Roma, 16 settembre 2003 - Appuntamento settimanale sulle frequenze di Radio Radicale con Radio Carcere, rubrica a cura di Riccardo Arena.
Questa sera la trasmissione offrirà chiarimenti su alcuni aspetti giuridici della norma sulla sospensione della pena, il cosiddetto indultino.
In apertura, Arena ricorda i dati ufficiali, non troppo confortanti, del DAP sugli effetti di questa legge.
Attraverso le testimonianze di alcune persone detenute, si sollevano alcune problematiche e si espongono dubbi sorti circa l'applicazione della legge sul c.d.
indultino.
Due tra i quesiti posti sono: Chi ha avuto … una revoca delle misure alternative, può usufruire dell'indultino? Se si è in carcere per un reato per cui non è previsto l'indultino e in continuazione si deve scontare anche un reato minore, una volta scontata la pena relativa al primo reato, si può richiedere l'indultino per il reato in continuazione? Ai quesiti risponde il magistrato Sandro Margara, già presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze e già direttore del DAP.Bisogna considerare, comunque, che le interpretazioni sull'indultino sono difficili e talvolta contrastanti, perché non c'è una legge precedente in materia, si procede quindi per analogia.
L'indultino è una norma nuova e quindi soggetta facilmente a delle mutazioni di interpretazione.
Per questo motivo, Radio Carcere prossimamente ascolterà svariati pareri in merito.Altri aspetti toccati sono quello dell'automaticità e della non facoltatività della concessione di questo beneficio e quello inerente al tempo necessario al magistrato di sorveglianza per decidere sull'applicabilità della norma.Nella parte finale della puntata si darà voce ad un'altra storia di ordinaria crudeltà che avviene dentro le carceri italiane: il caso di Emanuele Calfapietra, persona detenuta nel carcere di Secondigliano che, pur essendo pur essendo paralizzato quasi completamente per una grave malattia, permane in carcere.
Questo caso è definito dal suo avvocato come «uno dei più scandalosi e disgustosi del quale ho avuto notizia nell'orrenda casistica del trattamento carcerario dei malati».
Questa vicenda è emblematica di come, in Italia, la detenzione significhi spesso violazione dei diritti umani, e tra questi di quello alla salute.
Al termine della puntata, Riccardo Arena ricorda l'iniziativa «Liberiamo la dignità».Per qualsiasi informazione, per scrivere a Radio Carcere: Email: radiocarcere@radioradicale.it Indirizzo: Radio Radicale, rubrica Radio Carcere, via Principe Amedeo n.
2 - 00186 .
Roma Telefono: 06.488781.
Questa sera la trasmissione offrirà chiarimenti su alcuni aspetti giuridici della norma sulla sospensione della pena, il cosiddetto indultino.
In apertura, Arena ricorda i dati ufficiali, non troppo confortanti, del DAP sugli effetti di questa legge.
Attraverso le testimonianze di alcune persone detenute, si sollevano alcune problematiche e si espongono dubbi sorti circa l'applicazione della legge sul c.d.
indultino.
Due tra i quesiti posti sono: Chi ha avuto … una revoca delle misure alternative, può usufruire dell'indultino? Se si è in carcere per un reato per cui non è previsto l'indultino e in continuazione si deve scontare anche un reato minore, una volta scontata la pena relativa al primo reato, si può richiedere l'indultino per il reato in continuazione? Ai quesiti risponde il magistrato Sandro Margara, già presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze e già direttore del DAP.Bisogna considerare, comunque, che le interpretazioni sull'indultino sono difficili e talvolta contrastanti, perché non c'è una legge precedente in materia, si procede quindi per analogia.
L'indultino è una norma nuova e quindi soggetta facilmente a delle mutazioni di interpretazione.
Per questo motivo, Radio Carcere prossimamente ascolterà svariati pareri in merito.Altri aspetti toccati sono quello dell'automaticità e della non facoltatività della concessione di questo beneficio e quello inerente al tempo necessario al magistrato di sorveglianza per decidere sull'applicabilità della norma.Nella parte finale della puntata si darà voce ad un'altra storia di ordinaria crudeltà che avviene dentro le carceri italiane: il caso di Emanuele Calfapietra, persona detenuta nel carcere di Secondigliano che, pur essendo pur essendo paralizzato quasi completamente per una grave malattia, permane in carcere.
Questo caso è definito dal suo avvocato come «uno dei più scandalosi e disgustosi del quale ho avuto notizia nell'orrenda casistica del trattamento carcerario dei malati».
Questa vicenda è emblematica di come, in Italia, la detenzione significhi spesso violazione dei diritti umani, e tra questi di quello alla salute.
Al termine della puntata, Riccardo Arena ricorda l'iniziativa «Liberiamo la dignità».Per qualsiasi informazione, per scrivere a Radio Carcere: Email: radiocarcere@radioradicale.it Indirizzo: Radio Radicale, rubrica Radio Carcere, via Principe Amedeo n.
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Roma Telefono: 06.488781.
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