Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale, sezione A e B
2) Collocamento fuori ruolo
3) Incarichi extragiudiziari
4) Cessazione
5) Programma di collaborazione giudiziaria con la Federazione Russa
6) Proposta di parere sullo schema di disegno di legge di iniziativa governativa recante modifiche al sistema elettorale del CSM
7) Seconda relazione depositata dal gruppo di lavoro in materia di organici degli uffici giudiziari istituito con delibera del 16/05/01
8) Sospensione dell'applicazione extradistrettuale
9) Quesito posto dal Presidente del Tribunale di … Milano: applicazione endodistrettuale
10) Ricorso al TAR
11) Stampa di un volume sull'attività di formazione: un ricordo di Carlo Verardi
12) Incarico di collaborazione con l'Ottava Commissione
13) Piano di lavoro relativo alla migrazione della procedura di gestione delle pratiche
14) Copertura posti
15) Richiesta di revoca di una delibera di trasferimento
16) Richiamo in ruolo dopo un'aspettativa per infermità
17) Richiesta di revoca di una delibera di trasferimento
18) Giudici di pace
19) Criteri di organizzazione per il biennio 2000/2001 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino
20) Integrazione alla formazione delle tabelle di organizzazione per il biennio 2000/2001 del Tribunale di Pordenone
21) Nomina del referente informatico per la DNA
22) Integrazione dei criteri di organizzazione per il biennio 2000/2001 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Fermo
23) Applicazione extradistrettuale
24) Nota del Presidente del Tribunale di Tivoli in ordine alla predisposizione delle tabelle di organizzazione dell'ufficio
25) Nota del Presidente del Tribunale di Salerno in ordine alla delibera del CSM di non approvazione delle tabelle per il biennio 2000/2001
26) Quesito del Presidente del Tribunale di Civitavecchia sull'utilizzabilità dei GOT quali giudici tutelari
27) Formazione delle tabelle di organizzazione per il biennio 2000/2001 del Tribunale di Trani
28) Applicazione extradistrettuale
29) Quesiti posti dalla D.ssa Loiacono sulla disciplina delle tabelle infradistrettuali
30) Richiesta di applicazione extradistrettuale di 3 magistrati al Tribunale di Messina
31) Richiesta del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catanzaro di aumento dell'organico
32) Idoneità di un ex-massone alla nomina a magistrato di Cassazione
33) Nomina a magistrato di Corte di Appello
34) Quesiti posti dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro in ordine alla richiesta di dati statistici relativi all'attività svolta da magistrati ai fini della progressione in carriera Il CSM nelle agenzie di stampa CSM: CRITICHE A RIFORMA ELETTORALE, PRIMO OK DA COMMISSIONEDOMANI DOCUMENTO URGENTE IN PLENUM, POLO SI DISSOCIAPERPLESSITA' SU DIVISIONE PM E GIUDICI, CASSAZIONE SOVRARAPPRESENTATA Roma, 23 ott.
- (Adnkronos) - E' critico il parere che il Csm si prepara a dare alla riforma elettorale studiata dal ministro della Giustizia Roberto Castelli.
La commissione Riforma di palazzo dei Marescialli ha approvato a maggioranza un documento che riassume le perplessita' su alcuni aspetti della bozza di ddl, a cominciare dal sistema di voto e dalla divisione per collegi tra pm e giudici, accanto alle quali trovano pero' spazio valutazioni positive.
Un documento dal quale prendono le distanze i consiglieri togati del Movimento per la giustizia, il cui rappresentante in commissione Gioacchino Natoli ha votato contro, e i laici del Polo che, attraverso Mauro Ronco, hanno preannunciato che ne presenteranno uno alternativo.
Positiva, a giudizio della commissione, e' la scelta di mantenere unito il corpo elettorale e invariato il numero dei togati che siedono in Consiglio.
Mentre non convince affatto il meccanismo di voto individuato: seppure sono buone le intenzioni di salvaguardare il carattere proporzionale dei risultati e la rappresentanza delle minoranze, sostengono i consiglieri, il sistema non le realizza.
Anzi, si rischia di ottenere risultati contrari.
''Non sembra in grado di ridurre il peso dei gruppi organizzati nella competizione elettorale'', osserva la commissione, e avrebbe ''l'effetto di potenziare, ben al di la' di quanto avviene oggi, il potere di influenza e di controllo sul voto dei singoli elettori''.
Cosi', porterebbe ''nella migliore delle ipotesi ad una polarizzazione della rappresentanza consiliare''.
Perplessita', ancora, sulla suddivisione tra pm e giudici.
