Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale, sezione A e B
2) Contenzioso amministrativo: un ricorso
3) Autorizzazione all'insegnamento
4) Ricorso al TAR
5) Ricorso al Consiglio di Stato
6) Ricorso al TAR Campania
7) Ricorso
8) Applicazione extradistrettuale
9) Pratica n.
94/96 Dr.
Staglianò 10) Nota del dr.
Bianco sul Dr.
Poti 11) Note del Consigliere Serio sui ritagli di stampa concernenti l'attività del dr.
Guariniello Il CSM nelle agenzie di stampa CSM: SABELLA, NELLE CARCERI RISCHIO ACCORDI TRA BOSS MAFIOSI ANSA) - ROMA, 8 GEN - ''Il rischio di accordi fra i … boss mafiosi detenuti in regime di 41 bis e' altissimo''.
Lo ha detto il consigliere Alfonso Sabella, ex direttore dell'Ufficio centrale ispettivo del Dap, al termine dell' audizione oggi alla terza Commissione del Csm.
Il magistrato aveva chiesto di tornare all' attivita' giurisdizionale, in seguito alla soppressione dell'Ufficio da lui diretto.
L'ex pm antimafia ha ricordato, infatti, il recente allarme lanciato dall'ufficio che lui dirigeva a proposito del progetto di dissociazione che Cosa Nostra starebbe portando avanti con continui contatti fra i boss detenuti.
Proprio per questo la terza Commissione del Csm sta valutando l'ipotesi di trasmettere gli atti alla decima Commissione del Csm che si occupa di criminalita' organizzata.
Sabella ha anche fatto riferimento a circa 7mila posti per detenuti che sarebbero disponibili nei vari istituti di pena ma che per vari motivi non vengono utilizzati, creando in questo modo sovraffollamento.
A proposito infine del provvedimento con cui e' stato soppresso il suo ufficio al Dap, Sabella lo ha definito ''illegittimo, che non poteva essere adottato dal capo del Dap, essendo di esclusiva competenza del ministro della Giustizia''.
''ALTISSIMO RISCHIO PER TENTATIVI DISSOCIAZIONE BOSS MAFIOSI'' Roma, 8 gen.
(Adnkronos) - ''Amarezza'' per il trattamento subito, ma anche ''preoccupazione'' per la sorte di tutto il lavoro di monitoraggio sulle carceri compiuto fino al giorno in cui il nuovo direttore del Dap Giovanni Tinebra ha deciso di sopprimere l'ufficio di cui era responsabile.
Alfonso Sabella, l'ormai ex responsabile dell'Ufficio centrale dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, si e' sfogato davanti alla Terza commissione di palazzo dei Marescialli.
Un'audizione breve, durata appena un quarto d'ora.
Ufficialmente, Sabella e' stato convocato per dare indicazioni sulla sede che il Csm dovra' assegnargli per il suo rientro in magistratura, probabilmente a Roma, come da lui chiesto.
Ma l'audizione e' stata inevitabilmente anche l'occasione per ribadire di persona quanto denunciato nella lettera inviata prima di Natale ai consiglieri, aggiungendo anche di aver subito con ''amarezza'' anche i contrasti avuti durante il G8 di Genova.
Quindi, ha segnalato ancora una volta l'illegittimita' del provvedimento firmato da Tinebra, che lo ha ''costretto'' a lasciare l'ufficio che ''non c'e' piu''', subendo anche una ''mortificazione funzionale'' (''e' impossibile -ha spiegato Sabella ai consiglieri- restare in un ufficio dove ho perso prestigio professionale'').
Ma soprattutto, ha avvertito, quella decisione rischia di compromettere, se non addirittura di vanificare, tutto il lavoro di monitoraggio.
A cominciare da quello sui tentativi di 'dissociazione' da parte di alcuni boss mafiosi sottoposti al regime del 'carcere duro'.
Un rischio ''altissimo'', ha avvertito Sabella.
