Seduta antimeridiana All'ordine del giorno: 1) Ordine del giorno speciale, sezione A e B
2) Incarico extragiudiziario
3) Inserimento nel ruolo del CSM del personale dell'area B, posizione economica B1
4) Proroga delle applicazioni extradistrettuali
5) Quesito del Presidente della Corte di Appello di Roma sulle difficoltà di organizzazione in relazione alle sopravvenienze a Roma dei processi collegati alla Legge Pinto: 220 al mese
6) Revoca dell'applicazione extradistrettuale
7) Quesito del Presidente della Corte di Appello di Roma sulle difficoltà di organizzazione in relazione alle … sopravvenienze a Perugia dei processi collegati alla Legge Pinto e altre sopravvenienze
8) Applicazioni extradistrettuali
9) Segnalazione al Ministro della situazione relativa all'applicazione extradistrettuale
10) Nomine e conferme di viceprocuratori onorari di Foggia e Palermo
11) Autorizzazione all'utilizzazione del professionista
12) Un quesito dell'Unione Nazionale Giudici di pace in ordine all'individuazione del trattamento indennitario dei Giudici di pace che esplicano competenze penali
13) Incompatibilità tra Giudice di pace e incarico di Difensore civico
14) GOA compatibile con funzioni di arbitro
15) Nota del Presidente della Corte di Appello di Brescia: decadenza per incompatibilità rimossa
16) Nomina dei Giudici di pace della Corte di Appello di Firenze e per quella di Napoli
17) Quesiti in materia di autorizzazione degli incarichi didattici conferiti a Magistrati nell'ambito dei concorsi attivati dalle Scuole di specializzazione per le professioni legali
18) Incarichi extragiudiziari
19) Ricorso al TAR Lazio
20) Costituzione nel giudizio davanti alla Corte Costituzionale
21) Sentenza del TAR Lazio che ha respinto il ricorso del dr.
Giordano 22) Domanda di conferma per l'aspettativa per anzianità 23) Richiesta di copia di elaborati 24) Nomina dei referenti distrettuali per la formazione dell'area A 25) Due incontri di studio per i corsi di aggiornamento per Magistrati 26) Una correzione per un seminario Il CSM nelle agenzie di stampa SENATO: CSM, CASTELLI, SOLO PRIMA TAPPA VERSO VERA RIFORMA GUARDASIGILLI DIFENDE DDL E POLEMIZZA CON ULIVO (ANSA) - ROMA, 13 FEB - Governo e maggioranza non hanno alcuna intenzione di ''colpire i magistrati'' ne' di limitare le loro prerogative; la riforma elettorale del Csm e' indispensabile per ''restituire serenita''' all'organo di autogoverno della magistratura.
Cosi' Roberto Castelli ha difeso, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama, le proposte della Cdl e di Palazzo Chigi sul Csm.
''E' solo una prima tappa - ha spiegato il ministro della giustizia - all'interno di un quadro globale di riforme sulla giustizia sul quale il governo ha le idee molto chiare.
Si tratta di riforme che si dipaneranno molto rapidamente''.
Il ministro ha apertamente respinto tutte le accuse rivolte dalle opposizioni al governo sul Csm sottolineando che la modifica del meccanismo elettorale si e' resa necessaria ''solo per riportare quest'organismo al dettato costituzionale''.
''Mi rendo conto - ha aggiunto - che questo e' un fatto rivoluzionario, almeno a giudicare da come sono andati i rapporti tra politica e magistratura negli ultimi decenni''.''E' un banalissimo espediente dialettico - ha detto Castelli rivolto alle opposizioni - sostenere che abbiamo proposto la riforma elettorale del Csm per colpire i magistrati.
Il meccanismo elettorale che proponiamo per l'organo di autogoverno degli 8000 magistrati italiani ci sembra piu' indicato a rappresentarli.
E' comunque solo un tassello nella costruzione della grande casa della riforma della giustizia''.
Castelli ha quindi assicurato che in realta' con questo Ddl ''nessuno potra' impedire ai magistrati di continuare a organizzare candidature e cordate.
A differenza del passato, pero', ci sara' spazio anche per coloro che vogliono candidarsi senza dover necessariamente far parte di una associazione''.
Il Guardasigilli ha replicato punto su punto a molte delle tesi dell'Ulivo, prima tra tutte quella secondo la quale l'attuale maggioranza sarebbe succube di Palazzo Chigi: ''il mio governo - ha detto Castelli - e' assolutamente rispettoso delle prerogative parlamentari.
