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Il 20 maggio Timor Est proclamerà l'indipenza e sarà istituito un tribunale contro i crimini commessi dalla resistenza indonesiana: il ruolo di Non C'è Pace Senza Giusizia Roma, 17 maggio 2002 - Il 20 maggio Timor Est potrà proclamare l'indipendenza dall'Indonesia.
Dal 1975 il paese ha visto da parte delle milizie filoindonesiane persecuzioni, uccisioni, arresti arbitrari e torture.
Il popolo di Timor nel 1999, grazie ad un referendum, ha deciso di governarsi da solo, ma la situazione non è migliorata: l'esercito e la polizia indonesiane continuano a sostenere gli omicidi e le persecuzioni … in atto contro cittadini timorensi e contro lo staff delle Nazioni Unite, presenti nell'isola per monitorare sull'elezione e sull'indipendenza.
Il ruolo di Non c'è Pace Il ruolo di Non c'è Pace Senza Giustizia e del Partito Radicale è stato, fin dagli anni '80, sempre in prima linea.
"Non abbiamo mai smesso di seguire questa vicenda, ignorata per moltissimo tempo" dice Emma Bonino in una conferenza stampa tenuta oggi per presentare il lavoro fatto dall'Ong per la "costruzione del diritto e dell'apparato della giustizia".
"Il 12 giugno 1997 il Prt - spiega Bonino - propose alla Commissione Diritti Umani di Ginevra l'invio di una delegazione che comprendesse me, in quanto commissaria e Mary Robbins che era direttrice della Commissione", la conferenza di oggi arriva quindi da lontano.
L'istituzione della corte a Doc Niccolo Figà Talamanca, legal adviser di NPWJ, ha reso noto alla conferenza i passi fatti da Non c'è Pace per risolvere la situazione a Timor Est.
"Ci sono tre meccanismi creati per combattere l'impunita" ha spiegato.
"Il primo passo è stato la costituzione di una sezione speciale per i gravi crimini della procura di Dibi, costituita dalle nazioni unite nel 2000 con lo scopo di processare le violenze avvenute dopo il referendum per l'indipendenza".
"La seconda - ha proseguito - iniziativa è stata la costituzione della «Commissione per la verità» creata dall'amministrazione delle Nazioni Unite per combattere l'immunità contro i crimini minori, cioè quelli che non hanno portato a violenze verso le persone".
"La terza - ha concluso Figà Talamanca - è stata la creazione dal governo indonesiano detta Corte a doc per i diritti umani di Giacarta".
Timor Est è la dimostrazione che il Tpi è giusto Quindi il compito di Non C'è Pace e del Prt, come ha ricoradato Emma Bonino, è "di avere anche una parte di costruzione oltre che di denuncia" e tutte queste attività sono state importanti per "l'avvio della Corte penale internazionale permanente" La data del 17 luglio, momento in cui il Tpi entrarà in vigore, diventa quindi una data importante affinché "il governi del nostro paese se ne possa fare gloria ed orgoglio, per cui - afferma Bonino - molti paesi trovino un incentivo per ratificare questa corte, per fare in modo - conclude - che si amplieno le sue competeze universali".
Timor Est è la dimostrazione del fatto, quindi, che il lavoro compiuto da Non c'è Pace in tutti questi anni, per la ex Juogoslavia, per la Sierra Leone e primo tra tutti per l'istituzione del tribunale penale internazionale, è un opera compiuta per l'istituzione dei diritti umani in tutto il mondo, per la globalizzazione della democrazia, ma soprattutto perché la giustizia e i diritti alla giustizia siano alla base di ogni paese.
Dal 1975 il paese ha visto da parte delle milizie filoindonesiane persecuzioni, uccisioni, arresti arbitrari e torture.
Il popolo di Timor nel 1999, grazie ad un referendum, ha deciso di governarsi da solo, ma la situazione non è migliorata: l'esercito e la polizia indonesiane continuano a sostenere gli omicidi e le persecuzioni … in atto contro cittadini timorensi e contro lo staff delle Nazioni Unite, presenti nell'isola per monitorare sull'elezione e sull'indipendenza.
Il ruolo di Non c'è Pace Il ruolo di Non c'è Pace Senza Giustizia e del Partito Radicale è stato, fin dagli anni '80, sempre in prima linea.
"Non abbiamo mai smesso di seguire questa vicenda, ignorata per moltissimo tempo" dice Emma Bonino in una conferenza stampa tenuta oggi per presentare il lavoro fatto dall'Ong per la "costruzione del diritto e dell'apparato della giustizia".
"Il 12 giugno 1997 il Prt - spiega Bonino - propose alla Commissione Diritti Umani di Ginevra l'invio di una delegazione che comprendesse me, in quanto commissaria e Mary Robbins che era direttrice della Commissione", la conferenza di oggi arriva quindi da lontano.
L'istituzione della corte a Doc Niccolo Figà Talamanca, legal adviser di NPWJ, ha reso noto alla conferenza i passi fatti da Non c'è Pace per risolvere la situazione a Timor Est.
"Ci sono tre meccanismi creati per combattere l'impunita" ha spiegato.
"Il primo passo è stato la costituzione di una sezione speciale per i gravi crimini della procura di Dibi, costituita dalle nazioni unite nel 2000 con lo scopo di processare le violenze avvenute dopo il referendum per l'indipendenza".
"La seconda - ha proseguito - iniziativa è stata la costituzione della «Commissione per la verità» creata dall'amministrazione delle Nazioni Unite per combattere l'immunità contro i crimini minori, cioè quelli che non hanno portato a violenze verso le persone".
"La terza - ha concluso Figà Talamanca - è stata la creazione dal governo indonesiano detta Corte a doc per i diritti umani di Giacarta".
Timor Est è la dimostrazione che il Tpi è giusto Quindi il compito di Non C'è Pace e del Prt, come ha ricoradato Emma Bonino, è "di avere anche una parte di costruzione oltre che di denuncia" e tutte queste attività sono state importanti per "l'avvio della Corte penale internazionale permanente" La data del 17 luglio, momento in cui il Tpi entrarà in vigore, diventa quindi una data importante affinché "il governi del nostro paese se ne possa fare gloria ed orgoglio, per cui - afferma Bonino - molti paesi trovino un incentivo per ratificare questa corte, per fare in modo - conclude - che si amplieno le sue competeze universali".
Timor Est è la dimostrazione del fatto, quindi, che il lavoro compiuto da Non c'è Pace in tutti questi anni, per la ex Juogoslavia, per la Sierra Leone e primo tra tutti per l'istituzione del tribunale penale internazionale, è un opera compiuta per l'istituzione dei diritti umani in tutto il mondo, per la globalizzazione della democrazia, ma soprattutto perché la giustizia e i diritti alla giustizia siano alla base di ogni paese.
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