''La rigida e predeterminata suddivisione della rappresentanza in quote -avverte la commissione- puo' avere l'effetto negativo di sollecitare e cristallizzare nella dialettica consiliare impostazioni settoriali e particolaristiche''.
Quindi, suggeriscono i consiglieri, al posto dei 3 collegi unici nazionali sarebbe meglio un collegio per i magistrati di Cassazione e un altro per i magistrati di merito.
Se poi, all'esterno, qualcuno ritiene un pericolo lo squilibrio tra il numero di pm e quello di giudici eletti, si puo' introdurre un ''tetto massimo'', pari all'incidenza sull'organico complessivo.
Ed e' proprio quest'ultimo ragionamento ad aver spinto i togati del Movimento per la giustizia al voto contrario.
Perplessita' e dissenso anche per l'eccessivo numero di magistrati di Cassazione previsti dalla riforma, segnala la commissione, che porterebbe ad una composizione ''squilibrata'': la proposta ne prevede quattro, ai quali si vanno ad aggiungere i due capi della Suprema Corte che sono membri di diritto, pg e primo presidente.
La Cassazione sarebbe cosi' ''sovrarappresentata'', con il 25% delle poltrone, a fronte pero' di una presenza nell'organico complessivo delle toghe che e' inferiore al 5%.
GIUSTIZIA: UFFICIO STUDI CSM, 'NO' REVOCA PER TOGHE AD OLAFNUOVO PARERE DEI TECNICI RESPINGE RICHIESTA CASTELLI Roma, 23 ott.
- (Adnkronos) - Non si puo' revocare la decisione di collocare fuori ruolo Nicola Piacente, Mario Vaudano e Alberto Perduca, i tre magistrati chiamati a far parte dell'Olaf, l'organismo europeo antifrodi.
Hanno vinto il concorso bandito dalla commissione Ue, quindi e' legittimo che le tre toghe italiane siedano sulle poltrone di Bruxelles.
Chiamato ad esprimere un nuovo parere sul caso dopo la marcia indietro del ministro della Giustizia Roberto Castelli, l'ufficio studi del Csm torna a dire 'no' alla richiesta del Guardasigilli.
Come gia' aveva fatto il suo predecessore Fassino, il nuovo ministro aveva inizialmente chiesto e ottenuto da palazzo dei Marescialli il collocamento fuori ruolo di Piacente, Vaudano e Perduca.
Ma poi Castelli ci aveva ripensato: revocate quella decisione, aveva chiesto al Csm, sostenendo che sarebbe stato meglio assegnare l'incarico a funzionari di polizia, visto che la legge istitutiva dell'Olaf fa riferimento ad ''agenti temporanei'' e non espressamente a magistrati.
Richiesta sulla quale gia' una volta i tecnici del Csm avevano dato parere negativo: e' illegittima, il collocamento fuori ruolo dei tre magistrati e' un ''atto dovuto'' visto che hanno superato un concorso bandito dalla commissione europea.
Una tesi sostanzialmente confermata nel nuovo parere dell'ufficio studi, molto articolato, ma che di fatto arriva alla stessa conclusione.
Ora, il documento e' sul tavolo della seconda commissione di palazzo dei Marescialli, chiamata a decidere il da farsi nelle prossime settimane.
Il tempo pero' stringe e l'Italia, protestano alcuni consiglieri, rischia di ''rimanere fuori'' da un importante organismo europeo.
Proprio qualche giorno fa, infatti, il direttore generale dell'Olaf Franz Herman Bruener aveva avvertito: l'Italia rischia di perdere la poltrona piu' importante, quella di capo delle investigazioni e delle operazioni, assegnata a Perduca.
''Se la situazione non si sblocca, riapriremo la selezione -aveva detto Bruener da Bruxelles- e sceglieremo un magistrato penale degli altri Paesi, che non hanno mai fatto difficolta' nel concedere il tarsferimento all'Olaf''.
SCORTE: DOMANI 'CASO' AL CSM, A PALERMO TUTTI SENZA SCORTAINTEGRAZIONE A DOCUMENTO SU REGGIO C., GRAVE SOTTOVALUTAZIONE RISCHI Roma, 23 ott.
- (Adnkronos) - Dopo i 'tagli' decisi dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, a Palermo tutti i magistrati sono ormai senza scorta.
E' il quadro allarmante di cui domani discutera' il Csm in un documento urgente, preparato dalla commissione sulla criminalita' organizzata.
Il testo finale non e' ancora pronto, si dovra' integrare un'analoga risoluzione gia' preparata per il 'caso' Reggio Calabria.
