"Incompatibilità politica nazionale", questa la motivazione che ha impedito che l'ingresso dei radicali nel gruppo Eldr.
Il presidente Watson però auspica forme di collaborazione Strasburgo, 7 febbraio 2002 - Il bureau del gruppo liberale al Parlamento Europeo (ELDR) ha opposto un nuovo rifiuto all'ingresso dei radicali.
Le motivazioni della decisione, giunta all'indomani dell'audizione di Pannella, Bonino e Cappato, sono riconducibili a due questioni, tutte prevalentemente interne alle vicende della politica italiana, come previsto dagli stessi Pannella e Bonino al termine dell'incontro … svoltosi nella serata di ieri.
(Vai al servizio)Infatti prima di tutto ha pesato il veto di parte della delegazione italiana: da una parte Claudio Martelli, Luciana Sbarbati, Antonio Di Pietro che si sono schierati a favore dell'ingresso dei radicali, dall'latro gli eurodeputati della componente de i democratici, che fa capo a Rutelli e in ultima istanza allo stesso Romano Prodi, che si sono schierati drasticamente contro l'ipotesi dell'ingresso dei radicali.
Altra condizione sfavorevole all'ingresso dei radicali, è stata la constatazione del Bureau dell'Eldr che non vi era una maggioranza dei 2/3 dei membri del gruppo favorevoli all'ingresso dei radicali.Watson: "I radicali sono storicamente liberali" Nonostante la decisione sfavorevole, Graham Watson, il presidente del gruppo Eldr, subentrato a Pat Cox, passato alla carica di presidente dell'Europarlamento, ha però riconosciuto in un'intervista a David Carretta che i radicali per la loro storia dovrebbero appartenere al movimento liberale.
Questo però, evidentemente, non è bastato.
"Abbiamo discusso la richiesta della Lista Bonino di entrare nel nostro gruppo - ha detto Watson - ma le nostre regole chiedono che nel caso in cui un partito non sia membro della famiglia liberale europea, perchè vi possa entrare è necessaria una maggioranza di 2/3 e l'accordo della delegazione italiana nel gruppo, ma non c'è stato nè uno nè l'altro.
Quindi non abbiamo potuto dare un parere favorevole".Watson ha poi auspicato che per il futuro non si interrompa il dialogo con i radicali "perchè - ha spiegato - abbiamo comunque molto in comune in particolare per la politica economica e spero che lavoreremo insieme".
Incompatibilità politica nazionale Le motivazioni dei rutelliani sono state spiegate dall'on.
Procacci che ha parlato esplitamente di "incompatibilità politica nazionale", una "clausola prevista dal regolamento del gruppo" ha sottolineato.
Il passo dei radicali - ha proseguito l'eurdeputato eletto nelle liste de I Democratici - "è sembrato più una volontà di appartenere un gruppo a tutti i costi che una scelta politica vera e propria", questa - a suo giudizio la ragione determinante del rifiuto.
"Io personalmente - ha aggiunto - ho chiesto al presidente Watson che il gruppo prenda l'iniziativa di cambiare il regolamento del parlamento riguardo al gruppo misto (vietato dal regolamento di Strasburgo, ndr): è assurdo che sia così visto che vige un sistema proporzionale".
Il presidente Watson però auspica forme di collaborazione Strasburgo, 7 febbraio 2002 - Il bureau del gruppo liberale al Parlamento Europeo (ELDR) ha opposto un nuovo rifiuto all'ingresso dei radicali.
Le motivazioni della decisione, giunta all'indomani dell'audizione di Pannella, Bonino e Cappato, sono riconducibili a due questioni, tutte prevalentemente interne alle vicende della politica italiana, come previsto dagli stessi Pannella e Bonino al termine dell'incontro … svoltosi nella serata di ieri.
(Vai al servizio)Infatti prima di tutto ha pesato il veto di parte della delegazione italiana: da una parte Claudio Martelli, Luciana Sbarbati, Antonio Di Pietro che si sono schierati a favore dell'ingresso dei radicali, dall'latro gli eurodeputati della componente de i democratici, che fa capo a Rutelli e in ultima istanza allo stesso Romano Prodi, che si sono schierati drasticamente contro l'ipotesi dell'ingresso dei radicali.
Altra condizione sfavorevole all'ingresso dei radicali, è stata la constatazione del Bureau dell'Eldr che non vi era una maggioranza dei 2/3 dei membri del gruppo favorevoli all'ingresso dei radicali.Watson: "I radicali sono storicamente liberali" Nonostante la decisione sfavorevole, Graham Watson, il presidente del gruppo Eldr, subentrato a Pat Cox, passato alla carica di presidente dell'Europarlamento, ha però riconosciuto in un'intervista a David Carretta che i radicali per la loro storia dovrebbero appartenere al movimento liberale.
Questo però, evidentemente, non è bastato.
"Abbiamo discusso la richiesta della Lista Bonino di entrare nel nostro gruppo - ha detto Watson - ma le nostre regole chiedono che nel caso in cui un partito non sia membro della famiglia liberale europea, perchè vi possa entrare è necessaria una maggioranza di 2/3 e l'accordo della delegazione italiana nel gruppo, ma non c'è stato nè uno nè l'altro.
Quindi non abbiamo potuto dare un parere favorevole".Watson ha poi auspicato che per il futuro non si interrompa il dialogo con i radicali "perchè - ha spiegato - abbiamo comunque molto in comune in particolare per la politica economica e spero che lavoreremo insieme".
Incompatibilità politica nazionale Le motivazioni dei rutelliani sono state spiegate dall'on.
Procacci che ha parlato esplitamente di "incompatibilità politica nazionale", una "clausola prevista dal regolamento del gruppo" ha sottolineato.
Il passo dei radicali - ha proseguito l'eurdeputato eletto nelle liste de I Democratici - "è sembrato più una volontà di appartenere un gruppo a tutti i costi che una scelta politica vera e propria", questa - a suo giudizio la ragione determinante del rifiuto.
"Io personalmente - ha aggiunto - ho chiesto al presidente Watson che il gruppo prenda l'iniziativa di cambiare il regolamento del parlamento riguardo al gruppo misto (vietato dal regolamento di Strasburgo, ndr): è assurdo che sia così visto che vige un sistema proporzionale".
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