Sono intervenuti: Casorati.
Tra gli argomenti discussi: Antifascismo, Cultura, Fascismo, Gobetti, Gramsci, Torino.
La registrazione audio ha una durata di 30 minuti.
09:30
10:46 - Roma
Anemia
E allora questo studio piccolo combinazione questo quadro che è stato grande amico lontano intonate in questi giorni qui dentro ed è il primo Walter ecco perché il rinvio qua naturalmente do perché volevo vedere tutto Peciccia Antonio Gibelli militare
E non spogliava soltanto non guardava soltanto le riproduzioni come facciamo un pochino tutti lo faccio anch'io nobili gela tutti
Non solo ma così il Ramadan detto io c'ho ancora degli iscritti di Gobetti civili sta
E poi voleva naturalmente vedere tutto quello che si faceva e andava in tutti i musei ricordo una volta ed è la prima volta che andava a Parigi arrivo di mattina
E naturalmente contro album in un angolo della prima andate l'urlo ritorna anche al Gobetti seduta addormentata stanchissimo giro ed è Piero in un libro in mano con un bambino che aveva già girato tutto il gruppo aveva vinto tutto e faceva allora da americana
Buona sera questa testimonianza affettuosa di Casorati all'amico Gobetti di cui abbiamo parlato nella prima puntata
Sottolinea se ce ne fosse bisogno la grande curiosità che aveva appunto Gobetti per non solo per quello che era la politica ma alla letteratura ed arti figurative
E proprio sulle arti figurative parleremo questa sera durante questa seconda puntata e per farlo abbiamo invitato qui con noi
Due i protagonisti due protagonisti della pittura a Torino durante gli anni del fascismo sono Enrico Paolucci e Albino Galvano
Però prima di cominciare a parlarne vorrei vedere un altro filmato e farvi vedere un altro firmata filmato di Casorati e di Giulio da Milano
Lo lo ora lavoro
Io una Torino approvarlo per indagato silenziosa
Questo spunto in fondo a un cortile
E qui sono nati
Proprio qui tutte le polemiche a chiese che partivano dalla ville Lumière
Sembrava che morta sembrava che non avessero più che una ecco leggera regia
Ed io ho potuto
O
In una città di corte qual era ancora l'ex capitale sabauda dove dominano incontrastati Leonardo Bistolfi Giacomo Grosso Cesare Ferro
Felice Casorati opera una sorta di rivoluzione culturale polarizzando su di sé le attenzioni positive o negative che siano
Già accompagnato da una solida fama Casorati e la figura importante del panorama artistico nazionale
Ma lo ha osservato uno dei suoi maggiori studiosi Luigi Carluccio era anche una pietra dello scandalo colui o contro di lui
Contro la Torino dell'Accademia Albertina la città dei collezionisti e dei committenti e Hristo graticci e borghesi tradizionalmente ostili ad ogni novità Casorati avanzava le istanze di una cultura moderna espressione di una metropoli industriale proiettata verso l'Europa
Agli occhi dei nati nel primo decennio del secolo la generazione che ha più di un titolo potremmo chiamare Gobetti Anna Casorati rappresenta ben oltre la sua stessa opera d'artista un punto di luce capace di rischiarare le tenebre di una angusto provincialismo
E tuttavia quello Casorati hanno potrebbe essere giudicato un fenomeno provinciale sia pure in senso nobile che ha isolato il circolo raffinato e un tantino esclusivo legato al maestro dalla vita della città da un altro lato ha separato la stessa a Torino dal resto dell'Italia intellettuale ne manca chi ha lamentato in quanto escluso dal giro di Casorati anni di aver subito altre e più gradi esclusioni così l'insegnamento impartito dal maestro nella scuola da lui creata nei locali dello quindi l'abitazione di via Mazzini prima di essere trasferito in via Galliari trentuno è stato accusato di tendere a una formazione unidirezionale degli allievi portandoli ad essere degli imitatori di colui che già all'inizio degli anni Trenta Emilio Zanzi definiva il despota amabile e cortese di una vera cadendo
Poiché aveva visto per esempio allora allora ieri i quali in quel momento
Dolce e poi pareggia dopo il più imponente
Dettava legge in quel Ascension luglio aveva quella villa invitava gli altri pittori parlavano di pitture e poi puoi scegliere corre il confine dei
E poi proviene invece l'altro
Calcio una
E all'approvazione
Il così in generale di scemo
Dolce allora
