Seduta pomeridiana All'ordine del giorno: 1) Richiamo in ruolo e assegnazione di sede
2) Ricorso al TAR Lazio
3) Trasferimento al Ministero della Giustizia
4) Ricorso al TAR
5) Istanza di scambio posto
6) Richiesta di trasferimento, intesa dalla Commissione come tramutamento ordinario
7) Richiesta di trasferimento ad altra sede, perchè coniugata a un Ufficiale della Guardia di Finanza
8) Istanza sull'handycap sui trasferimenti
9) Istanza sulla data di cessazione dell'aspettativa
10) Ricorso al TAR Lazio
11) Appello al Consiglio di Stato
12) Richiesta di trasferimento
13) Assegnazione alla … Cassazione
14) Incompatibilità
15) Nota del coordinatore dell'Ufficio del Giudice di pace, dr.
Cassaniti: rimozione 16) Nota del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro: limitazioni consentite per i vicepretori onorari; incompatibilità per l'ufficio monocratico o collegiale ? 17) Quesito sull'attività di insegnamento a tempo indeterminato incompatibile con l'attività di Giudice di pace 18) Nomina di Giudici di pace nel distretto della Corte di Appello di Ancona e di Salerno 19) Proposta di modifica dell'art.
49 del regolamento Il CSM nelle agenzie di stampa GIUSTIZIA: DAL CSM MD 'BOCCIA' AUTORIZZAZIONE A PROCEDEREROSSI, CONTRO LA RINASCITA E' LA STORIA DAL '48 AL '93GILARDI-MATTONE, NO A INDEBOLIRE PRINCIPI LEGALITA'UNICOST PIU' POSSIBILISTA, PROBLEMA E' REALE, DISCUTIAMONE Roma, 16 gen.
(Adnkronos) - Una ''possibile soluzione 'tecnica''' da approfondire, la definisce qualcuno.
Un ''indebolimento dei principi di legalita''', avvertono altri.
Continua a far discutere al Csm la proposta di rientrodurre l'autorizzazione a procedere per i parlamentari, lanciata due giorni fa dal vicepresidente Giovanni Verde e oggi indicata sulla stampa come uno degli ingredienti del 'patto segreto' con cui il Polo tenta di disinnescare lo scontro sulla giustizia.
Una proposta dalla quale prendono le distanze esplicitamente i consiglieri togati di Md Gianfranco Gilardi e Sergio Mattone, ai quali sostanzialmente si associa il collega Nello Rossi (''contro c'e' la storia'', ammonisce).
Mentre il togato di Unicost Ettore Ferrara si mostra piu' possibilista, anche se non nasconde la necessita' di una discussione approfondita.
''Come magistrato -premette Rossi- mi trovo sempre a disagio nel muovermi sul terreno scivoloso delle proposte di 'soluzione politica' del problema giustizia.
Compito dei magistrati e' infatti assumere l'iniziativa di fronte a fatti reato, svolgere indagini, celebrare processi, non quello di ricercare le soluzioni politiche ed istituzionali piu' idonee per non perseguire alcuni reati e non celebrare determinati processi''.
Ma ''sul piano tecnico'', aggiunge, tra le ''diverse proposte in campo'' si possono evidenziare le differenze.
Secondo Rossi, quindi, il progetto ''piu' discutibile'' e' quello del ''congelamento dei processi penali nei confronti dei parlamentari, limitatamente alla durata del mandato''.
''Non mi auguro -sostiene- che a legiferare in materia penale sia un parlamentare timoroso del suo futuro''.
Pollice verso anche sulla ''rinascita'' dell'autorizzazione a procedere.
''Contro -osserva Rossi- sta essenzialmente la storia italiana di questo istituto dal 1948 al 1993, una storia costellata di applicazioni criticatissime e di abusi: basta ricordare che l'autorizzazione e' stata negata anche in caso di procedimenti per omicidio colposo''.
Infine, l'ipotesi di un'amnistia, per la quale serve ''una piena assunzione di responsabilita' da parte del Parlamento''.
''Ma l'amnistia da sola, senza un profondo mutamento di costume e di stile politico istituzionale, non varrebbe ad evitare -sostiene Rossi- il riprodursi nel prossimo futuro di frizioni tra politici desiderosi di immunita' e magistrati doverosamente impegnati nel controllo di legalita'''.
Decisamente contrari all'ipotesi lanciata da Verde, Gilardi e Mattone.
