Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale, sezione A
2) Incarichi extragiudiziari
3) Richiesta di trasferimento ai sensi dell'art 3 della Legge n.
321/91 4) Messa a disposizione: richiamo in ruolo 5) Ricorso improcedibile al TAR Campania 6) Approvazione della graduatoria della nomina ad Uditore giudiziario 7) Trasferimento 8) Passaggio diretto dell'esperto informatico C2 ing.
Gennuso al CSM 9) 10) Conferimento uffici direttivi superiorI 11) Ricorso al TAR Lazio 12) Copertura posti 13) Due posti di Consigliere della Corte di Cassazione ai sensi della Circolare … n.
34/99 14) Dichiarazioni del Presidente sull art.
106 della Costituzione 15) Pubblicazione dei posti di Commissario e Commissario aggiunto per la liquidazione degli usi civici per le Regioni Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Veneto 16) Pratiche Frate, Gentili e Gonzales 17) Richiesta di revoca del trasferimento: ricorso al TAR 18) Trasferimento ad altra sede per riunione al coniuge militare 19) Trasferimento Il CSM nelle agenzie di stampa GIUSTIZIA: DA CSM SI' A DIALOGO, MA RISPETTARE UGUAGLIANZA (AGI) - Roma, 16 Gen.
-A Palazzo dei Marescialli, sede del CSM, da una parte c'e chi dice che il Vice Presidente Verde ha solo "individuato una possibile soluzione tecnica ad un problema reale", che il suo e' stato un "tentativo di rilanciare il dialogo in chiave costruttiva"; dall'altra c'e' chi tiene a puntualizzare, visti gli sviluppi che sta avendo il dibattito sulla giustizia, che "qualsiasi ipotesi di reintroduzione di condizioni di impunita' non e' in coerenza con i principi di uguaglianza e di effettivita' della giurisdizione".
Al Consiglio, dunque, si parla con posizioni non univoche - fatta salva la precisazione di Verde di avere espresso solo "riflessioni personali" - degli sviluppi (congelamento dei processi a carico di parlamentari, presa in esame del modello spagnolo) che sta avendo il dibattito sulla giustizia.
Secondo il consigliere togato Ettore Ferrara (Unicost), la proposta di Verde di reintrodurre l'autorizzazione a procedere costituisce un contributo alla discussione sulla "configurazione piu' opportuna da darsi al 'filtro' da inserirsi per i processi riguardanti i parlamentari", "anche al fine di realizzare la necessaria omogeneizzazione con gli altri ordinamenti europei e per non correre il rischio del rinnovarsi degli abusi verificatisi nell'applicazione del vecchio istituto dell'autorizzazione a procedere".
"C'e' anche molto da riflettere - ha osservato Ferrara - sulla prospettata retroattivita' dell'eventuale modifica normativa.
Il problema, peraltro, e' politico, e come tale estraneo alle competenze dirette e immediate della magistratura, dovendo essere oggetto di valutazione e soluzione nella sede competente, che e' quella parlamentare".
"L'obbligatorieta' della legge nei confronti di tutti senza distinzione - hanno dal canto loro tenuto a far rilevare altri due togati del CSM, Gianfranco Gilardi e Sergio Mattone (MD) - e' un corollario specifico e, ad un tempo, un diretto presidio del principio costituzionale di uguaglianza, a garanzia del quale e' previsto che il controllo di legalita' affidato alla giurisdizione sia svolto da giudici autonomi, indipendenti e soggetti solo alla legge".
"Per quanto autorevolmente suggerita, o per quanto ispirata all'esigenza di recuperare un clima di corretto e sereno funzionamento istituzionale - hanno aggiunto - ogni ipotesi di reintroduzione di condizioni di impunita', anche in forme diverse dall'autorizzazione a procedere (e tanto piu' se con effetti retroattivi), non sembra la risposta piu' coerente con il principio di uguaglianza e con la garanzia di effettivita' della giurisdizione".
"In uno Stato di diritto - hanno ancora detto Gilardi e Mattone - l'investitura di potere politico non puo' comportare sottrazione od esenzione dal controllo di legalita', posto a tutela del corretto esercizio di goni funzione, pubblica o privata, e del generale interesse della collettivita'.
Il recupero di un clima di leale e corretta cooperazione istituzionale non puo' passare attraverso l'indebolimento del principio di legalita', ma implica che ciascuna istituzione, nell'ambito delle rispettive competenze, sia seriamente impegnata ad assicurare lo svolgimento dei processi e l'effettivita' della giurisdizione"."In questa fase del dibatitto sulla giustizia - l'osservazione e' stata fatta dal consigliere togato Margherita Cassano (di Magistratura Indipendente) - l'esigenza primaria e' quella di focalizzare l'attenzione sulle reali cause che impediscono la celebrazione di processi, sia in sede civile che in sede penale.
