Tra gli argomenti discussi: Giustizia.
La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 30 minuti.
Rubrica
Buongiorno riprendiamo con questa trasmissione
Una rubrica che avevamo ottenuto nei mesi scorsi è radio radicale anche con qualche interesse da parte degli ascoltatori la cronaca giudiziaria tutti i giorni in coda al notiziario delle quattordici
Affronteremo un tema di interesse proprio di strettissima attualità con Bruno Ruggiero che civili guida un poco nei meandri degli affetti della cronaca giudiziaria per quello che appare sulla stampa e anche per quello che non vi appare
E tutti i giorni ci dedicheremo appunto ad una notizia ad un fatto che avvolte trova una eco
Sulla stampa altre volte non lo trovo oggi iniziamo appunto questa nuova serie di trasmissioni che saranno tutti i giorni in coda al notiziario dal lunedì al venerdì all'edizione delle quattordici
Con una fatto una vicenda che in realtà sulla stampa ha avuto una certa eco ma sulla quale sicuramente merita sì senz'altro necessario spendere qualche parola per discutere della domenica
Di che vogliamo parlare oggi della guerra bande esplosa in Calabria la guerra della 'ndrangheta
Molti molti morti un attentato clamoroso con un'autobomba ma soprattutto ed è su questo che oggi chiediamo Ruggero di fissare la sua attenzione
La morte di un boss della 'ndrangheta così tutti lo hanno descritto il De Stefano un nome fra l'altro che uscito che nell'il nel dei processi alla Nuova camorra organizzata un personaggio importante sicuramente in Calabria probabilmente anche fuori della Calabria vediamo cosa se vuol dire sulla uccisione
Questo personaggio senz'altro Paolo De Stefano è una figura centrale per ogni ricostruzione storica e anche analitica sul piano della geografia criminale delle cosche che si voglia tentare per quanto riguarda la Calabria una delle regioni del triangolo maledetto del nostro Meridione dove il crimine organizzato ha messo radici
Più profonde
è una figura assolutamente imprescindibile soprattutto per quanto riguarda quella seconda generazione di mafiosi che così come è avvenuto in Sicilia con la mafia storica siculo americana e del potere come avvenuto in Campania con il riciclaggio di parecchi personaggi e il sorpasso di una generazione sull'altra
Per quanto concerne la storia della camorra come avvenuto per queste regioni anche in Calabria c'è stato una fenomeno di questo genere soprattutto nel corso degli anni settanta e seconda metà degli anni settanta in particolare
Basta riflettere su un alcune circostanze
Su alcuni episodi su alcuni fatti di passaggio nella biografia di Paolo De Stefano e soprattutto nella storia del suo clan perché se si tiene presente la fine che hanno fatto due suoi fratelli Giovanni e Giorgio fra il settantaquattro e il settantasette in quel periodo cioè in cui sanguinosa come oggi che forse più di oggi e esplose la guerra all'interno delle cosche della 'ndrangheta per accaparrarsi la fetta più grossa dei cospicui finanziamenti pubblici
Industrializzazione della Calabria un miraggio che poi è rimasto tale perché alle promesse seguite al la settanta settantuno alla esplosione della rivolta di Reggio Calabria che nel capoluogo torna la questione del capoluogo trovava soltanto la bandiera ma nascondevo voi ben altri interessi e ben altri scopi quelle promessa quelle promesse non sono mai seguiti dei risultati concreti se non per alcuni insediamenti industriali molto particolari
Che voi hanno chiuso i battenti perché si sono scoperti altri retroscena su come erano nati e anche sulla qualità delle produzioni che li venivano lavorate è il caso per esempio della liquidi Nica di donne Raffaele Ursini
Già al vertice della società Liquigas
E sorpreso poi come tanti altri notabili di Stato e capitani d'industria sulle liste di Licio Gelli sequestrate a Castiglion Fibocchi nella primavera del mille novecento ottantuno
Proprio per consentire l'insediamento dello stabilimento della liquidi Nica che fabbricava bio proteine destinate all'alimentazione del bestiame che venne voi
Chiusa perché si scoprì che queste bio proteine potevano avere conseguenze cancerogene voi sul prodotto ultimo quello che veniva venduto al dettaglio e quindi la carne che tutti potevano acquistare nelle macellerie
Proprio per consentire l'insediamento di quella fabbrica Orsini o chi per lui sganciò la
Consueta tangente
Nelle casse della 'ndrangheta calabrese e in particolare nelle carte nelle tasche del clan De Stefano Giorgio De Stefano quando venne ucciso in Aspromonte verso la fine del mille novecentosettantasette il corpo venne trovato diversi giorni dopo
Il delitto
Aveva con sé assegni che in qualche modo riconducevano a Raffaele Ursini alla Liquigas alla liquidi indica aveva un piano di spartizione della piana di Gioia Tauro prescelta come zona di insediamenti industriali quelli di cui ho parlato poc'anzi e anche una suddivisione con
Cifre
E con diversi zeri per quanto riguarda le cosche che venivano interessate da quel territorio che era stato prescelto