Il quale ha anche ripetuto che nelle carceri italiani ci sono tantissimi posti disponibili, ma non utilizzati: ''7.000 posti nascosti'', ha spiegato.
Aspetti che pero' non sono stati approfonditi durante l'audizione di stamattina.
Gli atti infatti dovrebbero essere trasmessi ad un'altra commissione del Csm, la decima, che si occupa proprio di criminalita' organizzata e che da tempo ha gia' aperto una pratica sul fenomeno della 'dissociazione'.
E non e' escluso che Sabella venga convocato di nuovo a palazzo dei Marescialli.
Giustizia: precisazioni del Ministero sul caso Sabella Roma, 8 gen.
(Adnkronos) - Il provvedimento del 5 dicembre scorso ''non ha ne' soppresso alcun ufficio ne' inteso revocare alcun incarico e cio' per la semplice ragione che tale soppressione era gia' stata operata in via legislativa dal Dpr 6 marzo 2001 n.55 recante il regolamento di organizzazione del ministero della Giustizia, che tra l'altro nell'istituire le direzioni generali del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, non prevede quella dell'ispettorato''.
Lo precisa il ministero della Giustizia in relazione alle dichiarazioni di Alfonso Sabella nel corso dell'audizione al Csm.
Lo scorso 18 settembre, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha incaricato l'ufficio centrale detenuti di ''procedere ad una dettagliata verifica e raccolta dei dati relativi alla ricettivita' detentiva a livello dei provveditorati regionali, fissando il termine per l'acquisizione degli esiti del censimento al 31 gennaio 2002''.
Quanto alla ''delicata questione circa il ventilato intendimento di alcuni detenuti sottoposti al regime speciale di cui all'art.41 bis dell'ordinamento penitenziario di dissociarsi dalle associazioni criminali di appartenenza'', e' stata ''subito trattata per gli aspetti di competenza dall'ufficio detenuti e immediatamente trasmessa al procuratore nazionale antimafia''.
CSM CHIEDE A CORTI APPELLO VERIFICA SU PROCESSI 'A RISCHIO'MONITORAGGIO SU CASI ANALOGHI A BRAMBILLA NEL PROCESSO SME (ANSA) - ROMA, 8 GEN - E' stata formalmente aperta stamane dalla decima commissione del Csm la pratica sulla verifica dei collegi giudicanti impegnati in procedimenti di criminalita' organizzata per accertare se vi siano casi analoghi a quelli di Guido Brambilla, giudice a latere del processo Sme.
A tutti i presidenti di Corte di Appello saranno spedite domani lettere in cui si chiede di avviare un monitoraggio in tal senso, dando una settimana di tempo per la risposta.
L'obiettivo e' quello di verificare se ci sono magistrati che, come Brambilla, sono stati interessati da procedure di anticipato o posticipato possesso disposti dal ministero della Giustizia tra il 31 maggio e il 21 novembre del 2001.
''BRAMBILLA SI ARRENDA, IL TRASFERIMENTO LO HA CHIESTO LUI'' Roma, 8 gen.
- (Adnkronos) - E' ''inaudita'' la decisione del Csm di avviare un'indagine sui processi a rischio, con l'obiettivo di verificare se dal 31 maggio al novembre 2001 il ministero della Giustizia abbia fatto ''richieste analoghe a quella che riguarda il giudice Guido Brambilla''.
Lo denuncia il capogruppo di An in commissione Giustizia alla Camera Enzo Fragala', aggiungendo che questa scelta ''dimostra quale sia il livello di ostilita' verso il governo raggiunto da parte di alcuni settori della magistratura, certamente minoritari, ma in grado di controllare l'azione del Csm''.
Una azione, protesta l'esponente di An, ''osmotica e complementare a quella del tribunale milanese e dei pm che sembrano dare un'interpretazione discrezionale della legge finalizzata a condizionare l'esito del processo Sme''.
