Bruxelles, 20 marzo 2001 - Documento audiovideo del dibattito alla Commissione Affari Istituzionali del Parlamento Europeo sul Trattato di Nizza e il futuro dell'Unione.
Intervengono Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, e Nicole Fontaine, presidente Parlamento Europeo.
Fontaine ha sottolineato i limiti della conferenza intergovernativa di Nizza, che " non ha dato risposta al grande interrogativo che i cittadini europei si pongono, e cioè se il modello sul quale la Comunità Europea è stata fondata a Roma nel 1957 sarà ancora idoneo in una Unione composta da oltre trenta stati … membri".
Concentrandosi sugli aspetti istituzionali legati al "dopo-Nizza" Prodi ha quindi osservato come adesso si apra un processo di vera e propria "rifondazione dell'Unione".
Un processo che deve passare attraverso il rafforzamento del metodo comunitario - "che ha permesso di raggiungere traguardi storici in mezzo secolo d'integrazione" - e il ricorso a una convenzione come quella che ha elaborato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, composta dai rappresentanti del Parlamento europeo, dei Parlamenti nazionali, dei singoli Governi e della Commissione.
Prodi ha infatti richiamato la necessità un ambito "più ristretto, più operativo, e che non dovrebbe necessariamente deliberare all'unanimità".
Intervengono Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, e Nicole Fontaine, presidente Parlamento Europeo.
Fontaine ha sottolineato i limiti della conferenza intergovernativa di Nizza, che " non ha dato risposta al grande interrogativo che i cittadini europei si pongono, e cioè se il modello sul quale la Comunità Europea è stata fondata a Roma nel 1957 sarà ancora idoneo in una Unione composta da oltre trenta stati … membri".
Concentrandosi sugli aspetti istituzionali legati al "dopo-Nizza" Prodi ha quindi osservato come adesso si apra un processo di vera e propria "rifondazione dell'Unione".
Un processo che deve passare attraverso il rafforzamento del metodo comunitario - "che ha permesso di raggiungere traguardi storici in mezzo secolo d'integrazione" - e il ricorso a una convenzione come quella che ha elaborato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, composta dai rappresentanti del Parlamento europeo, dei Parlamenti nazionali, dei singoli Governi e della Commissione.
Prodi ha infatti richiamato la necessità un ambito "più ristretto, più operativo, e che non dovrebbe necessariamente deliberare all'unanimità".
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