Roma, 27 dicembre 2003 - La grazia "è un atto di clemenza che è nelle mani del Presidente della Repubblica.
Ed essendo un atto di grazia non è una critica del sistema giudiziario ma una decisione che appartiene - dal punto di vista della Costituzione - al Capo dello Stato".
Lo ha detto Romano Prodi, intervistato oggi da Radio Radicale sulla questione del potere di grazia del Presidente della Repubblica."Naturalmente - ha aggiunto il Presidente della Commissione europea - questo atto deve essere esercitato nelle modalità previste nella stessa Costituzione, ma su questo giuristi illustri si … sono già pronunciati nei giorni scorsi, e non ho certo l'autorità scientifica per intervenire in questo campo.
Questo atto di clemenza, invocato dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo, appare un discorso ormai maturato nella maggior parte delle coscienze e delle menti".Prodi ha ricordato di aver "seguito il dibattito al Parlamento europeo dove - come nel Parlamento italiano - c'è stata una presa di posizione, che non ha evidentemente conseguenze giuridiche immediate, per la concessione della grazia a Sofri.
E' più un auspicio che un intervento di carattere giuridico, che ha avuto però un rilievo e una importanza molto forte".
Ed essendo un atto di grazia non è una critica del sistema giudiziario ma una decisione che appartiene - dal punto di vista della Costituzione - al Capo dello Stato".
Lo ha detto Romano Prodi, intervistato oggi da Radio Radicale sulla questione del potere di grazia del Presidente della Repubblica."Naturalmente - ha aggiunto il Presidente della Commissione europea - questo atto deve essere esercitato nelle modalità previste nella stessa Costituzione, ma su questo giuristi illustri si … sono già pronunciati nei giorni scorsi, e non ho certo l'autorità scientifica per intervenire in questo campo.
Questo atto di clemenza, invocato dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo, appare un discorso ormai maturato nella maggior parte delle coscienze e delle menti".Prodi ha ricordato di aver "seguito il dibattito al Parlamento europeo dove - come nel Parlamento italiano - c'è stata una presa di posizione, che non ha evidentemente conseguenze giuridiche immediate, per la concessione della grazia a Sofri.
E' più un auspicio che un intervento di carattere giuridico, che ha avuto però un rilievo e una importanza molto forte".
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