Anche nel capoluogo calabrese, infatti, la situazione preoccupa: solo ad ottobre, riferisce la commissione, ''e' stata soppressa qualunque forma di diretta protezione per ben 9 magistrati giudicanti e requirenti'' ed ''e' stata disposta la riduzione della protezione per quasi tutti gli appartenenti alla Dda''.
Il ''drastico'' taglio delle scorte, avverte la commissione del Csm, lascia pensare che ci sia stata ''una grave sottovalutazione dei rischi'' ai quali i magistrati sono ''oggettivamente esposti in ragione delle funzioni giudicanti e requirenti prestate''.
L'auspicio ora e' che ''gli organismi competenti rivedano le determinazioni assunte in materia di protezione dei magistrati maggiormente esposti a rischio'', in modo da ''restituire loro la necessaria serenita', intesa quale indispensabile presupposto per un efficace contrasto della criminalita' organizzata''.
Nel documento proposto si chiede quindi al ministro della Giustizia Roberto Castelli di far presente la situazione ''nelle competenti sedi istituzionali''.
L'intervento del Csm, precisano i consiglieri di palazzo dei Marescialli, non va interpretato pero' come una interferenza: si comprendono infatti le ''esigenze di razionalizzazione'' che hanno suggerito la nuova circolare del Viminale, cosi' come si rispettano le ''competenze esclusive degli organismi preposti alla protezione dei magistrati''.
Ma e' ''doveroso'' segnalare le ''disfunzioni'', all'interno di ''corretti rapporti di collaborazione istituzionale''.
- (Adnkronos) - E' critico il parere che il Csm si prepara a dare alla riforma elettorale studiata dal ministro della Giustizia Roberto Castelli.
La commissione Riforma di palazzo dei Marescialli ha approvato a maggioranza un documento che riassume le perplessita' su alcuni aspetti della bozza di ddl, a cominciare dal sistema di voto e dalla divisione per collegi tra pm e giudici, accanto alle quali trovano pero' spazio valutazioni positive.
Un documento dal quale prendono le distanze i consiglieri togati del Movimento per la giustizia, il cui rappresentante in commissione Gioacchino Natoli ha votato contro, e i laici del Polo che, attraverso Mauro Ronco, hanno preannunciato che ne presenteranno uno alternativo.
Positiva, a giudizio della commissione, e' la scelta di mantenere unito il corpo elettorale e invariato il numero dei togati che siedono in Consiglio.
Mentre non convince affatto il meccanismo di voto individuato: seppure sono buone le intenzioni di salvaguardare il carattere proporzionale dei risultati e la rappresentanza delle minoranze, sostengono i consiglieri, il sistema non le realizza.
Anzi, si rischia di ottenere risultati contrari.
''Non sembra in grado di ridurre il peso dei gruppi organizzati nella competizione elettorale'', osserva la commissione, e avrebbe ''l'effetto di potenziare, ben al di la' di quanto avviene oggi, il potere di influenza e di controllo sul voto dei singoli elettori''.
Cosi', porterebbe ''nella migliore delle ipotesi ad una polarizzazione della rappresentanza consiliare''.
Perplessita', ancora, sulla suddivisione tra pm e giudici.
''La rigida e predeterminata suddivisione della rappresentanza in quote -avverte la commissione- puo' avere l'effetto negativo di sollecitare e cristallizzare nella dialettica consiliare impostazioni settoriali e particolaristiche''.
Quindi, suggeriscono i consiglieri, al posto dei 3 collegi unici nazionali sarebbe meglio un collegio per i magistrati di Cassazione e un altro per i magistrati di merito.
Se poi, all'esterno, qualcuno ritiene un pericolo lo squilibrio tra il numero di pm e quello di giudici eletti, si puo' introdurre un ''tetto massimo'', pari all'incidenza sull'organico complessivo.
Ed e' proprio quest'ultimo ragionamento ad aver spinto i togati del Movimento per la giustizia al voto contrario.
Perplessita' e dissenso anche per l'eccessivo numero di magistrati di Cassazione previsti dalla riforma, segnala la commissione, che porterebbe ad una composizione ''squilibrata'': la proposta ne prevede quattro, ai quali si vanno ad aggiungere i due capi della Suprema Corte che sono membri di diritto, pg e primo presidente.
La Cassazione sarebbe cosi' ''sovrarappresentata'', con il 25% delle poltrone, a fronte pero' di una presenza nell'organico complessivo delle toghe che e' inferiore al 5%.
GIUSTIZIA: UFFICIO STUDI CSM, 'NO' REVOCA PER TOGHE AD OLAFNUOVO PARERE DEI TECNICI RESPINGE RICHIESTA CASTELLI Roma, 23 ott.
