XI° Summit della FRANCOPHONIE 28-29 Settembre 2006 ANNO SENGHOR

Pubblicato il 30 Settembre 2006 da mb
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Omaggi a uno dei personaggi più illuminati dell’Africa Léopold Sédar Senghor :

Il poeta - presidente ( 1906 – 2001 )

" Paradiso , la mia infanzia africana... "

Tutta la sua vita, Lépold Sédar Senghor ( nato a Joal, in Senegal, nel 1906, ndr ) custodirà la nostalgia di una infanzia vissuta nell’amore della sua mamma e nel rispetto delle tradizioni rurali e animiste. Paradiso perduto quando, di autorità, suo padre decide di farne un alunno dei Padri " spiritains " .

Lo choc affettivo si accompagna dalla scoperta meravigliata del francese, questa "lingua venuta d’altrove", e di una rivelazione : dinanzi al disprezzo dei suoi insegnanti per la cultura africana, Senghor prende la misura della specificità dei "valori di civiltà del mondo nero" e dell’imperiosa necessità di riabilitarli :a sedici anni avevo già il sentimento della negritudine, vale a dire della specificità della cultura negro – africana."

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E’ a Parigi , capitale della diaspora nera dove Senghor intraprende nel 1928 le sue superiori, la " Negritudine " vede il giorno e fa nascere un movimento culturale e politico di cui i principali animatori sono Senghor, Césaire e Damas .

Dei fenomeni di moda ( la Rivista negra di Joséphine Baker, l’ Esposizione coloniale del 1931 , l’entusiasmo popolare per il jazz e lo swing...), la frequentazione dei poeti neri americani della capitale, degli incontri decisivi ( gli studenti delle Antille ma anche G. Pompidou, il " più che fratello " ), le riflessioni inspirate da un intensivo "commercio dei libri " ( lettura entusiasta dell’etnologo tedesco Frobenius ) o degli insegnanti di primo piano ( Rivet, Mauss, Homburger ) confortano Senghor nella sua ricerca degli " elementi costitutivi di una civiltà di ispirazione negro –africana " e sbrigano la maturazione del suo pensiero.

Primo Africano accolto all’aggregazione di grammatica (1935), insegnante a Tours poi a Saint-Maur- des Fossées, Senghor milita nel partito socialista consigliando , grazie alla lettura delle opere di Teilhard de Chardin, il suo impegno politico e la sua fede cristiana: " Teilhard mi ha reso la fede permettendomi di essere un socialista africano. Un socialista credente." Mobilitato nel 1939, fatto prigioniero nel 1940, conosce due anni di cattività ( 1940-1942 ) nel corso dei quali finisce di convincersi che le grandi civiltà sono " métisses o meticci " (mescolate) e che esiste ben bene una poesia specificamente negro-africana ( lo studio " morpho-linguistico " dei canti ginnici " sérères " (della sua etnia, ndr) che svolge dal 1945 lo conferma nelle sue teorie).

Viene così a evolversi una " negritudine – ghetto " " alla Negritudine di attecchimento ( di radicamento ) ma aperta ".

Nel 1945 consacra la sua nascita alla poesia e alla politica. Cedendo alle istanze del leader socialista senegalese Lamine Guéye, " [egli] entra in politica " ed é eletto fin dal 1945 deputato del Senegal. Lo stesso anno, appare la sua prima raccolta di poemi, "Chants d’ombre". Da allora Senghor conduce dinanzi il suo doppio destino di poeta : Hosties noires (1948); Ethiopiques (1956); Nocturnes (1961); Lettres d’hivernage (1973); Elégies majeures (1979), e di uomo politico: parlamentare francese ( dal 1945 al 1960 ), crea fin dal 1948 il suo proprio partito e, dopo la esplosione della Federazione del Mali, diventa il primo presidente della Repubblica del Senegal ( eletto il 5 settembre 1960, sarà rieletto quattro volte prima di dimettersi volontariamente dalle sue funzioni nel 1980). Doppio destino unificato dalla stessa " ossessione " : difendere (dalla riflessione ) e illustrare ( dalla pratica ) la Negritudine, " Umanesimo del XX° secolo " ( i suoi discorsi, allocuzioni e prefazioni saranno riuniti nei cinque volumi di Liberté ; d’altronde, farà conoscere i poeti africani e malgasci francofoni pubblicando una Antologia (1948) resa celebre dalla prefazione di Sartre, " Orphée noir ".