L'altro fratello di Paolo De Stefano Giovanni era stato ucciso in circostanze sempre molto indicative rispetto alla qualità della guerra fra le cosche tre anni prima nel mille novecentosettantaquattro in una vera e propria strage che si verificò a Reggio Calabria in un locale pubblico un regolamento di conti all'americana
Nella tradizione
Più schietta delle guerre di mafia quando Paolo De Stefano restò da solo sulla scena
E non si astenne comunque da operazione di grande livello per quanto riguarda i rapporti con altre organizzazioni criminali e per quanto riguarda anche il nuovo territorio di caccia della malavita organizzata e cioè la droga per quanto riguarda la politica delle alleanze si può dire che Paolo De Stefano abbia letteralmente tenuto a battesimo la Nuova camorra organizzata come organizzazione assi nel panorama della camorra
Napoletana proprio intorno al mille novecentosettantasette quell'atto di nascita di cui parla anche il giudice istruttore di Napoli Costa Viola nella sua ordinanza di rinvio a giudizio che a Port ATO voi alla celebrazione del processo di Santa Maria Capua Vetere contro Raffaele Cutolo e altri centocinquantasette camorristi che si è concluso prima del processo al primo troncone
Di presunti camorristi Cutuli anni che appunto risale al diciassette settembre scorso e quello stesso troncone in cui figurava imputato anche Enzo Tortora il processo di Santa Maria Capua Vetere il primo istruito nei confronti della Nuova camorra organizzata con un tentativo con alla base un tentativo di ricostruzione storica anche nelle vicende dell'atto di nascita di questo settore della criminalità organizzata a Napoli è un processo che si è avvalso soltanto le la fase del dibattimento pubblico dei pentiti mentre tutta la fase istruttoria è stata fatta secondo la tradizione la migliore tra di sono investigativa lavorando su quei famosi riscontri obiettivi che sono così rari o addirittura inesistenti in altri processi compreso
Quello di Napoli
Di si parla quindi di questo atto di nascita dell'ANC o con questa sorta di battesimo da parte della 'ndrangheta calabrese in particolare di Paolo De Stefano perché Paolo De Stefano ottenne dalla nuova nascente Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo un immediato riscontro al suo interessamento l'omicidio cioè nella padiglione sani Dario del carcere di Poggioreale di don Mico Tripodo capo storico della 'ndrangheta calabrese ucciso da sicari di Raffaele Cutolo per conto di Paolo De Stefano
Che insieme con altri boss emergenti della nuova generazione era impegnato proprio in quel periodo settantasette settantotto in una guerra senza esclusione di colpi con gli uomini della vecchia mafia appunto che faceva capo come garante a don Mico Tripodo
Successivamente Paolo De Stefano si trovò imputato nel processo alla nuova mafia che si celebrò in Calabria si era celebrato anche in Calabria Catanzaro il processo alla cosiddetta nuova mafia siciliana il processo di centoquattordici si era celebrato lì per legittima suspicione cioè la cassazione era intervenuta perché in Sicilia nel frattempo nel mille novecentosettanta era avvenuto il delitto Scaglione era stato ucciso il procuratore de la Repubblica
Di Palermo e c'erano motivi per pensare che gli stessi imputati fossero di questo nuovo di questo processo la nuova mafia alla cosiddetta nuova mafia un termine voi abusare inflazionato fossero coinvolti proprio in quel delitto il processo si svolse quindi a Catanzaro ma in Calabria si svolse anche il processo alla nuova mafia locale
Paolo De Stefano figurava fra
Gli imputati e venne assegnato al soggiorno obbligato nelle Marche
Dalla soggiorno obbligato sfuggite come d'altronde anche pessimi profeti avrebbero potuto prevedere e si trasferì in in Francia per quanto riguarda la localizzazione dei nuovi e cospicui interessi che la tra Angera calabrese perlomeno quel settore vincente comunque dalla guerra che si era appena conclusa che faceva capo all'Hui la località azione cioè di depositi raffinerie per la produzione in grande stile di cocaina e viene da pensare che per quanto riguarda la scelta di una località come la Costa Azzurra per impiantare questo tipo di impresa di vera e propria impresa con investimenti nell'ordine di miliardi De Stefano si sia avvalso dei buoni uffici anche in questa occasione di Raf pelle Cutolo che deve aver speso qualche parola con Albert Bergamelli diventato suo alleato poi in periodo di detenzione nel carcere di Ascoli Piceno quel Bergamelli che ancora poteva vantare delle entrature con la malavita marsigliese da cui lui stesso proveniva prima di trasferirsi in Italia intorno al mille novecento settantacinque per interessarsi come è noto di sequestri di persona ad altissimo livello
Comunque in questa sua centrale di Capo d'Antibes venne arrestato Paolo De Stefano nel mille novecentottantadue venne arrestato nel quadro di una grande operazione internazionale per la repressione del grande traffico di stupefacenti coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma in particolare