Invece questo Senato nella scorsa legislatura si era ridotto a fare da notaio a decisioni governative prese col metodo della concertazione con organismi che non erano composti neppure da eletti.
Noi non accettiamo questo metodo.
A noi tutto questo non va bene''.
Quanto poi all'indisponibilita' ad accettare emendamenti delle opposizioni, Castelli ha cosi' polemizzato: ''abbiamo accettato e siamo pronti ad accettare ancora piu' modifiche a questa legge sul Csm di quante l'Ulivo ne abbia accettate da parte della Cdl in tutta la scorsa legislatura''.
''DA 30 A 21 COMPONENTI? PRIVILEGIAMO EFFICIENZA A RAPPRESENTATIVITA''' Roma, 13 gen.
(Adnkronos) - ''Il sistema correntizio che si e' instaurato nel Csm non funziona.
Con la riforma avremo un Consiglio che funzionera' meglio''.
Roberto Castelli presenta cosi', nella replica al dibattito del Senato, la riforma del sistema elettorale del Csm che il governo intende condurre in porto.
E liquida in una battuta le critiche relative alla riduzione dei componenti da 30 a 21.
''Se il Consiglio deve essere il luogo di autogoverno e direzione della magistratura, come recita l'articolo 105 della Costituzione -dice- noi volgiamo semplicemente riportare la situazione al dettato costituzionale.
Mi rendo conto che questo e' un fatto rivoluzionario per come e' andato avanti il rapporto magistratura-potere politico in questi anni, ma questo e' quello che vogliamo fare.
Se questa deve essere la funzione del Csm e' chiaro che bisogna privilegiare non la rappresentativita', ma l'efficienza''.
''Il punto sul quale dobbiamo soffermarci -spiega il Guardasigilli- e' se la giustizia in Italia funziona o no.
Credo che questo sia il tema, al di la' di tutte le discussioni legate alla virtuosita' o meno delle correnti e alla necessita' di preservare il pluralismo nel Csm.
Se tutti, maggioranza, opposizione, magistrati, avvocatura, societa' civile, siamo d'accordo che la giustizia, cosi' com'e' oggi il sistema, non funziona, allora si rendono necessarie alcune riforme globali.
E tra queste anche quella, che personalmente ritengo la piu' importante, relativa al sistema di elezione del Csm.
Questo e' il dato, se volete anche banale, ma fondamentale dal quale e' partito il governo.
Abbiamo stabilito un sistema di elezione assolutamente democratico, quindi libero e segreto, in cui chi vuole organizzarsi e' libero di farlo.
La novita' e' nella possibilita' di candidarsi offerta ai singoli al di fuori delle correnti''.
Castelli descrive un sistema elettorale ''nel quale 8 mila magistrati eleggono il candidato che ritengono piu' indicato a rappresentarli.
E' questa la finalita' che si propone il disegno di legge: niente di piu', niente di meno.
Si tratta semplicemente di un tassello nella costruzione della grande riforma della giustizia.
E va considerata -aggiunge il ministro- all'interno di un progetto complessivo che si dispieghera' progressivamente.
Il governo ha idee molto chiare in proposito e sta elaborando vari disegni di legge.
Il quadro globale si delineera' molto rapidamente''.
CSM: CALVI (DS), RIFORMA INEFFICACE E PERICOLOSA (ANSA) - ROMA, 13 FEB - Il senatore dei Ds Guido Calvi giudica come ''inefficace e pericolosa'' la riforma del Csm in discussione al Senato e preannuncia una ferma opposizione.
''Le modifiche apportate in commissione dalla maggioranza - dice Calvi - ne fanno un provvedimento pericoloso''.
Secondo Calvi, in particolare, e' ''irragionevole'' diminuire il numero dei componenti del Csm portandolo da 30 a 21.
Un Csm ridotto, sottolinea il senatore diessino, avra' problemi di funzionalita' e saranno messi in crisi ''i principi dell'indipendenza della magistratura''.
''Si tratta di un'autentica delegittimazione del Csm che lascia prefigurare interventi successivi sull'unita' della magistratura e sul potere di iniziativa dei Pm.
Siamo solo all'inizio di un percorso oscuro e pericoloso che tende all'elusione del controllo di giurisdizione e all'indebolimento dello stato di diritto''.
ROGATORIE: DI CAGNO (CSM), AMAREZZA PER FIGURA ITALIA (ANSA) - ROMA, 13 FEB - ''Provo amarezza per la non esaltante figura del mio Paese a livello internazionale''.