A capo dello Stato senegalese alla poesia , egli instaura i principi ereditati dalla Repubblica francese, cerca " una via africana del socialismo ", modernizza le strutture sociali e economiche (promulgazione di un nuovo codice della famiglia), predica il dialogo e la conciliazione per risolvere le crisi internazionali e si impegna soprattutto a fare del Senegal un paese di alta cultura, una " Grecia nera ". Egli considera in effetti che la cultura primeggia su tutta la ideologia politica perché essa sola porta i valori " dell’Umanesimo integrale ", fuori dal quale non c’é né fioritura della persona umana , né sviluppo autentico e durevole dei popoli. E’ in questo spirito che ha realizzato il suo sogno di radunare gli artisti della diaspora nera organizzando, nel 1966, il primo Festival mondiale delle arti negre, facendo del Senegal " il paese della " fraternità " (fratellanza) umana " ( il paese della "Teranga" ovvero il paese dell’ospitalità, ndr ) ".

"Arricchirsi delle nostre differenze per convergere verso l’universale "

Léopold Sédar Senghor

Questo sogno, nutre dei valori di civiltà negre e di un cristianesimo sociale e aperto, trova il suo sbocco, ultimo nel concepimento della " la civiltà dell’Universale, che sarà fatta dei valori complementari di tutti i continenti e di tutti i popoli ". Espressione di un messianismo utopico secondo alcuni, " la civilisation de l’Universel " che Senghor chiama dai suoi auguri e trova nella " Francofonia " la sua anticipazione più promettente, il "[suo] modello e il [suo] motore ", testimonia una esigenza di fratellanza e di una fede nell’Uomo che non possono lasciare indifferenti quelli che vogliono credere all’avvento di una comunità mondiale di speranza e di destino.

Messaggero di buon augurio, Senghor é l’utopista necessario alle speranze dei tempi presenti.

La negritudine

Più ancora che una " parola - concetto " ( forgiata da Aimé Césaire nel 1932 ), la Negritudine é una " idea-forza " che impegna e ordina la vita di Senghor . Questo ultimo non smetterà mai di esplorare le ricchezze e le pluralità semantiche ma ugualmente di assicurarne una difesa teorica e una illusione pratica. Definito come " l’insieme dei valori della civiltà nera, é vissuta da lui stesso come una lotta: lotta per la riabilitazione e la riconoscenza della cultura negro-africana: lotta per i modi di vita e di " essere –nel – mondo " inspirati dallo " spirito-cultura " nero; lotta infine per " un umanesimo nuovo ", l’ammissione delle opere del genio negro-africano nel patrimonio culturale mondiale costituendo il preliminare indispensabile all’avvenimento dell’ " Umanesimo integrale ".

Poiché é ben qui la vocazione ultima della Negritudine " senghoriana " : immersa più profondamente " nelle radici della razza nera ", essa é un attivo del dialogo delle culture e contribuisce all’avvenimento della " Civiltà dell’Universale " annunciata da Teilhard de Chardin .

Una civilizzazione , fatta di valori complementari di tutti i continenti e di tutti i popoli, ultima l’avventura umana in una sola e fraterna comunità di speranza e di destino.

www.senghor.francophonie.org

" MA NEGRITUDE POINT N’EST SOMMEIL DE LA RACE

MAIS SOLEIL DE L’AME , MA NEGRITUDE VUE ET VIE

MA NEGRITUDE EST TRUELLE A LA MAIN , EST LANCE

AU POING Réecade.

IL N’EST QUESTION DE BOIRE , DE MANGER

L’INSTANT QUI PASSE

TANT PIS JE M’ATTENDRIS SUR LES ROSES

DU CAPT-VERT !

MA TACHE EST D’EVEILLER MON PEUPLE

AUX FUTURS FLAMBOYANTS

MA JOIE DE CREER DES IMAGES POUR LE NOURRIR

O^ LUMIERES RYTMEES DE LA PAROLE.

L’Anno Senghor

é stato celebrato a Bucarest

con una mostra di libri, poesie e di fotografie

www.senghor.francophonie.org

" Femme nue, femme obscure

huile calme aux flancs de l’athlète du Mali

Gazelle aux attàches célestes,

les perles sont étoiles sur la nuit de ta peau..."

Mossane

Elle est agée de quatorze ans

Elle s’appelle Mossane.

Mossane signifie.

A marée basse,

Quand Mossane se baigne

Sur les rives du bras de mer,

Les " Pangools "

disparus en pleine jeunesse

depuis la nuit des temps

viennent contempler leur élu.

Le mendiant errant poursuit

Ces génies de la savane...

Mossane

Synopsis

Mossane est née à Mbissel*,

un village fondé au XIV ème siecle par

un monarque, Maissa Waly Dione.