Da quell'ufficio stupefacenti della Procura della Repubblica di Roma che in molti e importanti processi ha istruito e portato voi fino all'ultimo stadio del dibattimento pubblico
Fra il mille novecentottanta e il mille novecento ottantatré
Hanno fatto parte a turno di quest'ufficio alcuni fra i migliori magistrati della Procura della Repubblica di Roma e la fine che questo ufficio ha fatto una fine ingloriosa se si tengono presenti le premesse è scivolato cioè in tutti i suoi componenti sulla buccia di banana di un processo che finiva per toccare direttamente attraverso alcuni suoi appartenenti il palazzo il potere politico alcuni partiti di governo
E ha chiuso i battenti questo in maniera strisciante senza che la decisione sia stata naturalmente formalizzata con un atto d'imperio del dei capi degli uffici giudiziari ma più più di un bastone è stato messo fra le ruote
Di di questa macchina che aveva a
Pure collezionato importanti successi tanto che poi il gruppo si è sciolto e qui magistrati ora si trovano a occuparsi di ricchi
Di terrorismo di di criminalità finanziaria si è rotto comunque quel sodalizio che aveva conseguito importanti successi
Anche il processo che riguardava Paolo De Stefano è arrivato al dibattimento e i il tribunale non ha sconfessato l'impostazione che questi giovani magistrati avevano dato alle indagini Paolo De Stefano è stato condannato a diciotto anni qua dov'era tornato nel frattempo latitante per discutibili provvedimenti che erano stati adottati nei suoi confronti ancora arresti domiciliari ancora affidamento al soggiorno obbligato ancora libertà provvisoria provvedimenti che come nel caso di altri personaggi del criminalità organizzata valga per tutti il nome simbolo di Michele Zaza della nuova famiglia della camorra
Polesana hanno riportato nell'occhio del ciclone la magistratura romana anche per quanto riguarda la gestione di alcune grandi inchieste sulla crimine organizzato soprattutto la gestione dei momenti più silenziosi e meno appariscenti dell'inchiesta quando c'è stato già il rinvio a giudizio e magari si approssima una sessione seriale
Si è in periodo balneare agosto e in quel periodo vengono adottati provvedimenti che poi comportano la necessità l'obbligo di ridare la caccia pericolosissimi
Latitanti è successo più di una volta
Per quanto riguarda al curriculum di Paolo De Stefano c'è da dire che quando venne arrestato dopo che si allontanò dalla soggiorno obbligato nelle Marche dove era stato inviato come ho detto prima dalla magistratura calabrese venne nuovamente arrestato
Proprio nei dintorni della località dove era stato assegnato al soggiorno obbligato e dove stava rientrando presumibilmente dalla Francia
E venne arrestato perché una gravissima chiamata di correità era stata pronunciata nei suoi confronti da un personaggio che poi sarebbe diventato famoso si tratta di quel Luigi Rotondi fornitore del falso documento pubblicato poi sull'Unità a proposito delle il retroscena e le trattative sul caso Cirillo e nel mille novecentottantuno già accreditato confidente della squadra mobile di Roma e anche di alcuni magistrati che si occupavano di inchieste sulla crimine organizzato a proposito di quell'inchiesta sulla truffa delle roulotte per i terremotati dell'Irpinia che ha è arrivata anche sulle prime pagine dei giornali uno scampolo di quell'inchiesta riguardava
Una centrale per lo spaccio della cocaina Roma che aveva sede nel quartiere di Centocelle dietro i battenti di uno mobilificio gestito da un calabrese si arrivava attraverso le chiamate di correità di Luigi Rotondi fino a Paolo De Stefano e a tanti altri personaggi che poi sono ricomparsi negli anni successivi
Nelle inchieste condotte a Roma sul riciclaggio del denaro sporco sul reinvestimento dei profitti della droga in attività lecite da parte della mafia come e la 'ndrangheta come della camorra nelle sue varie componenti arrivato al momento del confronto davanti al giudice Paolo De Stefano coi suoi occhi di ghiaccio in timori a sufficienza
Luigi o tondi che non aggiunse più una parola quanto aveva detto
Nella fase istruttoria se possibile anzi smusso più di un angolo della sua deposizione più di un angolo delle asperità che aveva mosso nei confronti di Paolo De Stefano e il boss uscì non dico indenne ma quasi anche da quell'inchiesta fino poi alla a questa recentissima piega che ha preso la guerra di mafia in Calabria quando qualcuno lo ha eliminato dalla scena con
La solita scarica di lupara e calibro trentotto che ha firmato tanti delitti eccellenti anche in Calabria benissimo credo che abbiamo iniziato molto bene questa storia del De Stefano
Interessante perché riporta tutta un'altra serie di di vicende della cronaca nera nazionale ringraziamo proprio genero e l'appuntamento a domani alla stessa
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