"Chi ha paura di Beppe Grillo?". Un libro di Emilio Targia, Edoardo Fleischner e Federica De Maria

Pubblicato il 17 Aprile 2008
Copertina de L'InternazionaleCopertina de L'Internazionale

In libreria il 17 aprile 2008 con Selene Edizioni

Un libro di Federica De Maria (linguista e critica letteraria), Edoardo Fleischner (pubblicista, esperto e docente di Nuovi Media e Società), Emilio Targia, giornalista professionista e autore radiofonico, attualmente caporedattore di Radio Radicale. Prefazione di Oliviero Toscani, posfazione di Marco Pannella.

Strana storia quella di questo libro, o forse no? Alla fine del 2006, la casa editrice Longanesi mette sotto contratto gli autori, annuncia il libro sul proprio catalogo e ad alcuni giornali. Ma il 27 febbraio 2007, la casa editrice invia una comunicazione agli stessi autori con la quale disdice il contratto poiché “senza liberatoria” da parte di Grillo il libro non può uscire. Pare, dopo aver ricevuto un fax nel quale si “diffidava a pubblicare” il libro. Va detto che molte altre “grandi” case editrici si sono rifiutate di pubblicare il libro!

La copertina del libroLa copertina del libro

E allora Chi ha paura di Beppe Grillo? Perché e in base a cosa? Non rimaneva che indagare a fondo, “verificare”, la figura di una star dei media, ora divo del blog, e infine diventata “portavoce degli insoddisfatti”.

Oliviero Toscani, nella sua prefazione,“scatta una fotografia” del personaggio:

Per fortuna c’è Grillo.

Lui è la cartina di tornasole di quanto sia facile trasformare i falsi problemi in veri problemi.

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: per fortuna si è inventato da solo, perché nessuno di noi sarebbe stato in grado di farlo.

Personalmente non voglio giudicare se quel che Grillo dice sia giusto o sbagliato, perché non mi interessano solamente le cose giuste. Anzi, è da quelle sbagliate che si capisce ciò che è giusto.

La mistificazione, la contraddizione, l’assurdità, il delirio, l’enfatizzazione perenne, la strumentalizzazione, l’alterazione, la montatura, la demagogia. Su tutte queste corde solamente poche persone riescono a stare in equilibrio e saltare da una all’altra: Grillo in questo è maestro.

Ciò che dice è così banale che riesce addirittura a risultare scioccante e il comico diventa chi lo ascolta.

La sua forza sta nell’essere riuscito a invertire ruoli e termini tra società e comicità: lui che è comico infatti incarna la società, diventa la società. La società, a sua volta, con gli inetti, buoni a nulla e impresentabili uomini di Palazzo, diventa comica. Di una comicità della quale non si riesce nemmeno più a ridere.

Il giorno in cui i mentecatti della politica spariranno e questo paese diventerà normale, Grillo non servirà più.

Il libro si snoda lungo un’analisi del fenomeno “Grillo”, anche attraverso una serie di testimonianze di persone che hanno assistito agli spettacoli di Beppe Grillo, di giornalisti che si sono occupati del suo “lavoro”, o che hanno avuto a che fare con lui direttamente, e di colleghi dello stesso Grillo.Voci a favore e voci contro: d’altronde il personaggio è di quelli che “si amano o si odiano”.

Nell’affollatissima sala dei commenti sul fenomeno Grillo in questi anni nessuno, fino a oggi, si era cimentato nella complicata impresa di analizzarne le cause, rintracciarne le origini, scandagliarne le caratteristiche.

Per arrivare a costruire questo libro-percorso, primo saggio “crossmediale” su Beppe Grillo in Italia, gli autori hanno studiato il suo blog per tre anni, seguito Grillo in molte manifestazioni pubbliche nelle piazze italiane, fotografato gli sguardi degli spettatori dei suoi spettacoli (intervistandone a centinaia), rovistato gli archivi, spulciato i giornali, affrontando insomma un vero e proprio “viaggio” all’interno del mondo di Grillo, per provare prima a capire, e poi a raccontare, luci e ombre del Grillo-pensiero.