L'auspicio di Fragala', ora, e' comunque quello che il giudice Brambilla ''si arrenda'' per dar corso ''al trasferimento da lui richiesto che lo ha reso incompatibile con la funzione di componente del collegio giudicante''.
94/96 Dr.
Staglianò 10) Nota del dr.
Bianco sul Dr.
Poti 11) Note del Consigliere Serio sui ritagli di stampa concernenti l'attività del dr.
Guariniello Il CSM nelle agenzie di stampa CSM: SABELLA, NELLE CARCERI RISCHIO ACCORDI TRA BOSS MAFIOSI ANSA) - ROMA, 8 GEN - ''Il rischio di accordi fra i … boss mafiosi detenuti in regime di 41 bis e' altissimo''.
Lo ha detto il consigliere Alfonso Sabella, ex direttore dell'Ufficio centrale ispettivo del Dap, al termine dell' audizione oggi alla terza Commissione del Csm.
Il magistrato aveva chiesto di tornare all' attivita' giurisdizionale, in seguito alla soppressione dell'Ufficio da lui diretto.
L'ex pm antimafia ha ricordato, infatti, il recente allarme lanciato dall'ufficio che lui dirigeva a proposito del progetto di dissociazione che Cosa Nostra starebbe portando avanti con continui contatti fra i boss detenuti.
Proprio per questo la terza Commissione del Csm sta valutando l'ipotesi di trasmettere gli atti alla decima Commissione del Csm che si occupa di criminalita' organizzata.
Sabella ha anche fatto riferimento a circa 7mila posti per detenuti che sarebbero disponibili nei vari istituti di pena ma che per vari motivi non vengono utilizzati, creando in questo modo sovraffollamento.
A proposito infine del provvedimento con cui e' stato soppresso il suo ufficio al Dap, Sabella lo ha definito ''illegittimo, che non poteva essere adottato dal capo del Dap, essendo di esclusiva competenza del ministro della Giustizia''.
''ALTISSIMO RISCHIO PER TENTATIVI DISSOCIAZIONE BOSS MAFIOSI'' Roma, 8 gen.
(Adnkronos) - ''Amarezza'' per il trattamento subito, ma anche ''preoccupazione'' per la sorte di tutto il lavoro di monitoraggio sulle carceri compiuto fino al giorno in cui il nuovo direttore del Dap Giovanni Tinebra ha deciso di sopprimere l'ufficio di cui era responsabile.
Alfonso Sabella, l'ormai ex responsabile dell'Ufficio centrale dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, si e' sfogato davanti alla Terza commissione di palazzo dei Marescialli.
Un'audizione breve, durata appena un quarto d'ora.
Ufficialmente, Sabella e' stato convocato per dare indicazioni sulla sede che il Csm dovra' assegnargli per il suo rientro in magistratura, probabilmente a Roma, come da lui chiesto.
Ma l'audizione e' stata inevitabilmente anche l'occasione per ribadire di persona quanto denunciato nella lettera inviata prima di Natale ai consiglieri, aggiungendo anche di aver subito con ''amarezza'' anche i contrasti avuti durante il G8 di Genova.
Quindi, ha segnalato ancora una volta l'illegittimita' del provvedimento firmato da Tinebra, che lo ha ''costretto'' a lasciare l'ufficio che ''non c'e' piu''', subendo anche una ''mortificazione funzionale'' (''e' impossibile -ha spiegato Sabella ai consiglieri- restare in un ufficio dove ho perso prestigio professionale'').
Ma soprattutto, ha avvertito, quella decisione rischia di compromettere, se non addirittura di vanificare, tutto il lavoro di monitoraggio.
A cominciare da quello sui tentativi di 'dissociazione' da parte di alcuni boss mafiosi sottoposti al regime del 'carcere duro'.
Un rischio ''altissimo'', ha avvertito Sabella.
Il quale ha anche ripetuto che nelle carceri italiani ci sono tantissimi posti disponibili, ma non utilizzati: ''7.000 posti nascosti'', ha spiegato.
