Sposetti: darò i soldi al Pd però prima devo pagare i debiti dei Ds
il Corriere della Sera, 30 novembre
Caro Direttore,
poiché leggo notizie del tutto prive di fondamento, su cui si innestano a loro volta commenti e dichiarazioni improprie e ingenerose, voglio ribadire — come ho già avuto modo più volte di dichiarare — che non c’è, né può esserci alcuna lite su soldi e immobili tra i Ds e il Partito democratico, un partito che i Ds hanno voluto con determinazione e convinzione, profondendo per la sua nascita e costruzione impegno e risorse con straordinaria generosità. Ed è, dunque, per noi assolutamente evidente che al Pd devono essere assicurate risorse e strumenti adeguati alle ambizioni e agli obiettivi che ci siamo dati. Per questo obiettivo i Ds stanno lavorando ogni giorno, come dimostrano i fatti che qui richiamo.
In questi mesi in cui il Pd ancora non esisteva abbiamo sostenuto — insieme alla Margherita — tutte le spese del «cantiere» del nuovo partito (in primo luogo l’organizzazione delle primarie). Per un ammontare che, a livello nazionale, è stato di oltre 4 milioni di euro (2,5 la quota sostenuta dai Ds). Cifra a cui aggiungere l’impegno economico sostenuto dalle nostre organizzazioni in ogni realtà locale. Si tratta di uno sforzo finanziario, come ognuno può ben immaginare, di assoluto rilievo.
Con la nascita dei nuovi gruppi del Pd alla Camera e al Senato, i parlamentari Ds — dal primo novembre — devolvono i loro contributi, pari a 210.000 euro al mese, al Pd e così gradualmente sta avvenendo per tutti gli eletti ai vari livelli: regioni, province e comuni.
In tutta Italia le sedi dei Ds sono state messe a disposizione — a titolo del tutto gratuito — del Partito democratico ed al nuovo partito stiamo trasferendo tutta la rete dei servizi (informatici, editoriali, ecc.) che fino ad ora erano riferiti ai Ds.
Il personale retribuito attualmente impegnato nelle nascenti strutture nazionali, regionali, provinciali e territoriali del Pd è a carico dei Ds e della Margherita, fino a che il Pd non abbia messo a regime la propria organizzazione e la propria autonomia finanziaria.
La riorganizzazione del patrimonio immobiliare che fin qui è stato nella disponibilità dei Ds è finalizzata all’unico obiettivo che tale patrimonio possa entrare nella piena disponibilità del Partito democratico, con le stesse regole di autonomia gestionale e di forma giuridica adottate fin qui dai Ds. È dunque del tutto privo di fondamento che tale riorganizzazione sia estranea alla costruzione del Partito democratico 0 addirittura che voglia sottrarre al nuovo partito la disponibilità di strutture e beni.
Contestualmente i Ds sono impegnati nel definire una ordinata sospensione della propria attività, onorando — come fa un partito di gente per bene — tutti gli impegni assunti verso terzi. È fuori discussione l’impegno dei Ds a garantire certezze a tutto il personale, sia a quello che si trasferirà al Pd, sia agli altri. Come è fuori discussione l’impegno a portare a conclusione il programma di rientro delle nostre esposizioni bancarie. Nel 2001, all’atto del mio insediamento come tesoriere dei Ds, ho trovato un’esposizione di 580 milioni di euro. Essa è stata nel corso di questi anni considerevolmente ridotta. Residuano oggi 150 milioni di euro in mutui bancari. Il programma di estinzione di tali mutui, che deve necessariamente concludersi nel 2010, non può quindi prescindere dall’utilizzo delle risorse dei rimborsi elettorali dei Ds.
Fermo restando che ogni risorsa eccedente quelle necessarie al pagamento dei mutui sarà devoluta al Partito democratico. Questi sono i fatti e questo le dovevo. Cordiali saluti.
(Mtm) Ho riportato testualmente commenti degli esponenti del Pd alle affermazioni di Ugo Sposetti. Prendo atto della sua precisazione, anche se non ho ben capito a che e a chi si riferisca, visto che le sue dichiarazioni sono state rilasciate mercoledì scorso in pieno Transatlantico davanti a più di un giornalista.







