Roma, 2 luglio 2001 - Conferenza stampa della CGIL in occasione della presentazione della campagna pubblicitaria dal titolo "Al lavoro sicuri", che - nelle intenzioni dei promotori -impegnerà tutte le strutture della Cgil sino al congresso nella primavera 2002.
Alla conferenza stampa di presentazione intervengono il segretario generale della Cgil Sergio Cofferati, Betty Leone della segreteria confederale, Achille Passoni direttore della Cgil ed i creativi della Saatchi & Saatchi che hanno curato la campagna che si avvale di materiali video, manifesti e prodotti audio.
Un'iniziativa che intende … "costruire un clima, una cultura della sicurezza".
Questo l'obiettivo generale individuato da Sergio Cofferati da realizzare con l'azione su una pluralità di fronti: "Quando occorre agire per garantire la difesa di un diritto - afferma - è spesso necessario fare più cose, bisogna promuovere delle politiche che siano in grado di assicurare quel rispetto, bisogna coinvolgere persone diverse da quelle del solo ambito sindacale, perché una parte non piccola dei diritti ha bisogno di una definizione legislativa o di un rafforzamento di soluzioni legislative preesistenti."Cofferati giudica "inaccettabile il numero di infortuni e di infortuni mortali" ed anche se constata "una tendenza di breve periodo che sembra indicare un miglioramento", afferma con decisione che quei valori "sono insopportabili" e dunque "bisogna abbatterli drasticamente" e per fare ciò "occorre avere tutti consapevolezza del problema e della sua dimensione".
Per il leader Cgil, anche la dimensione del fenomeno "è inaccettabile per un Paese civile, per un paese economicamente evoluto".
"Non basta dire che condividiamo questo triste primato con altri Paesi in Europa - aggiunge - anzi questo ci impone di accelerare la definizione di orientamenti , dispositivi legislativi, gli atteggiamenti contrattuali all'interno della confederazione europea dei sindacati".In realtà, piuttosto che su interventi legislativi (pur necessari a partire dai nuovi lavori atipici e nelle situazioni di "lavoro sommerso"), Cofferati crede che ci sia bisogno di una sensibilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nel problema, dall'imprenditore, al sindacato, allo stesso lavoratore.Infatti, "discutere di sicurezza vuol dire discutere di modelli organizzativi, di scelte produttive, di tecnologie e di modalità di impiego delle stesse" e quindi "vuol dire qualche volta entrare in una sfera abbastanza delicata di una gestione dell'impresa".
A tal proposito, rispondendo alle domande della stampa, Cofferati non manca di criticare "le associazioni imprenditoriali e segnatamente Confindustria" le quali "hanno considerato in più di una circostanza marginale l'argomento".L'obiettivo e la strategia di persuasione della campagna pubblicitaria è illustrato da Stefano Massari, Copywriter di Saatchi & Saatchi: "Spingere le imprese e i lavoratori a confrontarsi col problema della sicurezza sul lavoro"."Il problema è molto serio - aggiunge - però nei messaggi abbiamo privilegiato un tono di voce in parte surreale, in modo che il messaggio fosse ricordato più volentieri, al posto di un messaggio drammatico e al limite colpevolizzante".
Alla conferenza stampa di presentazione intervengono il segretario generale della Cgil Sergio Cofferati, Betty Leone della segreteria confederale, Achille Passoni direttore della Cgil ed i creativi della Saatchi & Saatchi che hanno curato la campagna che si avvale di materiali video, manifesti e prodotti audio.
Un'iniziativa che intende … "costruire un clima, una cultura della sicurezza".
Questo l'obiettivo generale individuato da Sergio Cofferati da realizzare con l'azione su una pluralità di fronti: "Quando occorre agire per garantire la difesa di un diritto - afferma - è spesso necessario fare più cose, bisogna promuovere delle politiche che siano in grado di assicurare quel rispetto, bisogna coinvolgere persone diverse da quelle del solo ambito sindacale, perché una parte non piccola dei diritti ha bisogno di una definizione legislativa o di un rafforzamento di soluzioni legislative preesistenti."Cofferati giudica "inaccettabile il numero di infortuni e di infortuni mortali" ed anche se constata "una tendenza di breve periodo che sembra indicare un miglioramento", afferma con decisione che quei valori "sono insopportabili" e dunque "bisogna abbatterli drasticamente" e per fare ciò "occorre avere tutti consapevolezza del problema e della sua dimensione".
Per il leader Cgil, anche la dimensione del fenomeno "è inaccettabile per un Paese civile, per un paese economicamente evoluto".
"Non basta dire che condividiamo questo triste primato con altri Paesi in Europa - aggiunge - anzi questo ci impone di accelerare la definizione di orientamenti , dispositivi legislativi, gli atteggiamenti contrattuali all'interno della confederazione europea dei sindacati".In realtà, piuttosto che su interventi legislativi (pur necessari a partire dai nuovi lavori atipici e nelle situazioni di "lavoro sommerso"), Cofferati crede che ci sia bisogno di una sensibilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nel problema, dall'imprenditore, al sindacato, allo stesso lavoratore.Infatti, "discutere di sicurezza vuol dire discutere di modelli organizzativi, di scelte produttive, di tecnologie e di modalità di impiego delle stesse" e quindi "vuol dire qualche volta entrare in una sfera abbastanza delicata di una gestione dell'impresa".
A tal proposito, rispondendo alle domande della stampa, Cofferati non manca di criticare "le associazioni imprenditoriali e segnatamente Confindustria" le quali "hanno considerato in più di una circostanza marginale l'argomento".L'obiettivo e la strategia di persuasione della campagna pubblicitaria è illustrato da Stefano Massari, Copywriter di Saatchi & Saatchi: "Spingere le imprese e i lavoratori a confrontarsi col problema della sicurezza sul lavoro"."Il problema è molto serio - aggiunge - però nei messaggi abbiamo privilegiato un tono di voce in parte surreale, in modo che il messaggio fosse ricordato più volentieri, al posto di un messaggio drammatico e al limite colpevolizzante".
leggi tutto
riduci




