Paolucci ha sentito cosa ha detto da Milano allora Casorati un maestro scomodo conduce addirittura induce proprio a vendere un maestro severo accerto ma anche un maestro
Di di una grande umanità di una grande cortesia tutti sempre disponibile io ne ho un ricordo sei diverso di Casorati ecco qual è il suo ricordo dico il ricco quello di un amico col quale d'altronde ho collaborato in parecchie cose incarichi prese di quel tempo come era prima scelta Fontanesi poi la zecca vero che si fondati insieme
E Teso Ratti veramente era per noi con un maestro ma un amico un amico col quale stavamo spessissimo nei beati i tempi in cui i caffè di Torino erano ancora agibile vero e
Per veramente un amico molto vicino a noi di Orlando che ruolo aveva Casorati per voi giovani per la pittura di quegli anni
Ha avuto un ruolo fondamentale soprattutto nel senso le acque senza intrico Colucci vittime qui bassa a dimostrarlo che
Mentre impartiva un insegnamento ho deciso
Con dei parametri che oggi non esistono più
Avevo la massima apertura nei nostri riguardi
Accettava tutto quanto fosse al di fuori
Di un custodita al doping il molto recente Isco anche se era in contatto con la sua pittura e o abilmente con i suoi leale il maestro
O lo uccide
Ha fatto parte dei sette non guarda una certa consolati nel loro momento culminate anzi semmai si ribellavano formalismo caso Latiano di nuova generazione in cui si districa post impressionistica
Io sono dopo un certo tempo passato all'astrattismo ma come ricordava Colucci siano amici
Sullo stato accanto a consolati
Sino agli ultimissimi giorni presente in via Mazzini condurre il mancato eppure se non seguitare quel suo particolare insediamento Rom fallimento io l'avevo tradito
Apparecchiano è cosa che lui non via Bari rimproverato forse non l'aveva mai talvolta un po'rincorso ma
Il patto
De Sio l'affetto dell'amico non solo per il meno proprio mia famiglia e si è costato il medesimo ecco con Casorati o contro Casorati
Sentiamo adesso una testimonianza una testimonianza di Danila Cremona la moglie di Italo Cremona pittore critico d'arte grandissimo letterato
Perché non è una persona che aveva un fortissimo perché era ironica anche allora era cagionati confusione chiederei che per e anche con Paolucci ma soprattutto manca suonati e attacchi personali Andamane benissimo erano in e la invece concatenate mi sembra stancherei discussione pienamente molto molto acute ma impegni senza ma anche molto interessante a parte era mio discussioni che danno molto piccante
L'arte di Italo Cremona benché connotata da una personalità indipendente e pur sempre tangente l'orbita Casorati Anna da cui è invece assai distante un'altra figura di rilievo quella di Luigi Spazzapan
Giunto a Torino nel mille novecentoventotto portando con sé un bagaglio artistico di derivazione mitteleuropea ed espressionista Spazzapan
Vive una lunga ma avara stagione torinese finendo per interpretare forse suo malgrado il ruolo brillanti Casorati
Spazzapan così come Giulio da Milano formazione decisamente francese si colloca nella stessa area di quello che i tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta sarà il Gruppo dei Sei
Un'area cioè caratterizzata dal tentativo di diversificarsi dall'arte di Casorati in qualche misura dal dissenso verso il suo magistero
In effetti con il suo evidente richiamo alla tradizione figurativa per quattro cinquecento Casorati sembra non discostarsi troppo da quel ritorno all'ordine che pervade in Italia come in Europa la cultura non solo artistica negli anni seguenti alla prima guerra mondiale episodio significativo e importante per i successivi sviluppi è in tale direzione la mostra intitolata sette pittori del Novecento inaugurata da Benito Mussolini alla Galleria Pesaro di Milano nel mille novecentoventitré cui seguirà la più solenne prima Mostra del Novecento italiano nel mille novecentoventisei
Presenziando anche a questa ultima inaugurazione riduce avverte con soddisfazione i riverberi dell'Italia nuova nelle opere esposte apprezzando sono sue parole la decisione e la precisione del segno
La nitidezza e la ricchezza del colore la solita plasticità delle cose e delle figure un implicito intento di sommessa polemica verso i segnali provenienti da Milano anima la mostra di sei pittori allestita a Torino nella sala Guglielmi di piazza Castello nel gennaio mille novecentoventinove