Il consigliere del Csm, Gianni Di Cagno (Ds) commenta cosi' la decisione della Svizzera di non ratificare la legge sulle rogatorie.
''Purtroppo - sottolinea - e' la logica conclusione del processo che aveva portato la maggioranza parlamentare a stravolgere la lettera e lo spirito dell'originario accordo di cooperazione italo-svizzero.
Mi auguro, ora, - conclude - che chi di dovere abbia imparato la lezione e che non si commettanno nuovamente gli stessi errori, pur su piani diversi, in occasione della ratifica della convenzione in materia di cooperazione giudiziaria tra gli stati membri dell'Unione europea''.
CSM:IN ATTESA DELLA RIFORMA, LE PRIME IPOTESI SUI CANDIDATI TRA I 'PAPABILI' , IL VICE PRESIDENTE DELL'ANM GIOVANNI SALVI (ANSA) - ROMA, 13 FEB - In attesa della riforma elettorale del Csm circolano le prime ipotesi sui magistrati candidati delle correnti a diventare i prossimi ''inquilini'' di Palazzo dei marescialli.
Indicazioni da prendere con il beneficio di inventario visto che allo stato non si sa ne' da quanti componenti sara' composto il prossimo Csm, ne' in che modo saranno eletti.
Il nome piu' in vista e' quello di Giovanni Salvi, sostituto procuratore a Roma e attuale vice presidente dell'Associazione nazionale magistrati; oltre a lui, Magistratura democratica potrebbe far scendere in campo il presidente, Livio Pepino, sostituto pg in Cassazione e il segretario della corrente Claudio Castelli, che e' gia' stato componente del Csm nella precedente consiliatura.
Magistratura Indipendente punterebbe le sue carte tra gli altri sul segretario dell'Anm Francesco Lo Voi, pm a Palermo, su Giovanni Mammone, giudice applicato in Cassazione, su Domenico Iannelli, consigliere presso la Suprema Corte e su Nicola Mazzamuto, giudice di sorveglianza a Palermo.
La corrente che e' in fase piu' avanzata nella scelta dei magistrati da proporre alla prossima tornata -l'attuale Csm scade a luglio - e' comunque Unita' per la Costituzione, il gruppo di togati maggioritario e che oggi in Consiglio puo' contare su otto rappresentanti.Martedi' prossimo sara' presentato il candidato per Roma, il giudice Nello Stabile, attualmente presidente della sezione dell'Anm della capitale.
E viene considerata sicura anche la candidatura del sostituto procuratore milanese Fabio Roia, oggi componente della giunta dell'Anm e del segretario di Unicost Luigi Riello, magistrato a Napoli.
Tra gli altri possibili nomi in pista per il gruppo , quelli di Teresa Benvenuto, sostituto procuratore a Torino, di Giuseppe Meliado', giudice a Catania, di Vladimiro De Nunzio, sostituto pg in Cassazione e di Lanfranco Tenaglia, giudice a Venezia.
Per quanto riguarda il Movimento per la giustizia , tra le ipotesi possibili, ci sarebbe la candidatura del segretario Mimmo Carcano e di Massimo Russo, sostituto procuratore a Palermo e segretario della sezione locale dell'Anm.
Giordano 22) Domanda di conferma per l'aspettativa per anzianità 23) Richiesta di copia di elaborati 24) Nomina dei referenti distrettuali per la formazione dell'area A 25) Due incontri di studio per i corsi di aggiornamento per Magistrati 26) Una correzione per un seminario Il CSM nelle agenzie di stampa SENATO: CSM, CASTELLI, SOLO PRIMA TAPPA VERSO VERA RIFORMA GUARDASIGILLI DIFENDE DDL E POLEMIZZA CON ULIVO (ANSA) - ROMA, 13 FEB - Governo e maggioranza non hanno alcuna intenzione di ''colpire i magistrati'' ne' di limitare le loro prerogative; la riforma elettorale del Csm e' indispensabile per ''restituire serenita''' all'organo di autogoverno della magistratura.
Cosi' Roberto Castelli ha difeso, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama, le proposte della Cdl e di Palazzo Chigi sul Csm.
''E' solo una prima tappa - ha spiegato il ministro della giustizia - all'interno di un quadro globale di riforme sulla giustizia sul quale il governo ha le idee molto chiare.
Si tratta di riforme che si dipaneranno molto rapidamente''.
Il ministro ha apertamente respinto tutte le accuse rivolte dalle opposizioni al governo sul Csm sottolineando che la modifica del meccanismo elettorale si e' resa necessaria ''solo per riportare quest'organismo al dettato costituzionale''.