- (Adnkronos) - Non si puo' revocare la decisione di collocare fuori ruolo Nicola Piacente, Mario Vaudano e Alberto Perduca, i tre magistrati chiamati a far parte dell'Olaf, l'organismo europeo antifrodi.
Hanno vinto il concorso bandito dalla commissione Ue, quindi e' legittimo che le tre toghe italiane siedano sulle poltrone di Bruxelles.
Chiamato ad esprimere un nuovo parere sul caso dopo la marcia indietro del ministro della Giustizia Roberto Castelli, l'ufficio studi del Csm torna a dire 'no' alla richiesta del Guardasigilli.
Come gia' aveva fatto il suo predecessore Fassino, il nuovo ministro aveva inizialmente chiesto e ottenuto da palazzo dei Marescialli il collocamento fuori ruolo di Piacente, Vaudano e Perduca.
Ma poi Castelli ci aveva ripensato: revocate quella decisione, aveva chiesto al Csm, sostenendo che sarebbe stato meglio assegnare l'incarico a funzionari di polizia, visto che la legge istitutiva dell'Olaf fa riferimento ad ''agenti temporanei'' e non espressamente a magistrati.
Richiesta sulla quale gia' una volta i tecnici del Csm avevano dato parere negativo: e' illegittima, il collocamento fuori ruolo dei tre magistrati e' un ''atto dovuto'' visto che hanno superato un concorso bandito dalla commissione europea.
Una tesi sostanzialmente confermata nel nuovo parere dell'ufficio studi, molto articolato, ma che di fatto arriva alla stessa conclusione.
Ora, il documento e' sul tavolo della seconda commissione di palazzo dei Marescialli, chiamata a decidere il da farsi nelle prossime settimane.
Il tempo pero' stringe e l'Italia, protestano alcuni consiglieri, rischia di ''rimanere fuori'' da un importante organismo europeo.
Proprio qualche giorno fa, infatti, il direttore generale dell'Olaf Franz Herman Bruener aveva avvertito: l'Italia rischia di perdere la poltrona piu' importante, quella di capo delle investigazioni e delle operazioni, assegnata a Perduca.
''Se la situazione non si sblocca, riapriremo la selezione -aveva detto Bruener da Bruxelles- e sceglieremo un magistrato penale degli altri Paesi, che non hanno mai fatto difficolta' nel concedere il tarsferimento all'Olaf''.
SCORTE: DOMANI 'CASO' AL CSM, A PALERMO TUTTI SENZA SCORTAINTEGRAZIONE A DOCUMENTO SU REGGIO C., GRAVE SOTTOVALUTAZIONE RISCHI Roma, 23 ott.
- (Adnkronos) - Dopo i 'tagli' decisi dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, a Palermo tutti i magistrati sono ormai senza scorta.
E' il quadro allarmante di cui domani discutera' il Csm in un documento urgente, preparato dalla commissione sulla criminalita' organizzata.
Il testo finale non e' ancora pronto, si dovra' integrare un'analoga risoluzione gia' preparata per il 'caso' Reggio Calabria.
Anche nel capoluogo calabrese, infatti, la situazione preoccupa: solo ad ottobre, riferisce la commissione, ''e' stata soppressa qualunque forma di diretta protezione per ben 9 magistrati giudicanti e requirenti'' ed ''e' stata disposta la riduzione della protezione per quasi tutti gli appartenenti alla Dda''.
Il ''drastico'' taglio delle scorte, avverte la commissione del Csm, lascia pensare che ci sia stata ''una grave sottovalutazione dei rischi'' ai quali i magistrati sono ''oggettivamente esposti in ragione delle funzioni giudicanti e requirenti prestate''.
L'auspicio ora e' che ''gli organismi competenti rivedano le determinazioni assunte in materia di protezione dei magistrati maggiormente esposti a rischio'', in modo da ''restituire loro la necessaria serenita', intesa quale indispensabile presupposto per un efficace contrasto della criminalita' organizzata''.
Nel documento proposto si chiede quindi al ministro della Giustizia Roberto Castelli di far presente la situazione ''nelle competenti sedi istituzionali''.
L'intervento del Csm, precisano i consiglieri di palazzo dei Marescialli, non va interpretato pero' come una interferenza: si comprendono infatti le ''esigenze di razionalizzazione'' che hanno suggerito la nuova circolare del Viminale, cosi' come si rispettano le ''competenze esclusive degli organismi preposti alla protezione dei magistrati''.
Ma e' ''doveroso'' segnalare le ''disfunzioni'', all'interno di ''corretti rapporti di collaborazione istituzionale''.
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