Dalla postfazione di Marco Pannella:

« […] i suoi autori meriterebbero quasi di esser vissuti come il Virgilio, l’“autore”, la guida, dal Dante-Grillo nostro. Otto decimi del libro gli danno, infatti, dialogicamente, la parola, con cura di fedeltà e di mediazione positiva, rispettosissimamente grande e intelligente».

Indubbiamente questo è il primo libro che affronta la figura di Beppe Grillo nel suo complesso e nella sua storia, ma anche nella sua complessità, dagli spettacoli all’avvento del blog, alle piazze e di nuovo agli spettacoli.

Gli Amici di Grillo al V-DayGli Amici di Grillo al V-Day

Gli autori – De Maria, Fleischner, Targia – cercano anche di capire cosa può voler dire “essere un monologhista”; e in questo ci aiuta ancora Marco Pannella nella sua postfazione:

« […] Dalla tua singolarità, dalla tua forza, da te, è indispensabile che tu tragga dialogo, non monologo; proposta, non protesta; che tu concepisca e non procrei a caso; non più rabbia, disprezzo, dissipazione e pura eliminazione dell’altro, del male che pur ci abita tutti, maledizione del Potere».

Sorge, quindi, spontaneo il dubbio che porsi come monologhista nei confronti di tutto e di tutti possa significare escludere a priori il confronto con tutti coloro che sono suoi “bersagli”, di porsi al di sopra e al di là di qualsiasi diritto di replica, di auto-eleggersi “protettore” degli esclusi”. Insomma, un libro che nasce per…

…cercare di capire come sia possibile che di punto in bianco qualcuno, in questo Paese, possa, solo schioccando le dita, se lo volesse, occupare il Parlamento;

…cercare di capire come sia possibile che una persona che ovunque vada si lamenti, e accusi praticamente tutti (esclusi gli amici), che in questo Paese non c’è libertà di stampa, eserciti allo stesso tempo l’antica pratica della censura su quanto viene pubblicato su di lui;

…evidenziare, al di là della scossa emotiva e dell’assoluta veridicità delle sue argomentazioni, anche il lato “nascosto” di Grillo: c’è il suo blog che, a detta di molti, più che un blog è un sito commerciale, certo ben mascherato, per la vendita (anche all’ingrosso) dei suoi dvd, libri e biglietti per gli spettacoli;

…presentare il Grillo che non accetta alcun confronto con chicchessia, né politici, né intellettuali, né altri “comici”, tanto meno con i giornalisti;

…presentare il Grillo che spara a zero contro il copyright, ma poi manda diffide dal pubblicare le sue parole su un qualsiasi mezzo, e il Grillo che si oppone all’uscita di libri che parlino di lui, salvo i suoi, editi in proprio, fatti integralmente con i commenti di chi legge il suo blog.

…cercare di spiegare che, in fondo, Grillo rappresenta proprio un modo di fare politica che è stato “dimenticato”, e che quindi è esattamente l’opposto dell’anti-politica.

Chi ha paura di Beppe Grillo? comunque NON è un libro contro Grillo; è in realtà anche, ma forse soprattutto, un libro che racconta la “pancia politica degli italiani” degli ultimi tre anni. Usa come pretesto d’analisi e narrativo Beppe Grillo, che è, nel bene o nel male, un catalizzatore di opinioni forti, urlate, liberatorie, di contro-informazione, anti-politiche, popolari, ma anche terribilmente populiste. Gli autori hanno tenuto Grillo in mano come un termometro, per misurare e annotare la febbre dell’Italia e le sue più recenti e devastanti malattie: dall’arroganza delle caste ai programmi elettorali fotocopia, dalle liste elettorali decise dalle segreterie dei partiti al declino del Paese in ogni suo comparto.

È un libro che vuole suonare un campanello d’allarme CONTRO una nuova casta: la casta di se stessi.

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