Capezzone: C'è un proposta di indulto, la Pisapia-Buemi, il Parlamento torni al classico: la discussione e il voto.
Santanchè: bisogna avere coraggio e votarla perché la situazione carceri è d'emergenza.Roma, 19 Novembre 2002 - La trasmissione 'Radio carcere' di Radio Radicale ieri sera ha toccato il tema dell'indulto, soprattutto dopo la visita del papa in Parlamento che ha chiesto un gesto di clemenza per i detenuti.
Ne hanno discusso Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, Giuliano Pisapia, avvocato e depuato di Rifondazione Comunista, estensore della proposta di indulto … condizoinato che porta il suo nome e quello dell'onorevole Buemi di Forza Italia e poi Daniela Santanchè, deputata di An.'Il Parlamento torni al classico'Daniele Capezzone ha detto che la proposta di indulto condizionato, presentata da Pisapia-Buemi, non è stata ancora calendarizzata; ma adesso si proceda.
«Noi chiediamo» - ha detto - «che il Parlamento torni al classico, che si faccia una discussione e si voti, si dica si o no».
E ancora: «Il governo, che ha una maggioranza parlamentare, faccia una serie di proposte di testi, cali il caos e ci si riaggrappi alla classicità del Parlamento»Capezzone si è detto inoltre disposto a seguire l'iter parlamentare del provvedimento e a sostenerlo se necessario anche con azioni di lotta non-violenta.L'indulto condizionatoGiuliano Pisapia, in studio, ha spiegato che la sua proposta non è un provvedimento svuota carceri.
Ma tiene anzi in conto le esigenze di certezza della pena e di reinserimento.
«La libertà è condizionata, per il detenuto, se commette reato nel periodo di libertà concessa di tre anni ritorna in carcere e sconta la vecchia pena, più la nuova».
E poi ha detto: «Se lasciati i parlamentari alla libertà di coscienza, io credo che ci sono i numeri in aula per arrivare al voto favorevole per un provvedimento simile»Un gesto, quello dell'indulto, che il cardinale Ersilio Tonini, intervistato da Riccardo Arena durante la trasmissione, ha definito, dal suo punto di vista, un atto di pietas.
«Di sviluppo della nostra umanità».
Gesto che, però, Capezzone ha chiarito, rappresenta per uno stato laico nient'altro che un approccio valutato dal punto di vista della legalità.Il coraggioE' stata poi Daniela Santanchè, deputata di Alleanza Nazionale, a dire apertamente che la proposta Pisapia-Buemi va votata.
Nonostante i principi che muovano la destra siano quelli della certezza della pena.
«Io dico questo» - ha sostenuto - «l'indulto come donna di destra non mi appartiene, ma credo che a questo punto dobbiamo farcelo piacere.
Perché siamo in una situazione di emergenza.
Noi dobbiamo parlare, da oggi in poi, oltre che della certezza della pena, anche di certezza del processo, soprattutto dopo la sentenza Andreotti».Poi si è rivolta ai deputati del suo schieramento.
«Non sono fiduciosa che in Parlamento ci sia la volontà politica di assumersi questa responsabilità perché in campagna elettorale abbiamo messo in primo piano la sicurezza per i cittadini».
Ma poi ha precisato: «ci vorrebbe più coraggio da parte di tutti noi politici e non pensare solo ai nostri piccoli interessi».
E ha concluso: «io credo che per la maggiore sicurezza di tutti noi le condizioni carcerarie debbano essere migliori».
Santanchè: bisogna avere coraggio e votarla perché la situazione carceri è d'emergenza.Roma, 19 Novembre 2002 - La trasmissione 'Radio carcere' di Radio Radicale ieri sera ha toccato il tema dell'indulto, soprattutto dopo la visita del papa in Parlamento che ha chiesto un gesto di clemenza per i detenuti.
Ne hanno discusso Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, Giuliano Pisapia, avvocato e depuato di Rifondazione Comunista, estensore della proposta di indulto … condizoinato che porta il suo nome e quello dell'onorevole Buemi di Forza Italia e poi Daniela Santanchè, deputata di An.'Il Parlamento torni al classico'Daniele Capezzone ha detto che la proposta di indulto condizionato, presentata da Pisapia-Buemi, non è stata ancora calendarizzata; ma adesso si proceda.
«Noi chiediamo» - ha detto - «che il Parlamento torni al classico, che si faccia una discussione e si voti, si dica si o no».
E ancora: «Il governo, che ha una maggioranza parlamentare, faccia una serie di proposte di testi, cali il caos e ci si riaggrappi alla classicità del Parlamento»Capezzone si è detto inoltre disposto a seguire l'iter parlamentare del provvedimento e a sostenerlo se necessario anche con azioni di lotta non-violenta.L'indulto condizionatoGiuliano Pisapia, in studio, ha spiegato che la sua proposta non è un provvedimento svuota carceri.
Ma tiene anzi in conto le esigenze di certezza della pena e di reinserimento.
«La libertà è condizionata, per il detenuto, se commette reato nel periodo di libertà concessa di tre anni ritorna in carcere e sconta la vecchia pena, più la nuova».
E poi ha detto: «Se lasciati i parlamentari alla libertà di coscienza, io credo che ci sono i numeri in aula per arrivare al voto favorevole per un provvedimento simile»Un gesto, quello dell'indulto, che il cardinale Ersilio Tonini, intervistato da Riccardo Arena durante la trasmissione, ha definito, dal suo punto di vista, un atto di pietas.
«Di sviluppo della nostra umanità».
Gesto che, però, Capezzone ha chiarito, rappresenta per uno stato laico nient'altro che un approccio valutato dal punto di vista della legalità.Il coraggioE' stata poi Daniela Santanchè, deputata di Alleanza Nazionale, a dire apertamente che la proposta Pisapia-Buemi va votata.
Nonostante i principi che muovano la destra siano quelli della certezza della pena.
«Io dico questo» - ha sostenuto - «l'indulto come donna di destra non mi appartiene, ma credo che a questo punto dobbiamo farcelo piacere.
Perché siamo in una situazione di emergenza.
Noi dobbiamo parlare, da oggi in poi, oltre che della certezza della pena, anche di certezza del processo, soprattutto dopo la sentenza Andreotti».Poi si è rivolta ai deputati del suo schieramento.
«Non sono fiduciosa che in Parlamento ci sia la volontà politica di assumersi questa responsabilità perché in campagna elettorale abbiamo messo in primo piano la sicurezza per i cittadini».
Ma poi ha precisato: «ci vorrebbe più coraggio da parte di tutti noi politici e non pensare solo ai nostri piccoli interessi».
E ha concluso: «io credo che per la maggiore sicurezza di tutti noi le condizioni carcerarie debbano essere migliori».
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