''Mi rendo conto - ha aggiunto - che questo e' un fatto rivoluzionario, almeno a giudicare da come sono andati i rapporti tra politica e magistratura negli ultimi decenni''.''E' un banalissimo espediente dialettico - ha detto Castelli rivolto alle opposizioni - sostenere che abbiamo proposto la riforma elettorale del Csm per colpire i magistrati.
Il meccanismo elettorale che proponiamo per l'organo di autogoverno degli 8000 magistrati italiani ci sembra piu' indicato a rappresentarli.
E' comunque solo un tassello nella costruzione della grande casa della riforma della giustizia''.
Castelli ha quindi assicurato che in realta' con questo Ddl ''nessuno potra' impedire ai magistrati di continuare a organizzare candidature e cordate.
A differenza del passato, pero', ci sara' spazio anche per coloro che vogliono candidarsi senza dover necessariamente far parte di una associazione''.
Il Guardasigilli ha replicato punto su punto a molte delle tesi dell'Ulivo, prima tra tutte quella secondo la quale l'attuale maggioranza sarebbe succube di Palazzo Chigi: ''il mio governo - ha detto Castelli - e' assolutamente rispettoso delle prerogative parlamentari.
Invece questo Senato nella scorsa legislatura si era ridotto a fare da notaio a decisioni governative prese col metodo della concertazione con organismi che non erano composti neppure da eletti.
Noi non accettiamo questo metodo.
A noi tutto questo non va bene''.
Quanto poi all'indisponibilita' ad accettare emendamenti delle opposizioni, Castelli ha cosi' polemizzato: ''abbiamo accettato e siamo pronti ad accettare ancora piu' modifiche a questa legge sul Csm di quante l'Ulivo ne abbia accettate da parte della Cdl in tutta la scorsa legislatura''.
''DA 30 A 21 COMPONENTI? PRIVILEGIAMO EFFICIENZA A RAPPRESENTATIVITA''' Roma, 13 gen.
(Adnkronos) - ''Il sistema correntizio che si e' instaurato nel Csm non funziona.
Con la riforma avremo un Consiglio che funzionera' meglio''.
Roberto Castelli presenta cosi', nella replica al dibattito del Senato, la riforma del sistema elettorale del Csm che il governo intende condurre in porto.
E liquida in una battuta le critiche relative alla riduzione dei componenti da 30 a 21.
''Se il Consiglio deve essere il luogo di autogoverno e direzione della magistratura, come recita l'articolo 105 della Costituzione -dice- noi volgiamo semplicemente riportare la situazione al dettato costituzionale.
Mi rendo conto che questo e' un fatto rivoluzionario per come e' andato avanti il rapporto magistratura-potere politico in questi anni, ma questo e' quello che vogliamo fare.
Se questa deve essere la funzione del Csm e' chiaro che bisogna privilegiare non la rappresentativita', ma l'efficienza''.
''Il punto sul quale dobbiamo soffermarci -spiega il Guardasigilli- e' se la giustizia in Italia funziona o no.
Credo che questo sia il tema, al di la' di tutte le discussioni legate alla virtuosita' o meno delle correnti e alla necessita' di preservare il pluralismo nel Csm.
Se tutti, maggioranza, opposizione, magistrati, avvocatura, societa' civile, siamo d'accordo che la giustizia, cosi' com'e' oggi il sistema, non funziona, allora si rendono necessarie alcune riforme globali.
E tra queste anche quella, che personalmente ritengo la piu' importante, relativa al sistema di elezione del Csm.
Questo e' il dato, se volete anche banale, ma fondamentale dal quale e' partito il governo.
Abbiamo stabilito un sistema di elezione assolutamente democratico, quindi libero e segreto, in cui chi vuole organizzarsi e' libero di farlo.
La novita' e' nella possibilita' di candidarsi offerta ai singoli al di fuori delle correnti''.
Castelli descrive un sistema elettorale ''nel quale 8 mila magistrati eleggono il candidato che ritengono piu' indicato a rappresentarli.
E' questa la finalita' che si propone il disegno di legge: niente di piu', niente di meno.
Si tratta semplicemente di un tassello nella costruzione della grande riforma della giustizia.
E va considerata -aggiunge il ministro- all'interno di un progetto complessivo che si dispieghera' progressivamente.
Il governo ha idee molto chiare in proposito e sta elaborando vari disegni di legge.
Il quadro globale si delineera' molto rapidamente''.
