia sono libere?

Le elezioni in Italia sono libere? Dopo le dimissioni di Mario Monti e la fine anticipata della legislatura, si apre ufficialmente il periodo delle elezioni. Da anni i Radicali Italiani chiedo l'intervento dell'Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per il monitoraggio elettorale. Le ragioni di questa richiesta sono tre e riguardono violazioni di leggi o raccomandazioni europee: la continua modifica delle leggi elettorali in prossimità delle elezioni, l'accesso all'informazione non egualmente ripartito tra le forze politiche concorrenti e l'ammissione alle elezioni attraverso le firme per le liste.
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Quale sviluppo per quale occupazione? Intervista doppia Cazzola-Viale

Quale sviluppo per quale occupazione? Intervista doppia Cazzola-Viale Lavoro giovani e disoccupazione. mancano le opportunità ma mancano anche e soprattutto le linee guida in tema di sviluppo economico e di politica industriale. Di conseguenza anche l'orientamento formativo dei giovani soffre di questa crisi di identità e incertezza nel futuro del nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Giuliano Cazzola, deputato Pdl e vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera che ha recentemente pubblicato il libro 'Figli miei, precari immaginari'. e con Guido Viale, economista e autore di recente del libro 'La conversione ecologica'.
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