''L'obbligatorieta' della legge nei confronti di tutti senza distinzione -sottolineano i due consiglieri di Md- e' un corollario specifico e un diretto presidio del principio di uguaglianza, caposaldo della Costituzione repubblicana, a garanzia del quale e' previsto che il controllo di legalita' affidato alla giurisdizione sia svolto da giudici autonomi, indipendenti e soggetti solo alla legge''.
Quindi, seppure ''autorevolmente suggerita'' e ''ispirata all'esigenza di recuperare un clima di corretto e sereno funzionamento istituzionale'', ogni ipotesi di ''reintroduzione di condizioni di impunita', anche in forme diverse dall'autorizzazione a procedere e tanto piu' se con effetti retroattivi, non sembra -affermano Gilardi e Mattone- la risposta piu' coerente con il principio di uguaglianza e con la garanzia di effettivita' della giurisdizione''.
''In uno Stato di diritto, l'investitura di potere politico -avvertono ancora i due consiglieri di palazzo dei Marescialli- non puo' comportare sottrazione o esenzione dal controllo di legalita', posto a tutela del corretto esercizio di ogni funzione e del generale interesse della collettivita'.
Il recupero di un clima di leale e corretta cooperazione istituzionale -ammoniscono Gilardi e Mattone- non puo' passare attraverso l'indebolimento del principio di legalita', ma implica che ciascuna istituzione, nell'ambito delle rispettive competenze, sia seriamente impegnata ad assicurare lo svolgimento dei processi e l'effettivita' della giurisdizione''.
Di diverso tono il commento di Ferrara.
''La proposta del vicepresidente Verde ha il merito quanto meno di aver individuato una possibile soluzione 'tecnica' ad un problema reale, che sta rischiando di stravolgere -avverte- il nostro sistema giudiziario.
E' il tentativo di rilanciare il dialogo, in chiave costruttiva, dopo che le vicende connesse alle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario hanno visto pericolosamente prevalere i 'falchi' dei contrapposti schieramenti''.
Certo, ammette il rappresentante di Unicost, si potra' discutere della ''configurazione piu' opportuna'' per i ''filtri'' che riguardano i processi in cui siano coinvolti parlamentari, anche ''per non correre il rischio del rinnovarsi degli abusi'' precedenti.
Cosi' come vi e' ''molto da riflettere'' sull'ipotesi che le nuove norme possano essere ''retroattive''.
''Ma il problema e' politico -osserva Ferrara- e come tale estraneo alle competenze dirette e immediate della magistratura''.
GIUSTIZIA: FRAGALA', DA CSM IRRISIONE VERSO PARLAMENTO Roma, 16 gen (Adnkronos) - ''Un preoccupante atteggiamento di irrisione verso il Parlamento''.
Cosi' il capogruppo di An in commissione Giustizia, Enzo Fragala', definisce l'episodio denunciato da Mario Serio riguardante l'articolo pubblicato dall' 'Unita'', nel quale paragona il discorso di Berlusconi a quello di Mussolini inserito nelle cartelline di ogni membro del Consiglio.
''A proposito di articoli -aggiunge l'esponente di An- invieremo oggi stesso al Vicepresidente del Csm, Giovanni Verde, quello scritto da Giancarlo Caselli su 'Le Monde' nel quale attaccava duramente Parlamento e governo.
Nella lettera di accompagnamento chiediamo al vicepresidente Verde e al ministro Castelli- se non sussistano le condizioni per delle serie sanzioni disciplinari''.
GIUSTIZIA: IL 'PATTO SEGRETO' SCOMPIGLIA I GIOCHINONOSTANTE LE SMENTITE, IL DIALOGO E' PIU' DIFFICILE (ANSA) - ROMA, 16 GEN - Tante smentite, nessuna conferma, molte preoccupazioni.
La notizia del ''patto segreto'' sulla giustizia, diffusa dalla ''Repubblica'', e' piombata improvvisa nel mondo politico dove, dopo le polemiche dei giorni scorsi, l'invito al dialogo appena reiterato dal Quirinale aveva cominciato ad essere preso in considerazione dai partiti.
E l'impressione e' che lo 'scoop' della 'Repubblica', autentico o fasullo che sia, non abbia facilitato il compito di chi cerca di ricucire le posizioni.
Lo schema di cui ha parlato il giornale diretto da Ezio Mauro (il ripristino dell'immunita' parlamentare e il blocco dei processi a Berlusconi in cambio della sostituzione del ministro Castelli con il piu' 'bipartisan' Vincenzo Caianiello) oggi ha trovato solo smentite.
A cominciare da quella del governo (prima col portavoce Paolo Bonaiuti e poi con lo stesso Berlusconi), fino a quella del vicepresidente del Csm Giovanni Verde.
