Unione europea. Le due «grandi preoccupazioni» di Emma Bonino
"Costituzione europea. Dal progetto Spinelli del 1984 alle prospettive della fase attuale". E' il tema del convegno promosso dal CIME al quale, fra gli altri, è intervenuta Emma Bonino.
“Costituzione europea. Dal progetto Spinelli del 1984 alle prospettive della fase attuale”. E’ il tema di un convegno promosso dal CIME (Consiglio italiano del Movimento europeo), al quale sono intervenuti, fra gli altri, Valerio Zanone (Presidente del CIME), Fulco Lanchester (Preside Facoltà Scienze Politiche “La Sapienza”), Guido Montani (Presidente Movimento Federalista Europeo), Emma Bonino (Ministro del Commercio internazionale e delle Politiche europee), Franco Bassanini (presidente associazione ASTRID) e Adolfo Pepe (Direttore Fondazione Di Vittorio).
Nel suo intervento, Emma Bonino ha confessato due «paure» riguardo la fase attuale dell’Unione europea. «Non c’è da essere ottimisti o pessimisti sull’Europa», ha esordito il ministro radicale, ma, come disse una volta Jean Monnet, c’è da essere «determinati». La Bonino si è detta «preoccupata» del «progressivo allontanamento dei cittadini non tanto dall’idea di Europa in sé, ma dalle sue istituzioni». C’è un defict democratico delle istituzioni europee e «le cose che si fanno in Europa, con procedimenti non adeguatamente democratici, non sono percepite».
Cosicché se per le vecchie generazioni l’Europa «rimane un volano che ha trasformato il nostro paese, il “mai più la guerra tra di noi” rischia per le generazioni successive di essere dato per scontato». Come andare avanti? La soluzione nessuno ce l’ha in tasca, ha ammesso la Bonino, sottolineando il «paradosso» della Francia, che «da paese fondatore è stata prima l’affossatrice della Comunità Europea di Difesa, poi del referendum costituzionale».
La seconda preoccupazione manifestata da Emma Bonino riguarda il rapporto dell’Europa con il resto del mondo: «Il mondo va così veloce che il nostro lento procedere rischia di essere sì pragmatico, ma inadeguato ai nostri tempi e alle grandi sfide». E’ «in corso - ha aggiunto - un grande rivolgimento dei rapporti di forza in termini politici, economici, geostrategici, nel mondo in cui viviamo».
L’identità europea, agli occhi della Bonino, non è una questione territoriale o religiosa: «Democrazia e stato di diritto sono l’identità dei cittadini europei. L’identità del nostro stare insieme è che abbiamo deciso di starci condividendo un metodo».