CSM: CALVI (DS), RIFORMA INEFFICACE E PERICOLOSA (ANSA) - ROMA, 13 FEB - Il senatore dei Ds Guido Calvi giudica come ''inefficace e pericolosa'' la riforma del Csm in discussione al Senato e preannuncia una ferma opposizione.
''Le modifiche apportate in commissione dalla maggioranza - dice Calvi - ne fanno un provvedimento pericoloso''.
Secondo Calvi, in particolare, e' ''irragionevole'' diminuire il numero dei componenti del Csm portandolo da 30 a 21.
Un Csm ridotto, sottolinea il senatore diessino, avra' problemi di funzionalita' e saranno messi in crisi ''i principi dell'indipendenza della magistratura''.
''Si tratta di un'autentica delegittimazione del Csm che lascia prefigurare interventi successivi sull'unita' della magistratura e sul potere di iniziativa dei Pm.
Siamo solo all'inizio di un percorso oscuro e pericoloso che tende all'elusione del controllo di giurisdizione e all'indebolimento dello stato di diritto''.
ROGATORIE: DI CAGNO (CSM), AMAREZZA PER FIGURA ITALIA (ANSA) - ROMA, 13 FEB - ''Provo amarezza per la non esaltante figura del mio Paese a livello internazionale''.
Il consigliere del Csm, Gianni Di Cagno (Ds) commenta cosi' la decisione della Svizzera di non ratificare la legge sulle rogatorie.
''Purtroppo - sottolinea - e' la logica conclusione del processo che aveva portato la maggioranza parlamentare a stravolgere la lettera e lo spirito dell'originario accordo di cooperazione italo-svizzero.
Mi auguro, ora, - conclude - che chi di dovere abbia imparato la lezione e che non si commettanno nuovamente gli stessi errori, pur su piani diversi, in occasione della ratifica della convenzione in materia di cooperazione giudiziaria tra gli stati membri dell'Unione europea''.
CSM:IN ATTESA DELLA RIFORMA, LE PRIME IPOTESI SUI CANDIDATI TRA I 'PAPABILI' , IL VICE PRESIDENTE DELL'ANM GIOVANNI SALVI (ANSA) - ROMA, 13 FEB - In attesa della riforma elettorale del Csm circolano le prime ipotesi sui magistrati candidati delle correnti a diventare i prossimi ''inquilini'' di Palazzo dei marescialli.
Indicazioni da prendere con il beneficio di inventario visto che allo stato non si sa ne' da quanti componenti sara' composto il prossimo Csm, ne' in che modo saranno eletti.
Il nome piu' in vista e' quello di Giovanni Salvi, sostituto procuratore a Roma e attuale vice presidente dell'Associazione nazionale magistrati; oltre a lui, Magistratura democratica potrebbe far scendere in campo il presidente, Livio Pepino, sostituto pg in Cassazione e il segretario della corrente Claudio Castelli, che e' gia' stato componente del Csm nella precedente consiliatura.
Magistratura Indipendente punterebbe le sue carte tra gli altri sul segretario dell'Anm Francesco Lo Voi, pm a Palermo, su Giovanni Mammone, giudice applicato in Cassazione, su Domenico Iannelli, consigliere presso la Suprema Corte e su Nicola Mazzamuto, giudice di sorveglianza a Palermo.
La corrente che e' in fase piu' avanzata nella scelta dei magistrati da proporre alla prossima tornata -l'attuale Csm scade a luglio - e' comunque Unita' per la Costituzione, il gruppo di togati maggioritario e che oggi in Consiglio puo' contare su otto rappresentanti.Martedi' prossimo sara' presentato il candidato per Roma, il giudice Nello Stabile, attualmente presidente della sezione dell'Anm della capitale.
E viene considerata sicura anche la candidatura del sostituto procuratore milanese Fabio Roia, oggi componente della giunta dell'Anm e del segretario di Unicost Luigi Riello, magistrato a Napoli.
Tra gli altri possibili nomi in pista per il gruppo , quelli di Teresa Benvenuto, sostituto procuratore a Torino, di Giuseppe Meliado', giudice a Catania, di Vladimiro De Nunzio, sostituto pg in Cassazione e di Lanfranco Tenaglia, giudice a Venezia.
Per quanto riguarda il Movimento per la giustizia , tra le ipotesi possibili, ci sarebbe la candidatura del segretario Mimmo Carcano e di Massimo Russo, sostituto procuratore a Palermo e segretario della sezione locale dell'Anm.
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