Questi ha scritto alla 'Repubblica' smentendo che le sue recenti proposte sul ripristino dell'autorizzazione a procedere facessero parte di una strategia concertata, nella quale, come ipotizzava il quotidiano, potrebbero rientrare anche l'incontro di ieri al Quirinale e l'appello al dialogo (una strategia che avrebbe fra i suoi risultati, secondo il giornale, il sostegno del centrodestra alla nomina dello stesso Verde a giudice costituzionale).
Il ministro Castelli, al quale sarebbe toccata la parte dell'agnello sacrificale, si e' cosi' potuto sentire rassicurato; sia da Berlusconi, che lo ha sentito telefonicamente e che con i giornalisti, nell'escludere oggi qualsiasi rimpasto, ha citato esplicitamente il ministro della Giustizia, che da Umberto Bossi, il quale ha indicato in Castelli l'uomo che ha il compito di sconfiggere il ''neo-stalinismo'' di chi vuole che il potere giudiziario prevalga sulla sovranita' popolare.
Alla ridda di smentite del centrodestra ha fatto eco, da parte dei Ds, la constatazione di Luciano Violante, per il quale la storia del ''patto'' e' ''un'invenzione'', e comunque il dialogo non e' possibile con chi attacca la magistratura, pretende l'immunita' nei processi e blocca il passaggio di magistrati italiani all' organismo anticorruzione europeo.
Questa posizione non sembra pero' tranquillizzare del tutto la Margherita: Willer Bordon parla del patto come di un'ipotesi ''verosimile'', ma comunque ''inammissibile'', mentre per Dario Franceschini e' grave ''solo che se ne parli'' e ''sarebbe gravissimo se (il patto segreto) ci fosse''.
Qualche dubbio sembrano averlo anche esponenti della minoranza dei Ds, come Giovanna Melandri, per la quale l'Ulivo deve dare ora una risposta che smentisca queste ipotesi: avviare subito la costituzione dei comitati per i referendum che aboliscano le leggi volute dal governo Berlusconi sulle rogatorie e il falso in bilancio, smentendo cosi' nei fatti qualsiasi ipotesi di baratto con il centrodestra.
D'altra parte, le parole di Violante hanno provocato una polemica reazione da parte di Forza Italia.
Secondo il capogruppo alla Camera Elio Vito, Violante mette avanti ''ragioni strumentali'' che hanno come risultato quello di ''impedire il dialogo'', e come scopo ultimo quello di bloccare le riforme.
Un comportamento che pero', avverte Vito, non distoglie il governo dall'andare avanti , e ''con speditezza'', verso le riforme della giustizia.
Cassaniti: rimozione 16) Nota del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro: limitazioni consentite per i vicepretori onorari; incompatibilità per l'ufficio monocratico o collegiale ? 17) Quesito sull'attività di insegnamento a tempo indeterminato incompatibile con l'attività di Giudice di pace 18) Nomina di Giudici di pace nel distretto della Corte di Appello di Ancona e di Salerno 19) Proposta di modifica dell'art.
49 del regolamento Il CSM nelle agenzie di stampa GIUSTIZIA: DAL CSM MD 'BOCCIA' AUTORIZZAZIONE A PROCEDEREROSSI, CONTRO LA RINASCITA E' LA STORIA DAL '48 AL '93GILARDI-MATTONE, NO A INDEBOLIRE PRINCIPI LEGALITA'UNICOST PIU' POSSIBILISTA, PROBLEMA E' REALE, DISCUTIAMONE Roma, 16 gen.
(Adnkronos) - Una ''possibile soluzione 'tecnica''' da approfondire, la definisce qualcuno.
Un ''indebolimento dei principi di legalita''', avvertono altri.
Continua a far discutere al Csm la proposta di rientrodurre l'autorizzazione a procedere per i parlamentari, lanciata due giorni fa dal vicepresidente Giovanni Verde e oggi indicata sulla stampa come uno degli ingredienti del 'patto segreto' con cui il Polo tenta di disinnescare lo scontro sulla giustizia.
Una proposta dalla quale prendono le distanze esplicitamente i consiglieri togati di Md Gianfranco Gilardi e Sergio Mattone, ai quali sostanzialmente si associa il collega Nello Rossi (''contro c'e' la storia'', ammonisce).
Mentre il togato di Unicost Ettore Ferrara si mostra piu' possibilista, anche se non nasconde la necessita' di una discussione approfondita.
''Come magistrato -premette Rossi- mi trovo sempre a disagio nel muovermi sul terreno scivoloso delle proposte di 'soluzione politica' del problema giustizia.