Occorre allontanare il dialogo, o se si vuole il terreno dello scontro, dal singolo processo a carico del singolo imputato, e varare invece regole che valgano per tutti i processi, per consentirne la celebrazione.
L'ordinamento complessivo non puo' di volta in volta adattare le regole a determinati processi".
Nello Rossi, togato di MD: "mi trovo a disagio nel muovermi sul terreno scivoloso delle proposte di 'soluzione politica' del problema giustizia (rinascita dell'autorizzazione a procedere, sospensione del processo nei confronti dei parlamentari, amnistia per i reati di Tangentopoli).
Il compito dei magistrati e' infatti assumere l'iniziativa di fronte a fatti di reato, svolgere indagini, celebrare processi, non quello di ricercare soluzioni politiche ed istituzionali piu' idonee per non perseguire alcuni reati e non celebrare determinati processi.
Percio' se proposte devono essere formulate su questo terreno e' naturale che vengano dal mondo della politica".
"Sul piano tecnico comunque - ha proseguito - non posso fare a meno di cogliere le differenze tra le diverse proposte in campo.
Il progetto piu' discutibile, almeno nel contesto italiano, e' quello del 'congelamento' dei processi penali nei confronti dei parlamentari, limitatamente alla durata del mandato (il cosidetto modello spagnolo).
Non mi auguro infatti che a legiferare in materia penale sia un parlamentare timoroso del suo fururo".
Da Rossi e' venuto anche un no alla rinascita dell'autorizzazione a procedere: "contro di essa - ha spiegato - sta una storia costellata di applicazioni criticatissime e di abusi".
E l'amnistia? "da sola, senza un profondo mutamento di costume e di stile politico-istituzionale - ha risposto il magistrato - non varrebbe ad evitare il riprodursi nel prossimo futuro di frizioni tra politici desiderosi di immunita' e magistrati doverosamente impegnati nel controllo di legalita'".
CSM: SABELLA TORNA IN MAGISTRATURA, SARA' PM A FIRENZEOK DA PLENUM, TINEBRA AVEVA SOPPRESSO SUO UFFICIO A DAP Roma, 16 gen.
(Adnkronos) - Alfonso Sabella rientra in magistratura e andra' ad occupare la poltrona di sostituto procuratore a Firenze.
Il via libera definitivo al nuovo incarico e' arrivato dal plenum del Csm, che all'unanimita' ha accolto la proposta della Terza commissione.
Nei giorni scorsi Sabella era stato al centro di un vero e proprio caso, dopo che il neo-direttore del Dap Giovanni Tinebra aveva deciso di sopprimere l'ufficio centrale dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di cui era responsabile: convocato l'8 gennaio scorso a Palazzo dei Marescialli ufficialmente per l'assegnazione del suo rientro in magistratura, durante l'audizione in terza commissione Sabella si era lamentato per il trattamento subito e aveva anche espresso preoccupazione per il fatto che in questo modo sarebbe stato messo a rischio il lavoro di monitoraggio che lui stava portando avanti nelle carceri.
A cominciare da quello sui tentativi di 'dissociazione' da parte di alcuni boss mafiosi sottoposti al regime del 'carcere duro'.
Sabella aveva definito illegittimo il provvedimento firmato da Tinebra e spiegato di aver subito una ''mortificazione funzionale''.
GIUSTIZIA: RADICALI: PREOCCUPANTE CONVERGENZA CIAMPI-CSMIL QUIRINALE NON PUO' AVALLARE CORPORATIVISMO GIUDICI Roma, 16 gen.
- (Adnkronos) - ''Non puo' non destare preoccupazione, anche alla luce delle inquietanti affermazioni contenute nelle relazioni di molti Procuratori Generali in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, il contenuto del comunicato stampa congiunto, emesso ieri dalla presidenza della Repubblica e dal Csm sulla giustizia, per il quale 'il metodo per attuare le necessarie innovazioni, con il concorso e l'impegno delle istituzioni e di tutti gli operatori, non puo' che essere quello del dialogo e del confronto'''.
Lo sottolinea, in una nota, il partito dei Radicali Italiani.
''Si finisce in questo modo con l'attribuire alla magistratura e al Csm, con l'avallo del presidente della Repubblica e contro la lettera della Costituzione, -afferma Marco Beltrandi, della direzione di Radicali- i connotati di corporazioni titolari di poteri concorrenti a quelli propri della politica, nell'esercizio della sempre piu' necessaria ed urgente potesta' legislativa in materia di riforma della giustizia''.