Aspetti che pero' non sono stati approfonditi durante l'audizione di stamattina.
Gli atti infatti dovrebbero essere trasmessi ad un'altra commissione del Csm, la decima, che si occupa proprio di criminalita' organizzata e che da tempo ha gia' aperto una pratica sul fenomeno della 'dissociazione'.
E non e' escluso che Sabella venga convocato di nuovo a palazzo dei Marescialli.
Giustizia: precisazioni del Ministero sul caso Sabella Roma, 8 gen.
(Adnkronos) - Il provvedimento del 5 dicembre scorso ''non ha ne' soppresso alcun ufficio ne' inteso revocare alcun incarico e cio' per la semplice ragione che tale soppressione era gia' stata operata in via legislativa dal Dpr 6 marzo 2001 n.55 recante il regolamento di organizzazione del ministero della Giustizia, che tra l'altro nell'istituire le direzioni generali del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, non prevede quella dell'ispettorato''.
Lo precisa il ministero della Giustizia in relazione alle dichiarazioni di Alfonso Sabella nel corso dell'audizione al Csm.
Lo scorso 18 settembre, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha incaricato l'ufficio centrale detenuti di ''procedere ad una dettagliata verifica e raccolta dei dati relativi alla ricettivita' detentiva a livello dei provveditorati regionali, fissando il termine per l'acquisizione degli esiti del censimento al 31 gennaio 2002''.
Quanto alla ''delicata questione circa il ventilato intendimento di alcuni detenuti sottoposti al regime speciale di cui all'art.41 bis dell'ordinamento penitenziario di dissociarsi dalle associazioni criminali di appartenenza'', e' stata ''subito trattata per gli aspetti di competenza dall'ufficio detenuti e immediatamente trasmessa al procuratore nazionale antimafia''.
CSM CHIEDE A CORTI APPELLO VERIFICA SU PROCESSI 'A RISCHIO'MONITORAGGIO SU CASI ANALOGHI A BRAMBILLA NEL PROCESSO SME (ANSA) - ROMA, 8 GEN - E' stata formalmente aperta stamane dalla decima commissione del Csm la pratica sulla verifica dei collegi giudicanti impegnati in procedimenti di criminalita' organizzata per accertare se vi siano casi analoghi a quelli di Guido Brambilla, giudice a latere del processo Sme.
A tutti i presidenti di Corte di Appello saranno spedite domani lettere in cui si chiede di avviare un monitoraggio in tal senso, dando una settimana di tempo per la risposta.
L'obiettivo e' quello di verificare se ci sono magistrati che, come Brambilla, sono stati interessati da procedure di anticipato o posticipato possesso disposti dal ministero della Giustizia tra il 31 maggio e il 21 novembre del 2001.
''BRAMBILLA SI ARRENDA, IL TRASFERIMENTO LO HA CHIESTO LUI'' Roma, 8 gen.
- (Adnkronos) - E' ''inaudita'' la decisione del Csm di avviare un'indagine sui processi a rischio, con l'obiettivo di verificare se dal 31 maggio al novembre 2001 il ministero della Giustizia abbia fatto ''richieste analoghe a quella che riguarda il giudice Guido Brambilla''.
Lo denuncia il capogruppo di An in commissione Giustizia alla Camera Enzo Fragala', aggiungendo che questa scelta ''dimostra quale sia il livello di ostilita' verso il governo raggiunto da parte di alcuni settori della magistratura, certamente minoritari, ma in grado di controllare l'azione del Csm''.
Una azione, protesta l'esponente di An, ''osmotica e complementare a quella del tribunale milanese e dei pm che sembrano dare un'interpretazione discrezionale della legge finalizzata a condizionare l'esito del processo Sme''.
L'auspicio di Fragala', ora, e' comunque quello che il giudice Brambilla ''si arrenda'' per dar corso ''al trasferimento da lui richiesto che lo ha reso incompatibile con la funzione di componente del collegio giudicante''.
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