Compito dei magistrati e' infatti assumere l'iniziativa di fronte a fatti reato, svolgere indagini, celebrare processi, non quello di ricercare le soluzioni politiche ed istituzionali piu' idonee per non perseguire alcuni reati e non celebrare determinati processi''.
Ma ''sul piano tecnico'', aggiunge, tra le ''diverse proposte in campo'' si possono evidenziare le differenze.
Secondo Rossi, quindi, il progetto ''piu' discutibile'' e' quello del ''congelamento dei processi penali nei confronti dei parlamentari, limitatamente alla durata del mandato''.
''Non mi auguro -sostiene- che a legiferare in materia penale sia un parlamentare timoroso del suo futuro''.
Pollice verso anche sulla ''rinascita'' dell'autorizzazione a procedere.
''Contro -osserva Rossi- sta essenzialmente la storia italiana di questo istituto dal 1948 al 1993, una storia costellata di applicazioni criticatissime e di abusi: basta ricordare che l'autorizzazione e' stata negata anche in caso di procedimenti per omicidio colposo''.
Infine, l'ipotesi di un'amnistia, per la quale serve ''una piena assunzione di responsabilita' da parte del Parlamento''.
''Ma l'amnistia da sola, senza un profondo mutamento di costume e di stile politico istituzionale, non varrebbe ad evitare -sostiene Rossi- il riprodursi nel prossimo futuro di frizioni tra politici desiderosi di immunita' e magistrati doverosamente impegnati nel controllo di legalita'''.
Decisamente contrari all'ipotesi lanciata da Verde, Gilardi e Mattone.
''L'obbligatorieta' della legge nei confronti di tutti senza distinzione -sottolineano i due consiglieri di Md- e' un corollario specifico e un diretto presidio del principio di uguaglianza, caposaldo della Costituzione repubblicana, a garanzia del quale e' previsto che il controllo di legalita' affidato alla giurisdizione sia svolto da giudici autonomi, indipendenti e soggetti solo alla legge''.
Quindi, seppure ''autorevolmente suggerita'' e ''ispirata all'esigenza di recuperare un clima di corretto e sereno funzionamento istituzionale'', ogni ipotesi di ''reintroduzione di condizioni di impunita', anche in forme diverse dall'autorizzazione a procedere e tanto piu' se con effetti retroattivi, non sembra -affermano Gilardi e Mattone- la risposta piu' coerente con il principio di uguaglianza e con la garanzia di effettivita' della giurisdizione''.
''In uno Stato di diritto, l'investitura di potere politico -avvertono ancora i due consiglieri di palazzo dei Marescialli- non puo' comportare sottrazione o esenzione dal controllo di legalita', posto a tutela del corretto esercizio di ogni funzione e del generale interesse della collettivita'.
Il recupero di un clima di leale e corretta cooperazione istituzionale -ammoniscono Gilardi e Mattone- non puo' passare attraverso l'indebolimento del principio di legalita', ma implica che ciascuna istituzione, nell'ambito delle rispettive competenze, sia seriamente impegnata ad assicurare lo svolgimento dei processi e l'effettivita' della giurisdizione''.
Di diverso tono il commento di Ferrara.
''La proposta del vicepresidente Verde ha il merito quanto meno di aver individuato una possibile soluzione 'tecnica' ad un problema reale, che sta rischiando di stravolgere -avverte- il nostro sistema giudiziario.
E' il tentativo di rilanciare il dialogo, in chiave costruttiva, dopo che le vicende connesse alle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario hanno visto pericolosamente prevalere i 'falchi' dei contrapposti schieramenti''.
Certo, ammette il rappresentante di Unicost, si potra' discutere della ''configurazione piu' opportuna'' per i ''filtri'' che riguardano i processi in cui siano coinvolti parlamentari, anche ''per non correre il rischio del rinnovarsi degli abusi'' precedenti.
Cosi' come vi e' ''molto da riflettere'' sull'ipotesi che le nuove norme possano essere ''retroattive''.
''Ma il problema e' politico -osserva Ferrara- e come tale estraneo alle competenze dirette e immediate della magistratura''.
GIUSTIZIA: FRAGALA', DA CSM IRRISIONE VERSO PARLAMENTO Roma, 16 gen (Adnkronos) - ''Un preoccupante atteggiamento di irrisione verso il Parlamento''.
