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Milano, 14 Gennaio 2003 - Gianfranco Fini, presidente di Alleanza Nazionale e vice presidente del consiglio, ha aperto l'anno politico del suo partito a Milano, con un comizio nell'ambito della manifestazione chiamata '2003 l'anno dell'Italia protagonista in Europa' nel quale ha parlato dei 18 mesi del governo Berlusconi e dei prossimi 3 anni in cui tema centrale saranno le riforme istituzionali che maggioranza e opposizione si troveranno ad affrontare.Fini ha voluto rimarcare quella che secondo la sua opinione è la crescita del ruolo dell'Italia a livello internazionale, sia sul piano della … credibilità che sul piano economico sociale (ha citato la diminuzione della povertà e l'aumento degli occupati), nonostante la congiuntura internazionale sfavorevole e il momento di trend negativo per Germania e Francia, i due motori d'Europa.Il maggior peso dell'Italia per Fini si lega con la coerenza delle scelte, come l'eventuale adesione ad affiancare gli Stati Uniti in un'eventuale guerra all'Iraq di Saddam Hussein.
E poi nel ruolo centrale di costruzione della futura Europa la cui Costituzione (Convenzione) parta dalle patrie e dalle tradizioni dei singoli stati per formare un soggetto politico forte ed autorevole.
La cui moneta unica, pur se con qualche difficoltà di partenza (si veda la crescita dell'inflazione in un'Italia che, ha detto, non è mai stata abituata ad avere monete che hanno un valore maggiore rispetto alle vecchie lire), oggi tiene testa al dollaro.Sul fronte interno, ha difeso tutte le leggi che la CDL ha varato, comprese le due finanziarie, ha rimarcato le iniziative a favore dei redditi bassi, l'introduzione della pensione minima, il non aver ceduto sul caso Fiat («chi bussava alla porta dello stato nel passato trovava sempre qualcuno pronto a dare dei denari, noi non abbiamo nulla contro quella famiglia ma adesso non possiamo più»), e ha sostenuto che le leggi sull'immigrazione e la prostituzione vanno nella direzione di voler coniugare la dignità con la legalità.Sull'indulto però, è rimasto inflessibile.
«Se facessimo l'indulto» - ha detto - «condanneremmo la società ad una ulteriore e più grave situazione di insicurezza perché chi esce si convince che tanto in Italia il conto non lo si paga mai».
Ma ha assicurato ancora la libertà di coscienza qualora si arrivasse a un voto.
Infine, sulle riforme istituzionali è stato altrettanto lapidario.
La maggioranza andrà avanti comunque, ha assicurato, se la sinistra non dovesse esssere d'accordo e dovesse assumere come predominante l'atteggiamento massimalista cofferatiano.
E poi nel ruolo centrale di costruzione della futura Europa la cui Costituzione (Convenzione) parta dalle patrie e dalle tradizioni dei singoli stati per formare un soggetto politico forte ed autorevole.
La cui moneta unica, pur se con qualche difficoltà di partenza (si veda la crescita dell'inflazione in un'Italia che, ha detto, non è mai stata abituata ad avere monete che hanno un valore maggiore rispetto alle vecchie lire), oggi tiene testa al dollaro.Sul fronte interno, ha difeso tutte le leggi che la CDL ha varato, comprese le due finanziarie, ha rimarcato le iniziative a favore dei redditi bassi, l'introduzione della pensione minima, il non aver ceduto sul caso Fiat («chi bussava alla porta dello stato nel passato trovava sempre qualcuno pronto a dare dei denari, noi non abbiamo nulla contro quella famiglia ma adesso non possiamo più»), e ha sostenuto che le leggi sull'immigrazione e la prostituzione vanno nella direzione di voler coniugare la dignità con la legalità.Sull'indulto però, è rimasto inflessibile.
«Se facessimo l'indulto» - ha detto - «condanneremmo la società ad una ulteriore e più grave situazione di insicurezza perché chi esce si convince che tanto in Italia il conto non lo si paga mai».
Ma ha assicurato ancora la libertà di coscienza qualora si arrivasse a un voto.
Infine, sulle riforme istituzionali è stato altrettanto lapidario.
La maggioranza andrà avanti comunque, ha assicurato, se la sinistra non dovesse esssere d'accordo e dovesse assumere come predominante l'atteggiamento massimalista cofferatiano.
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