''Per ricostituire la Giustizia occorre prima di tutto e soprattutto -concludono i Radicali- dare effettivita' al dettato della Costituzione italiana, che statuisce il diritto-dovere del Parlamento di adottare provvedimenti legislativi anche a proposito di ordinamento giudiziario e di ogni misura attinente codici e procedure.
Si tratta della medesima Costituzione che attribuisce al presidente della Repubblica il ruolo di 'garante', e non di 'arbitro' della contesa politica.
Soltanto con la sottoscrizione delle nostre pdl di iniziativa popolare sulle quali stiamo raccogliendo le firme, gli italiani hanno la facolta' di restituire sovranita' al Parlamento e a loro stessi''.
GIUSTIZIA: VERDE, MIA PROPOSTA FRUTTO DI RIFLESSIONI PERSONALI''NEL FORMULARLA NON MI SONO CONSULTATO CON NESSUNO'' Roma, 16 gen.
- (Adnkronos) - ''La mia proposta di riconsiderare la necessita' di un filtro preventivo quando i processi penali riguardano parlamentari, specie se hanno responsabilita' politiche di rilievo, e' frutto di riflessioni personali, espresse in totale autonomia''.
Lo sottolinea il vicepresidente del Csm Giovanni Verde, nella lettera di precisazioni inviata oggi al quotidiano ''La Repubblica''.
''Nel formularla -aggiunge Verde- ritenendo di essere ancora un libero cittadino, non mi sono preventivamente consultato con alcuno.
Della stessa non ho parlato con il Comitato di presidenza ne' essa e' stata oggetto di valutazione nel corso dell'incontro con il Comitato che il Capo dello Stato ha voluto soprattutto per esaminare i problemi piu' urgenti della giustizia, che, come e' detto nel comunicato, sono quelli dell'efficienza''.
''Mi rattrista pero' -conclude il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura- che nelle azioni degli altri debbano sempre vedersi secondi fini.
Tengo a ribadire che non ho mai coltivato l'idea di essere depositario di verita', ma ho sempre cercato e continuo a cercare di rendere il mio servizio con assoluto interesse, avendo per obiettivo cio' che ritengo per il bene del Paese''.
321/91 4) Messa a disposizione: richiamo in ruolo 5) Ricorso improcedibile al TAR Campania 6) Approvazione della graduatoria della nomina ad Uditore giudiziario 7) Trasferimento 8) Passaggio diretto dell'esperto informatico C2 ing.
Gennuso al CSM 9) 10) Conferimento uffici direttivi superiorI 11) Ricorso al TAR Lazio 12) Copertura posti 13) Due posti di Consigliere della Corte di Cassazione ai sensi della Circolare … n.
34/99 14) Dichiarazioni del Presidente sull art.
106 della Costituzione 15) Pubblicazione dei posti di Commissario e Commissario aggiunto per la liquidazione degli usi civici per le Regioni Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Veneto 16) Pratiche Frate, Gentili e Gonzales 17) Richiesta di revoca del trasferimento: ricorso al TAR 18) Trasferimento ad altra sede per riunione al coniuge militare 19) Trasferimento Il CSM nelle agenzie di stampa GIUSTIZIA: DA CSM SI' A DIALOGO, MA RISPETTARE UGUAGLIANZA (AGI) - Roma, 16 Gen.
-A Palazzo dei Marescialli, sede del CSM, da una parte c'e chi dice che il Vice Presidente Verde ha solo "individuato una possibile soluzione tecnica ad un problema reale", che il suo e' stato un "tentativo di rilanciare il dialogo in chiave costruttiva"; dall'altra c'e' chi tiene a puntualizzare, visti gli sviluppi che sta avendo il dibattito sulla giustizia, che "qualsiasi ipotesi di reintroduzione di condizioni di impunita' non e' in coerenza con i principi di uguaglianza e di effettivita' della giurisdizione".
Al Consiglio, dunque, si parla con posizioni non univoche - fatta salva la precisazione di Verde di avere espresso solo "riflessioni personali" - degli sviluppi (congelamento dei processi a carico di parlamentari, presa in esame del modello spagnolo) che sta avendo il dibattito sulla giustizia.
