Roma, 1 ottobre 2003 - Appuntamento serale con Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, per fare il punto sulla giornata politica appena trascorsa.
Capezzone dà uno sguardo al dibattito politico all'interno della maggioranza e dell'opposizione, poi passa ad esaminare le attività radicali e, in primo luogo, in collegamento con Matteo Mecacci, quella del PRT sulla questione dell'organizzazione mondiale della democrazia, la community of democracies.
Matteo Mecacci, insieme a Marco Perduca, opera a New York per il PRT.
Mecacci spiega che la prima riunione del gruppo dei paesi … convocatori della comunità delle democrazie (il Convening group), avvenuta il 26 settembre scorso, rappresenta un iniziale successo rispetto all'obiettivo posto dalla mozione approvata dal PRT a Tirana.
Questa mozione prevedeva la costituzione all'interno dell'Onu di un gruppo di Paesi che si coordini e intraprenda azioni comuni sui temi della democratizzazione e la promozione dei diritti umani.
Una prima riunione di questo tipo si era tenuta nel settembre del 2000, dopo di allora, alcuni mesi fa, con altre organizzazioni non governative, il PRT ha iniziato a lavorare per chiedere di riprendere l'iniziativa della community of democracies all'interno dell'Onu e affinché queste attività non siano sporadiche, ma strutturate e con effetti più incisivi.
Quest'incontro, al quale ha partecipato anche il governo italiano, si è chiuso con l'adozione di un documento che sposa in linea generale l'obiettivo della costituzione di una comunità delle democrazie, ma non individua delle scadenze precise e non si esprime sull'adozione di regole che facciano sì che questo processo diventi istituzionalizzato all'interno dell'Onu.
Mecacci poi parla dell'editoriale del presidente di Freedom House, che pone l'accento sul dibattito in corso all'Onu sull'Iraq e la necessità di promuovere la democrazia in questo Paese.
«Occorre che nel mondo arabo si rimuovano gli ostacoli che rendono impossibile l'esercizio della facoltà di scelta per le persone e la presenza un'informazione che non sia al servizio di chi ha il potere».
Capezzone, nel prosieguo della trasmissione, parla delle votazioni sul disegno di legge Gasparri e della sconfitta della maggioranza su un emendamento, grazie alla presenza di franchi tiratori; «questo - afferma il leader radicale - è il segno di una scarsa tenuta all'interno della maggioranza».
Tratta quindi del dibattito politico all'interno di An, della questione delle pensioni, dell'intervista concessa da Romano Prodi al Corriere della Sera.
Si sofferma poi su camillo, il blog di Christian Rocca, che riporta un articolo comparso su Liberation riguardante Prodi, di durezza 33inusitata.
Cita infine i commenti, non proprio lusinghieri, sui radicali fatti da La Malfa e De Michelis, entrambi intervistati da Pezzuto, su L'opinione.
In chiusura, vengono proposti due documenti, uno sull'attualità politica radicale, l'altro che tratta di politica estera.
Il primo riguarda l'iniziativa radicale sulla pena di morte: Giovanna Reanda fa il punto della situazione con Sergio D'Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino; il secondo affronta il congresso laburista in Inghilterra: Giovanna Reanda ha sentito in proposito Antonio Polito, direttore de il Riformista.
Capezzone dà uno sguardo al dibattito politico all'interno della maggioranza e dell'opposizione, poi passa ad esaminare le attività radicali e, in primo luogo, in collegamento con Matteo Mecacci, quella del PRT sulla questione dell'organizzazione mondiale della democrazia, la community of democracies.
Matteo Mecacci, insieme a Marco Perduca, opera a New York per il PRT.
Mecacci spiega che la prima riunione del gruppo dei paesi … convocatori della comunità delle democrazie (il Convening group), avvenuta il 26 settembre scorso, rappresenta un iniziale successo rispetto all'obiettivo posto dalla mozione approvata dal PRT a Tirana.
Questa mozione prevedeva la costituzione all'interno dell'Onu di un gruppo di Paesi che si coordini e intraprenda azioni comuni sui temi della democratizzazione e la promozione dei diritti umani.
Una prima riunione di questo tipo si era tenuta nel settembre del 2000, dopo di allora, alcuni mesi fa, con altre organizzazioni non governative, il PRT ha iniziato a lavorare per chiedere di riprendere l'iniziativa della community of democracies all'interno dell'Onu e affinché queste attività non siano sporadiche, ma strutturate e con effetti più incisivi.
Quest'incontro, al quale ha partecipato anche il governo italiano, si è chiuso con l'adozione di un documento che sposa in linea generale l'obiettivo della costituzione di una comunità delle democrazie, ma non individua delle scadenze precise e non si esprime sull'adozione di regole che facciano sì che questo processo diventi istituzionalizzato all'interno dell'Onu.
Mecacci poi parla dell'editoriale del presidente di Freedom House, che pone l'accento sul dibattito in corso all'Onu sull'Iraq e la necessità di promuovere la democrazia in questo Paese.
«Occorre che nel mondo arabo si rimuovano gli ostacoli che rendono impossibile l'esercizio della facoltà di scelta per le persone e la presenza un'informazione che non sia al servizio di chi ha il potere».
Capezzone, nel prosieguo della trasmissione, parla delle votazioni sul disegno di legge Gasparri e della sconfitta della maggioranza su un emendamento, grazie alla presenza di franchi tiratori; «questo - afferma il leader radicale - è il segno di una scarsa tenuta all'interno della maggioranza».
Tratta quindi del dibattito politico all'interno di An, della questione delle pensioni, dell'intervista concessa da Romano Prodi al Corriere della Sera.
Si sofferma poi su camillo, il blog di Christian Rocca, che riporta un articolo comparso su Liberation riguardante Prodi, di durezza 33inusitata.
Cita infine i commenti, non proprio lusinghieri, sui radicali fatti da La Malfa e De Michelis, entrambi intervistati da Pezzuto, su L'opinione.
In chiusura, vengono proposti due documenti, uno sull'attualità politica radicale, l'altro che tratta di politica estera.
Il primo riguarda l'iniziativa radicale sulla pena di morte: Giovanna Reanda fa il punto della situazione con Sergio D'Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino; il secondo affronta il congresso laburista in Inghilterra: Giovanna Reanda ha sentito in proposito Antonio Polito, direttore de il Riformista.
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