Viareggio (Lu), 20 aprile 2001 - Fausto Bertinotti parla in Versilia e denuncia "la sospensione della democrazia, la prevaricazione oligarchica sulla capacità critica della gente, e l'assimilazione crescente tra i poli", che caratterizzerebbero, secondo lui, questa campagna elettorale.Il segretario di Rifondazione Comunista è critico rispetto a un'organizzazione della campagna elettorale concentrata esclusivamente sull'informazione televisiva.
"Vorrebbero desertificare piazze e strade e ridurre la competizione elettorale a quello che si vede in televisione.
In un sistema in cui sono solo le … coalizioni ad apparire e in cui la contesa elettorale, che è un contrasto di valori, interessi e programmi, si trasforma in tifo.
Ma il tifo - osserva - non richiede esercizio critico.
Il tifo sospende l'intelligenza.
L'elettore è costretto a scegliere una faccia piuttosto che l'altra, ma dietro quella faccia non sa che programma c'è".Bertinotti parla anche di quella che definisce "la truffa elettorale delle liste civetta".
In un paese "normale", osserva ironico, "questo avrebbe visto intervenire la Corte costituzionale".
Ma è tutto il sistema maggioritario a non piacere al segretario di Rifondazione, che ne denuncia i tratti "oligarchici".
Nelle intenzioni dei suoi sostenitori, spiega Bertinotti, "il maggioritario doveva restituire la politica ai cittadini e restituire gli eletti alla società civile".
Ma sulle candidature elettorali a decidere è stato "un pugno di oligarchi romani". .
"Vorrebbero desertificare piazze e strade e ridurre la competizione elettorale a quello che si vede in televisione.
In un sistema in cui sono solo le … coalizioni ad apparire e in cui la contesa elettorale, che è un contrasto di valori, interessi e programmi, si trasforma in tifo.
Ma il tifo - osserva - non richiede esercizio critico.
Il tifo sospende l'intelligenza.
L'elettore è costretto a scegliere una faccia piuttosto che l'altra, ma dietro quella faccia non sa che programma c'è".Bertinotti parla anche di quella che definisce "la truffa elettorale delle liste civetta".
In un paese "normale", osserva ironico, "questo avrebbe visto intervenire la Corte costituzionale".
Ma è tutto il sistema maggioritario a non piacere al segretario di Rifondazione, che ne denuncia i tratti "oligarchici".
Nelle intenzioni dei suoi sostenitori, spiega Bertinotti, "il maggioritario doveva restituire la politica ai cittadini e restituire gli eletti alla società civile".
Ma sulle candidature elettorali a decidere è stato "un pugno di oligarchi romani". .
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