Secondo il consigliere togato Ettore Ferrara (Unicost), la proposta di Verde di reintrodurre l'autorizzazione a procedere costituisce un contributo alla discussione sulla "configurazione piu' opportuna da darsi al 'filtro' da inserirsi per i processi riguardanti i parlamentari", "anche al fine di realizzare la necessaria omogeneizzazione con gli altri ordinamenti europei e per non correre il rischio del rinnovarsi degli abusi verificatisi nell'applicazione del vecchio istituto dell'autorizzazione a procedere".
"C'e' anche molto da riflettere - ha osservato Ferrara - sulla prospettata retroattivita' dell'eventuale modifica normativa.
Il problema, peraltro, e' politico, e come tale estraneo alle competenze dirette e immediate della magistratura, dovendo essere oggetto di valutazione e soluzione nella sede competente, che e' quella parlamentare".
"L'obbligatorieta' della legge nei confronti di tutti senza distinzione - hanno dal canto loro tenuto a far rilevare altri due togati del CSM, Gianfranco Gilardi e Sergio Mattone (MD) - e' un corollario specifico e, ad un tempo, un diretto presidio del principio costituzionale di uguaglianza, a garanzia del quale e' previsto che il controllo di legalita' affidato alla giurisdizione sia svolto da giudici autonomi, indipendenti e soggetti solo alla legge".
"Per quanto autorevolmente suggerita, o per quanto ispirata all'esigenza di recuperare un clima di corretto e sereno funzionamento istituzionale - hanno aggiunto - ogni ipotesi di reintroduzione di condizioni di impunita', anche in forme diverse dall'autorizzazione a procedere (e tanto piu' se con effetti retroattivi), non sembra la risposta piu' coerente con il principio di uguaglianza e con la garanzia di effettivita' della giurisdizione".
"In uno Stato di diritto - hanno ancora detto Gilardi e Mattone - l'investitura di potere politico non puo' comportare sottrazione od esenzione dal controllo di legalita', posto a tutela del corretto esercizio di goni funzione, pubblica o privata, e del generale interesse della collettivita'.
Il recupero di un clima di leale e corretta cooperazione istituzionale non puo' passare attraverso l'indebolimento del principio di legalita', ma implica che ciascuna istituzione, nell'ambito delle rispettive competenze, sia seriamente impegnata ad assicurare lo svolgimento dei processi e l'effettivita' della giurisdizione"."In questa fase del dibatitto sulla giustizia - l'osservazione e' stata fatta dal consigliere togato Margherita Cassano (di Magistratura Indipendente) - l'esigenza primaria e' quella di focalizzare l'attenzione sulle reali cause che impediscono la celebrazione di processi, sia in sede civile che in sede penale.
Occorre allontanare il dialogo, o se si vuole il terreno dello scontro, dal singolo processo a carico del singolo imputato, e varare invece regole che valgano per tutti i processi, per consentirne la celebrazione.
L'ordinamento complessivo non puo' di volta in volta adattare le regole a determinati processi".
Nello Rossi, togato di MD: "mi trovo a disagio nel muovermi sul terreno scivoloso delle proposte di 'soluzione politica' del problema giustizia (rinascita dell'autorizzazione a procedere, sospensione del processo nei confronti dei parlamentari, amnistia per i reati di Tangentopoli).
Il compito dei magistrati e' infatti assumere l'iniziativa di fronte a fatti di reato, svolgere indagini, celebrare processi, non quello di ricercare soluzioni politiche ed istituzionali piu' idonee per non perseguire alcuni reati e non celebrare determinati processi.
Percio' se proposte devono essere formulate su questo terreno e' naturale che vengano dal mondo della politica".
"Sul piano tecnico comunque - ha proseguito - non posso fare a meno di cogliere le differenze tra le diverse proposte in campo.
Il progetto piu' discutibile, almeno nel contesto italiano, e' quello del 'congelamento' dei processi penali nei confronti dei parlamentari, limitatamente alla durata del mandato (il cosidetto modello spagnolo).
Non mi auguro infatti che a legiferare in materia penale sia un parlamentare timoroso del suo fururo".
Da Rossi e' venuto anche un no alla rinascita dell'autorizzazione a procedere: "contro di essa - ha spiegato - sta una storia costellata di applicazioni criticatissime e di abusi".
E l'amnistia? "da sola, senza un profondo mutamento di costume e di stile politico-istituzionale - ha risposto il magistrato - non varrebbe ad evitare il riprodursi nel prossimo futuro di frizioni tra politici desiderosi di immunita' e magistrati doverosamente impegnati nel controllo di legalita'".
CSM: SABELLA TORNA IN MAGISTRATURA, SARA' PM A FIRENZEOK DA PLENUM, TINEBRA AVEVA SOPPRESSO SUO UFFICIO A DAP Roma, 16 gen.
