World Energy Outlook 2007 (Sintesi del rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia)
(…) La Cina e l’India sono i giganti emergenti dell’economia mondiale e dei mercati energetici internazionali.
La crescita del fabbisogno energetico di Cina e India sta trasformando il sistema globale dell’energia, per via delle dimensioni di questi paesi e del loro peso crescente nel commercio internazionale dei combustibili fossili (…). Il momentum del loro sviluppo economico lascia pensare che la loro domanda di eneregia continuerà a crescere in maniera sostenuta (…).
Le conseguenze per Cina, India, i paesi OCSE e il resto del mondo della crescita incondizionata della domanda globale di energia, sono comunque allarmanti. Se i governi di tutto il mondo persevereranno con le politiche correnti (…) nel 2030 il fabbisogno energetico mondiale supererà di oltre il 50% quello attuale (…).
La sfida per tutti i paesi sta [dunque] nel mettere in atto una transizione verso un sistema energetico più sicuro, riducendo l’uso di combustibili fossili, senza minare lo sviluppo economico e sociale del pianeta (…).
Un’azione politica vigorosa, immediata e collettiva da parte di tutti i governi è essenziale per condurre il mondo verso un sentiero energetico maggiormente sostenibile (…). Se tutte le nuove politiche energetiche di cui si parla oggi venissero implementate da tutti i governi (…), la domanda mondiale di energia e le relative emissioni si ridurrebbero in maniera sostanziale [e] le misure per migliorare l’efficienza energetica si profilano [del resto anche] come il modo più economico e più rapido per frenare la domanda e la crescita di emissioni nel breve termine.
Ma anche in questo scenario, nel 2030, le emissioni di anidride carbonica supererebbero di un quarto i valori correnti. Una maggior riduzione delle emissioni richiederebbe un’azione politica immediata e livelli di trasformazione tecnologica senza precedenti (…).
Nello scenario base [quello che non prevede alcun cambiamento nelle politiche e nelle tecnologie energetiche attuali], il fabbisogno energetico aumenterebbe del 55% tra il 2005 e il 2030, a un tasso annuale medio di 1,8 punti percentuali annui (…).
I combustibili fossili resterebbero la fonte primaria di energia, coprendo l’84% della domanda globale tra il 2050 e il 2030.
Il petrolio rimarrebbe il carburante più diffuso, anche se la sua quota nella domanda globale scenderebbe dal 35% al 32%. La domanda di petrolio raggiungerebbe nel 2030 i 116 milioni di barili al giorno (…).
I paesi in via di sviluppo (…) contribuirebbero per il 74% all’aumento dell’utilizzo globale di energia primaria. Cina e India da sole, rappresenterebbero il 45% di questa quota (…).
Le risorse mondiali di petrolio sono ritenute sufficienti per rispondere alla crescita della domanda prevista per il 2030 (…), ipotizzando che si realizzino i dovuti investimenti (…).
In uno scenario alternativo, la domanda globale di energia primaria aumenterebbe di 1,3 punti percentuali all’anno nel periodo 2005 – 2030, ossia lo 0,5 per cento in meno rispetto allo scenario base (…).
Il rapido sviluppo economico di Cina e India spingerebbero inevitabilmente verso l’alto la domanda globale di energia, ma porterebbero anche benefici economici importanti al resto del mondo (…).
[Tuttavia] l’aumento della domanda globale di energia pone una minaccia reale e crescente per la sicurezza energetica mondiale.
L’aumento della concentrazione di anidride carbonica e di altri gas serra nell’atmosfera, derivanti in larga misura dall’utilizzo di combustibili fossili, contribuiscono all’innalzamento delle temperature globali e ai cambiamenti climatici (…). Molte delle politiche oggi presenti per alleviare il problema dell’insicurezza energetica possono anche contribuire a mitigare l’inquinamento e il fenomeno del cambiamento climatico, e viceversa (…).
(In allegato il testo integrale, in inglese)