Gigi che se Francesco Menzio Carlo Levi Enrico Paolucci Jesse Bosco e Nicola Galante con l'eccezione di quest'ultimo
Hanno in comune pur nella diversità della formazione un'adesione ai moduli della pittura Casorati Anna nei cui confronti esprimono ora una garbata presa di distanze
Produce brevemente mi dica non è allora vero che Casorati voleva fare di voi tutti dei piccoli carcerati dei manieristi affatto specialmente al nostro gruppo
Che era molto libero
E guardava in tutt'altra direzione in quelle di Casorati noia anzi eravamo per un'apertura della cultura italiana e della pittura italiana specialmente verso l'Europa grazie adesso vediamo come sono nati il sei perché
I sei c'è sui sei sulla nascita dei sei c'è un piccolo mistero vediamo questa intervista ancora da Milan
Era venuto a Juppé è riuscito da Natoli
Non ho avuto
Ponga
Napoletano
Parlava anche molto con con le mani
E io ero venuto già pareggi in quell'epoca
Avevo lavorato tanto
Allora per scivolare riesco a quel quadro really
Mi fa perché non fa non non facciamo qualche cosa
Che resti in quella quella corralito dai insomma
Promosso
Sotto la cintola portano
Perché forse voi fare qualche cosa cioè cash anche gliene accendere con me siamo amici
Poi allora c'era anche Andrea diceva
Ma eravamo eravamo entrare
Lieve lo abbiamo prego prego dopo ACM
Levi era proprio il periodo che aveva
Che era per le persone di cui tanto un po'continuamente lo tenevano d'occhio ma eravamo ciò allora noi quarto quella storia lì degli il pesce gli è venuta dopo che aveva un po'Lara gli alti
Di uova di Gallinari no noi dovevamo avere un carattere francese partite aveva città si preannunciava duale Pavan sgorga tutti quelli che qua hanno può hanno pregi da dove ci sperano
Paolucci allora come i I tre moschettieri e sono quattro il sei di Torino quanti erano e chi e quando sono ma
Inserito di nessun altro torna simpatia spontanea per degli ideali comuni che avevamo specialmente con Carlo Levi Dio che eravamo più giovani che non fosse
Il Menzio i in quell'epoca libiche Menzio che essa avevano due o tre anni più di noi ma vedi non ho già da una pittura mentre mentre invece tanto intanto Carlo Levi io l'amo presumo avevamo relativo pop
Caro Lévesque veniva da un periodo anche un poco sono al piano ma è stata un'mi ricordo proprio in casa mi pare di Venturi che con Carlo Levi abbiamo poi deciso specialmente alle strette così e naturalmente
Un con l'amico Persico di formare questo gruppo ma io non ricordo veramente la tarla cosa alquanto di ad Ettore cioè poco fa da Milano mi pare ci sia un antefatto
Cioè di quando ventitré ventiquattro venticinque non solamente cominciavano firmata sopra oltretutto non c'era ancora il non c'era ancora sì col Torino
Il calvario alle nostre spalle abbiamo la famosa Olimpia di mamme Ojetti diceva che voi avevate con un'espressione non elegantissima prese mal Franzoso cioè guardavate solo agli impressionisti solo la Francia non guardavano solo agli impressionisti però certamente il mio primo scritto pubblicato Venturi appunto
La versione sua Supergirl Bussoli impressionisti
Consideravamo l'Impressionismo
L'unica linea
Vitale
Il trapasso dall'Ottocento al Novecento e semmai improprio avevamo al Novecento diciamo così
Gli oggetti esco di un vaso Cesco
Sì richiamarsi ha una tradizione
Culturalmente
Possa
Anziché
A una pittura Acquaviva com'era ancora quella dell'Impressionismo anche ragioni cronologiche vero
Grazie tutti e due avete fatto il nome giustamente di Gianello avventurosi copiava modo sia stato lui pur ferita diciamo così qui a Torino complesse dico
Di questo attenzione nuova volto all'impressionismo ecco sentiamo avevo un'intervista di Giulio Argan proprio su Julio nello Venturi in un'avventura qua impegnano
Ha avuto l'intelligenza di orientare i giovani artisti soprattutto il Gruppo dei Sei che si erano formati nell'ambiente moderno di caso ora atti ma disse continuano dalle stesse linee generali di consolati in che pure è stato un grande artista un grande maestro
Elia orientati soprattutto presso l'esperienza francese cioè ha affermato a Torino una europeismo di carattere nettamente francese