(Adnkronos) - Alfonso Sabella rientra in magistratura e andra' ad occupare la poltrona di sostituto procuratore a Firenze.
Il via libera definitivo al nuovo incarico e' arrivato dal plenum del Csm, che all'unanimita' ha accolto la proposta della Terza commissione.
Nei giorni scorsi Sabella era stato al centro di un vero e proprio caso, dopo che il neo-direttore del Dap Giovanni Tinebra aveva deciso di sopprimere l'ufficio centrale dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di cui era responsabile: convocato l'8 gennaio scorso a Palazzo dei Marescialli ufficialmente per l'assegnazione del suo rientro in magistratura, durante l'audizione in terza commissione Sabella si era lamentato per il trattamento subito e aveva anche espresso preoccupazione per il fatto che in questo modo sarebbe stato messo a rischio il lavoro di monitoraggio che lui stava portando avanti nelle carceri.
A cominciare da quello sui tentativi di 'dissociazione' da parte di alcuni boss mafiosi sottoposti al regime del 'carcere duro'.
Sabella aveva definito illegittimo il provvedimento firmato da Tinebra e spiegato di aver subito una ''mortificazione funzionale''.
GIUSTIZIA: RADICALI: PREOCCUPANTE CONVERGENZA CIAMPI-CSMIL QUIRINALE NON PUO' AVALLARE CORPORATIVISMO GIUDICI Roma, 16 gen.
- (Adnkronos) - ''Non puo' non destare preoccupazione, anche alla luce delle inquietanti affermazioni contenute nelle relazioni di molti Procuratori Generali in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, il contenuto del comunicato stampa congiunto, emesso ieri dalla presidenza della Repubblica e dal Csm sulla giustizia, per il quale 'il metodo per attuare le necessarie innovazioni, con il concorso e l'impegno delle istituzioni e di tutti gli operatori, non puo' che essere quello del dialogo e del confronto'''.
Lo sottolinea, in una nota, il partito dei Radicali Italiani.
''Si finisce in questo modo con l'attribuire alla magistratura e al Csm, con l'avallo del presidente della Repubblica e contro la lettera della Costituzione, -afferma Marco Beltrandi, della direzione di Radicali- i connotati di corporazioni titolari di poteri concorrenti a quelli propri della politica, nell'esercizio della sempre piu' necessaria ed urgente potesta' legislativa in materia di riforma della giustizia''.
''Per ricostituire la Giustizia occorre prima di tutto e soprattutto -concludono i Radicali- dare effettivita' al dettato della Costituzione italiana, che statuisce il diritto-dovere del Parlamento di adottare provvedimenti legislativi anche a proposito di ordinamento giudiziario e di ogni misura attinente codici e procedure.
Si tratta della medesima Costituzione che attribuisce al presidente della Repubblica il ruolo di 'garante', e non di 'arbitro' della contesa politica.
Soltanto con la sottoscrizione delle nostre pdl di iniziativa popolare sulle quali stiamo raccogliendo le firme, gli italiani hanno la facolta' di restituire sovranita' al Parlamento e a loro stessi''.
GIUSTIZIA: VERDE, MIA PROPOSTA FRUTTO DI RIFLESSIONI PERSONALI''NEL FORMULARLA NON MI SONO CONSULTATO CON NESSUNO'' Roma, 16 gen.
- (Adnkronos) - ''La mia proposta di riconsiderare la necessita' di un filtro preventivo quando i processi penali riguardano parlamentari, specie se hanno responsabilita' politiche di rilievo, e' frutto di riflessioni personali, espresse in totale autonomia''.
Lo sottolinea il vicepresidente del Csm Giovanni Verde, nella lettera di precisazioni inviata oggi al quotidiano ''La Repubblica''.
''Nel formularla -aggiunge Verde- ritenendo di essere ancora un libero cittadino, non mi sono preventivamente consultato con alcuno.
Della stessa non ho parlato con il Comitato di presidenza ne' essa e' stata oggetto di valutazione nel corso dell'incontro con il Comitato che il Capo dello Stato ha voluto soprattutto per esaminare i problemi piu' urgenti della giustizia, che, come e' detto nel comunicato, sono quelli dell'efficienza''.
''Mi rattrista pero' -conclude il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura- che nelle azioni degli altri debbano sempre vedersi secondi fini.
Tengo a ribadire che non ho mai coltivato l'idea di essere depositario di verita', ma ho sempre cercato e continuo a cercare di rendere il mio servizio con assoluto interesse, avendo per obiettivo cio' che ritengo per il bene del Paese''.
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