Cosi' il capogruppo di An in commissione Giustizia, Enzo Fragala', definisce l'episodio denunciato da Mario Serio riguardante l'articolo pubblicato dall' 'Unita'', nel quale paragona il discorso di Berlusconi a quello di Mussolini inserito nelle cartelline di ogni membro del Consiglio.
''A proposito di articoli -aggiunge l'esponente di An- invieremo oggi stesso al Vicepresidente del Csm, Giovanni Verde, quello scritto da Giancarlo Caselli su 'Le Monde' nel quale attaccava duramente Parlamento e governo.
Nella lettera di accompagnamento chiediamo al vicepresidente Verde e al ministro Castelli- se non sussistano le condizioni per delle serie sanzioni disciplinari''.
GIUSTIZIA: IL 'PATTO SEGRETO' SCOMPIGLIA I GIOCHINONOSTANTE LE SMENTITE, IL DIALOGO E' PIU' DIFFICILE (ANSA) - ROMA, 16 GEN - Tante smentite, nessuna conferma, molte preoccupazioni.
La notizia del ''patto segreto'' sulla giustizia, diffusa dalla ''Repubblica'', e' piombata improvvisa nel mondo politico dove, dopo le polemiche dei giorni scorsi, l'invito al dialogo appena reiterato dal Quirinale aveva cominciato ad essere preso in considerazione dai partiti.
E l'impressione e' che lo 'scoop' della 'Repubblica', autentico o fasullo che sia, non abbia facilitato il compito di chi cerca di ricucire le posizioni.
Lo schema di cui ha parlato il giornale diretto da Ezio Mauro (il ripristino dell'immunita' parlamentare e il blocco dei processi a Berlusconi in cambio della sostituzione del ministro Castelli con il piu' 'bipartisan' Vincenzo Caianiello) oggi ha trovato solo smentite.
A cominciare da quella del governo (prima col portavoce Paolo Bonaiuti e poi con lo stesso Berlusconi), fino a quella del vicepresidente del Csm Giovanni Verde.
Questi ha scritto alla 'Repubblica' smentendo che le sue recenti proposte sul ripristino dell'autorizzazione a procedere facessero parte di una strategia concertata, nella quale, come ipotizzava il quotidiano, potrebbero rientrare anche l'incontro di ieri al Quirinale e l'appello al dialogo (una strategia che avrebbe fra i suoi risultati, secondo il giornale, il sostegno del centrodestra alla nomina dello stesso Verde a giudice costituzionale).
Il ministro Castelli, al quale sarebbe toccata la parte dell'agnello sacrificale, si e' cosi' potuto sentire rassicurato; sia da Berlusconi, che lo ha sentito telefonicamente e che con i giornalisti, nell'escludere oggi qualsiasi rimpasto, ha citato esplicitamente il ministro della Giustizia, che da Umberto Bossi, il quale ha indicato in Castelli l'uomo che ha il compito di sconfiggere il ''neo-stalinismo'' di chi vuole che il potere giudiziario prevalga sulla sovranita' popolare.
Alla ridda di smentite del centrodestra ha fatto eco, da parte dei Ds, la constatazione di Luciano Violante, per il quale la storia del ''patto'' e' ''un'invenzione'', e comunque il dialogo non e' possibile con chi attacca la magistratura, pretende l'immunita' nei processi e blocca il passaggio di magistrati italiani all' organismo anticorruzione europeo.
Questa posizione non sembra pero' tranquillizzare del tutto la Margherita: Willer Bordon parla del patto come di un'ipotesi ''verosimile'', ma comunque ''inammissibile'', mentre per Dario Franceschini e' grave ''solo che se ne parli'' e ''sarebbe gravissimo se (il patto segreto) ci fosse''.
Qualche dubbio sembrano averlo anche esponenti della minoranza dei Ds, come Giovanna Melandri, per la quale l'Ulivo deve dare ora una risposta che smentisca queste ipotesi: avviare subito la costituzione dei comitati per i referendum che aboliscano le leggi volute dal governo Berlusconi sulle rogatorie e il falso in bilancio, smentendo cosi' nei fatti qualsiasi ipotesi di baratto con il centrodestra.
D'altra parte, le parole di Violante hanno provocato una polemica reazione da parte di Forza Italia.
Secondo il capogruppo alla Camera Elio Vito, Violante mette avanti ''ragioni strumentali'' che hanno come risultato quello di ''impedire il dialogo'', e come scopo ultimo quello di bloccare le riforme.
Un comportamento che pero', avverte Vito, non distoglie il governo dall'andare avanti , e ''con speditezza'', verso le riforme della giustizia.
leggi tutto
riduci