Ho inoltre Lionello Venturi in quel momento ha costituito un fattore di chiarezza critica han cioè perché ha costruito la prima scuola di storia dall'arte moderna in Italia questo non lo dico perché io sia stato forse il il primo dei suoi allievi in questo campo il più vecchio quantomeno ma lo dico perché in quel momento in tempo fascista e il rompere la tradizione universitaria per cui la storia dell'arte nella storia dell'arte antica e fare dei corsi sui impressioni visti è stato doppiamente ad un atto di coraggio verso il tradizionalismo dell'università italiana verso lo sciovinismo fascista
Giordano su quali punti parte l'abbiamo già ascoltate diretti da Argan ma su quali punti verteva questa
Nuova critica di Venturi
Soprattutto sulla rivendicazione dei valori pittorici dei valori atmosferici
E pizze a libertà disegno feriti il tocco che era appunto la lezione che in questi mistico posti in questioni visti
Continuano Alda
Cultura italiana rimasta invece legata prima a quel soccorso mangiassero quelle Comazzi il mondo turistico un poco vedutisti col del tardo Ottocento anche negli esempi migliori con per esempio nel martirio Oliviero e a noi Fontanesi
E d'altra parte scarsa uso quelle era tendenza che si stanziò poi nel Novecento
A un ripiegamento puramente culturale una frazione che era sì stato una grande tradizione italiana ma che si erge un vita almeno alla fine del Settecento lasciando poi il posto a
Nell'aria stratificazione neoclassica e romantica realistica impressionistica in una decadenza che indubbiamente era sempre più decreto all'asta e permettimi di non fare dei nomi
Allora Sacconi sono naturalmente il nostro odio perché intendiamoci bene adesso si dice che i giovani sono Polinice eccetera
In realtà sono molto più ponti esso posare per lo meno a restare indifferenti di qualcuno fossimo molto
Io ho sentito ricorre già per la seconda volta che si nome di Persico ecco Persico come organizzatore di cultura lei se lo ricorda Paolucci missili Persico
Era specialmente un uomo diciamo da caffè perché non è che abbia lasciato poi dei grandi scritti Oldenburgo delle opere ma era un uomo di di un irresistibile efficacia diciamo così dialettica ed era di diede avvio di una cultura molto vasto che verteva anche fuori dai confini d'Italia ci occupa banche di architettura vero
Mi il quindi era capitato qui a Torino dove però faceva una vita assai grama per voi è stato d'ogni modo veramente un elemento catalizzatore
Che c'è un'IVA e con quel concorso quale abbiamo fatto queste nostre prime battaglie vero vorrei un attimo vedere adesso con voi questa intervista che abbiamo fatto ad Argan
Ancora superfluo
Edoardo Persico era un uomo
Tormentata
E aveva il dono di esercitare un grande fascino
Su chi lo avvicinava
Che a Torino sia spontaneamente elencato avventuri benché Edoardo ha perse con fosse di estrazione cattolica e Lionello Venturi di estrazione assolutamente laica
Che fu il primo a sostenere insieme con Venturi il gruppo da in sei di Torino cioè il gruppo che si opponeva alla nazionalismo novecentesco
E che poi passato a Milano è diventato uno dei primi grandi sostenitori teorici e critici della architettura
Contemporanea H a fatto finché Nommo rumori nel mille novecento trentasei se non sbaglio
è stato quello che ha condotto più avanti la polemica era una architettura moderna ed europea in Italia cioè per un'artrite pura fondata su dei presupposti sociali invece H fondata su un falso tradizionalismo com'era quello di Piacentini e dei suoi seguaci
Sarà appunto Edoardo Persico rievocando nel mille novecentotrentuno il clamoroso esordio del Sei di Torino a scrivere
Due anni fa il Baretti aveva cessato le pubblicazioni il Teatro di Torino declinata la scuola di Venturi era costretta a lavorare contro corrente
Gli artisti e gli intellettuali che non volevano adattarsi al costume imposto da vecchie generazioni di Mussi
Trafficanti e falliti si trovarono perciò di fronte all'impegno di una rivolta morale che presupponeva un'avversione irriducibile alle idee
E ai metodi degli ultimi anni
Naturalmente nessuno intese il problema di stile che era posto dalla mostra dei sei e tutti furono d'accordo nel giudicarla una super chiarire una sparatoria vuoto un espediente per sbarcare il lunario
Ma dopo quindici giorni quando dei portici fu tolto il cappello che rappresentava come una sfida ai Comuni insegna l'Olimpia di Manenti