Jeune fille grande, noire..., la beauté de

Mossane, reconnue et chantée par tous, ne

crée que conflits et désaccords dans ce coin de

brousse qui n’aurait dù connaitre que la paix.

Personne ne résiste à la " perle " de Mbissel.

Meme son frère de sang Ngor nourrit des

Sentiments incestueux à son égard.

A l’insu de ses parents qui dès sa naissance

l’avaient promise en mariage à Diogoye,

un émigré vivant à létranger,

Mossane, beauté sans égale, voue un amour

partagé mais chaste à Fara.

Après maints heurts, maintes

incompréhensions..., Mossane s’enfuit

de chez elle en passant par " Mamangueth "

pour rejoindre Fara.

Mais...seul " Mamangueth ", le bras de mer,

délivrera Mossane de tout mal.

*Mbissel é un villaggio situato a 3 km dal mare e dalla costa atlantica a più di un centinaio di km A sud di Dakar, Senegal.

  • Mbissel est un village situé à 3km des bras de mer et de la cote atlantique à plus d’une centaine de km, au sud de Dakar, Sénégal.

( dal film de Safi Faye )

Radu Càrneci

Un amico poeta di Senghor a Bucarest che ha tradotto le migliori opere di Senghor in Romania e che ha ricordato Senghor recentemente attraverso una mostra di opere e di fotografie a Bucarest per i suoi cento anni.


La voce della Francofonia

SenghorSenghor

Uomo politico e poeta, Senghor é uno dei padri ( fondatori, ndr ) della Francophonie .

” Ho sognato di un mondo di sole nella fratellanza dei miei fratelli dagli occhi blu.” Tutta la sua vita, Léopold Sédar Senghor, figlio dell’Africa formato nelle università parigine, ha seguito questo ideale. Nato nel 1906 a Joal in un Senegal ancora francese, parte per studiare a Parigi nel 1928. Incontra Aimé Césaire ( Martinica ) e Léon Gontran- Damas ( Guyana ), forgia il concetto di ” negritudine “. Nel 1945, pubblica ” Chants d’ombre “. Seguiranno ” Hosties noires ” (1948), ” Ethiopiques ” (1956)… La sua poesia é basata sulla speranza di creare una Civiltà dell’Universale. Nel 1960, Senghor diventa il primo presidente del Senegal indipendente, funzione che occuperà fino alle sue dimissioni, nel 1980. Nel 1984, é il primo scrittore africano ammesso all’Accademia francese. Il suo sogno di universalità, lo vuole concretizzare ” via ” ( attraverso ) ” una simbiosi culturale come quella della Francofonia, che (…) unisce i valori più opposti “. Nel 1970, é all’origine della creazione dell’Agenzia della cooperazione culturale e tecnica, futura Organizzazione Internazionale della ” Francophonie “. Ha poi operato per fare della Francofonia una organizzazione strutturata, capace di difendere questi ideali di diversità culturale. E’ morto nel 2001, in Normandia ( a Verson, ndr ).

http://www.regard.ro/fr/

2006 - Anno francofono internazionale

La Francofonia, 35 anni dopo

Nata nel XIX° secolo, la parola ” Francophonie ” é ancora nuova poiché nomina delle realtà nuove ed é in rapida evoluzione .

La ” Francophonie ” ( Francofonia ) é giovane in effetti: prima istanza francofona ufficiale, l’Agenzia di cooperazione culturale e tecnica ( ACCT ), diventata l’Agenzia ” intergovernativa ” della francofonia (AIF), ha appena 35 anni dalla sua nascita a Niamey, nel 1970.

La ” Francophonie ” é un caleidoscopio di interessi generali che mirano soprattutto alla difesa della diversità culturale, nell’educazione, nelle lingue e culture nazionali, che sono legate alla ” francofonia “. La sua sfera geoculturale , geopolitica e geoeconomica, sarà rinforzata con le nuove adesioni nel 2007 dei suoi 7 nuovi membri e la sfida sarà altrettanto grande per una lingua che si vuole sempre parlata nell’ esagono, nel mondo per facilitare anche il dialogo delle culture, che é una pietra angolare per la Francofonia nella sua battaglia futuristica e delle sue sfide, dove la democrazia, la ” bonne – gouvernance “ (buon governo) e il rispetto dei diritti umani vigono in maniera notevole e crescente, nel seno di questa Istituzione internazionale.

” La Francophonie “, é questo umanesimo integrale che si tesse intorno alla terra, questa simbiosi delle energie dormienti di tutti i continenti, di tutte le razze che si svegliano al loro calore complementare .”

Léopold Sedar Senghor - La Rivista ” Esprit “, 1962.

Senghor é padre fondatore della ” Francophonie “