Tutti "pazzi" per Camillo Ruini
E ora, che si fa? La vittoria schiacciante dell’astensione al referendum sulla procreazione assistita ha riaperto scenari “fantapolitici”. Il “grande centro” (o se preferite i “moderati”) è molto più di una definizione da manuale della politica e può contare, potenzialmente, sul 74% dei cittadini che il 12 giugno, hanno deciso di seguire, più o meno convintamente, le indicazioni della Cei e del suo Presidente Camillo Ruini. Sarà anche per questo che Silvio Berlusconi ieri non si è lasciato sfuggire l’occasione di una precoce campagna acquisti.
”Permettetemi una riflessione - ha detto intervenendo ad un convegno sul partito unico promosso dal Comitato di Todi a palazzo Wedekind -. Anche con il risultato dei referendum sulla fecondazione assistita noi dobbiamo avere l’assoluta certezza che i moderati in Italia e le persone di buon senso sono la maggioranza. Siamo, quindi, la maggioranza del paese».
Così, mentre i referendari. continuano a sventolare lo spauracchio del clericalismo bigotto e oscurantista, qualcuno, in fondo in fondo, su quello spauracchio comincia ad investirci. Ovviamente non c’è nulla dì ufficiale anche se le parole pronunciate sempre ieri dal cardinale Ruini ai microfoni di “One O Five Live», il canale in Fm e Internet della Radio Vaticana, suonano come una sorta di “programma elettorale”.
“Il progetto di Scienza e Vita - ha detto Ruini - rimane in piedi ed ed avrà un grande compito anche per il futuro. D’altronde questo risultato è un’espressione, direi, pubblicamente la più significativa e la più rilevante, del progetto culturale della Chiesa italiana”. Le domande, a questo punto, nascono spontanee: quale sarà, nell’immediato futuro, il compito del comitato Scienza & Vita e in che modo sarà possibile portare avanti il progetto culturale della chiesa cattolica? In sintesi: ci sarà o non ci sarà una nuova Democrazia Cristiana?
Oltre Tevere l’ipotesi non scalda i cuori del palazzo. La Chiesa , dicono, è al di sopra delle beghe partitiche. Quindi, nonostante qualcuno ci speri, Ruini non scenderà in campo per guidare la riscossa politica dei cattolici. La cosa suona ovvia anche se ciò significa che, a questo punto, la palla passa nelle mani degli “uomini del Cardinale”.
Uomini che hanno già cominciato ad organizzarsi. Ieri, ad esempio, l’Udc Luca Volontè ha dato ufficialmente vita all’Intergruppo “Persona e bene comune”, un comitato parlamentare che “intende continuare l’azione a favore della famiglia, del rispetto delle vita, della promozione della scienza al servizio dell’uomo avviatasi durante la campagna referendaria”. Nell’Intergruppo, da quello che si sa, confuluiranno tutti i parlamentari che, in questi mesi, si sono schierati per il non voto.
Nel frattempo il comitato Scienza & Vita ha aperto il suo sito internet ai suggerimenti di tutti coloro che intendono rispondere, con pensieri, idee e suggerimenti, alle seguenti domande: «E’ giusto dissipare questa grande esperienza di unità? O non sarebbe più giusto proseguire una presenza nella società? E, nel caso, in che forma?»
Quindi, se da un lato la società civile pensa al suo futuro, la politica non sta certo a guardare. Come e se i due livelli si incontreranno, non è dato saperlo. Ma, forse, Ruini ha qualche idea.