La causa della nuova pittura italiana aveva vinto la prima battaglia
Perché sei artisti vivi avevano dimostrato come si possa difendere contro la mala fede degli avversari una vita passione intellettuale e imporre a un pubblico di cattivo gusto l'esempio di un gusto nuovo
Questo giudizio va probabilmente riesaminare ma rimane un punto di partenza ancora valido per la discussione critica
Più discutibile appare l'affermazione corrente che vede nel lavoro dei sei una resistenza culturale a regime così come in quello di Casorati una bandiera di d'altronde con l'allontanamento dalla città di Percy Cox Venturi Gualino la morte prematura di chissà a poca distanza dalla quale avviene anche la scomparsa di Persico ormai cittadino milanese l'arresto di Carlo Levi gli anni trenta annunciano oltre allo scioglimento del gruppo un'ulteriore chiusura del dibattito artistico e culturale nella città
Il processo di fascisti trazione comporta qui come altrove un aumento alto peso delle strutture organizzative del sindacato fascista e del partito
Parallelamente si vanno restringendo gli spazi espositivi giornalistici editoriali per coloro che pur non facendo dell'antifascismo si pongono se non altro al di fuori dei gusti prevalenti almeno per quel che riguarda i riconoscimenti ufficiali
Ma anche il pubblico non sembra mostrare alcun desiderio di essere stimolato al di fuori delle rassicuranti certezze proposte dal movimento detto del Novecento italiano il quale anzi tende sempre di più a farsi arte di regime
Anche Casorati che non era rimasto estraneo prenderà in qualche modo le distanze
Non è casuale che sia il maestro novarese insieme con Paolucci a tenere a battesimo nel mille novecentotrentacinque nei locali della Galleria della Zecca la prima mostra italiana di arte astratta
Sì che un altro caso Latiano Albino Galvano metterà proprio il pubblico sul banco degli imputati scrivendo nel mille novecentotrentanove con caustica amarezza
I torinesi non capiscono nulla di non vogliono capire nulla Galvano lei questo giudizio di allora lo lo riconferma
Per i piccoli nemici dello per improvvisi di oggi
Il cadavere
Naturalmente qui si giustificano sempre intorno sparisce anche ha un carattere polemico
Però direi che per una generazione titoli miglia all'ora
Lo conferma per quelli oggi non riuscire nel senso che non si accorgono di non capire quando non capiscono
Grazie Paolo un celebre realmente mi scusi la mostra sull'astrattismo che importanza ebbe
A Torino erano pochissime allora le persone che si occupavano d'arte si visitavano le le mostre vero quindi la mostra dall'astrattismo è stata avuto nervetti ci veniva torna oggi veniva venivano a Milano dalla Galleria del Milione che era un po'centro in cui è nato l'astrattismo Quintieri Bielli
Eccetera soldati eccetera
E la mostra avuto avuto così non è stato un po'uno shock del in quello che è stato che era che era l'ambiente dei pittori vero perché erano cose nuove non conosciute ancora a Torino
Vero ma non non ha avuto credo un impatto decisivo sulla formazione di sulla formazione di artisti torinesi quel momento
Incarnano brevemente come ha vissuto negli anni del fascismo
In una situazione singolare con me
Molto differente al principio
Diciamo agli anni fra il venticinque e il trentacinque perché appunto vivendo nell'ambiente in casa d'altri non vivevo in un ambiente in cui fascismo fosse sentito se non per l'elezione
Amico di Casorati dei seggi pur di Mila direi
Gli Antonicelli
Il Cremona finché il melafonino
In un certo modo possono di antifascismo la cosa per me cambio oppure trentacinque
Quando gran parte di questi amici no dispersi e quando io esauriti per mantenermi famiglia allontanarmi da Torino
Venire agli compromessi connubio allora altri ambienti
Di vecchio spostammo universo quello che era stato che è stato chiamato il fascismo l'impronta vero quello il bonsai quello che permise
Ad Argan
Anzi
Elaborare tutta una cultura
Antifascista in quanto libera e liberale post sorpassa in questa Passariano Ronda
Apparentemente fascista e ringrazio l'Albino Galvano ed è riproporci per le loro testimonianze video appuntamento per la prossima settimana questa seconda punta che finisca così buonasera
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E e
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