Il CSM nelle agenzie di stampa CSM: COMMISSIONE, NUOVO CONCORSO PER PROCURATORE ANTIMAFIA GIUSTIZIA: PROCURATORE ANTIMAFIA, CSM RIAPRE CONCORSO TORNA IN PISTA CASELLI E VIGNA SI CANDIDA PER PROCURA PISTOIA (ANSA) - ROMA, 19 MAG - Il Csm riapre i termini del concorso per la nomina del nuovo procuratore nazionale antimafia:þle domande gia' presentate restano valide, ma entro una quindicina di giorni potranno candidarsi nuovi concorrenti.La decisione del plenum e' passata a maggioranza, con il si' dei laici di entrambi gli schieramenti e delle correnti moderate, Unita' per la Costituzione e … Magistratura Indipendente e del primo presidente della Cassazione Nicola Marvulli.
Si sono invece astenuti i togati di sinistra,cioe' quelli di Magistratura democratica e del Movimento per la giustizia, che avrebbero voluto che sulla legge che ha prorogato nel suo incarico l'attuale procuratore Piero Luigi Vigna sino al primo agosto prossimo il Csm sollevasse conflitto di attribuzione davanti alla Consulta.
Intanto Vigna, che ad agosto compira' 72 anni , ha presentato la sua candidatura al Csm per il posto di procuratore presso il tribunale di Pistoia.
Una poltrona per la quale ha moltissime chanches, considerato che oltre all'Antimafia ha gia' guidato la procura di Firenze e la sua considerevole anzianita' professionale.
Per quanto riguarda invece la sua successione alla procura di via Giulia, la mancata approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario fa ritornare in pista tra i candidati piu' accreditati a prenderne il posto, oltre al procuratore di Palermo Piero Grasso, anche il suo predecessore Giancarlo Caselli.
Anche se ora divenisse legge, non farebbe in tempo a divenire operativa ,essendo necessari per l'attuazione i decreti delegati, la norma in essa contenuta che stabilisce che i candidati ad incarichi direttivi debbano assicurare quattro anni di permanenza nel nuovo ufficio.
Se la riforma fosse stata approvata per tempo Caselli sarebbe rimasto fuori perche' ha gia' 66 anni e per pochi mesi non avrebbe potuto garantire la piena copertura dell'arco temporale previsto dalla legge.
ANCORA INCERTE NOMINE PRESIDENTI DI SEZIONE CASSAZIONE Roma, 17 mag.
(Adnkronos) - Al Csm prevale ancora l'incertezza sulle nomine dei 9 presidenti di sezione della Cassazione.
Una decisione gia' piu' volte rinviata, in attesa di sciogliere il 'nodo' legato ad uno dei candidati di minoranza, Claudio Vitalone: nessuna scelta se prima non si sara' proceduto alla ricostruzione della mia carriera, ha scritto il magistrato ai consiglieri di Palazzo dei Marescialli, rivolgendosi direttamente al capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che del Csm e' il presidente.
Vitalone ha rivendicato, in base alla legge che disciplina il reintegro per i magistrati sospesi dal servizio perche' coinvolti in vicende giudiziarie ma poi assolti, il ''diritto'' a vedersi riconosciuta l'anzianita' di consigliere di Cassazione dal '93, quando la sua nomina non ando' in porto a causa del coinvolgimento nel processo per l'omicidio Pecorelli.
Ma la Quarta Commissione, che nel pomeriggio ha ascoltato per un'ora e mezza le argomentazioni ''tecniche'' con le quali Vitalone ha sostenuto le sue richieste, ha rinviato a domani mattina la decisione se accoglierle o meno.
Si arrivera' cosi' proprio a ridosso della riunione del plenum che, domani, dovrebbe tornare ad occuparsi delle nomine al vertice della Suprema Corte.
Il condizionale pero' e' d'obbligo.
In queste ore sembra che tra la maggioranza dei consiglieri prevalga l'orientamento a rigettare le richieste di Vitalone, approvando un documento in tal senso.
Ma, se cio' non dovesse avvenire, non e' escluso che l'assemblea possa decidere ancora una volta di sospendere le nomine in attesa che la Quarta Commissione decida il da farsi.
CASSAZIONE: PRIMO NO A VITALONE (AGI) - Roma, 18 mag.
- Un primo no alle richieste formulate dal giudice Claudio Vitalone arriva, a larga maggioranza, dal plenum di palazzo dei Marescialli.
Il Consiglio superiore della magistratura con 20 voti a favore, 5 contrari ed un astenuto ha stabilito che l'ex senatore, rientrato in magistratura da tempo, non ha diritto ad ottenere automaticamente il riconoscimento di presidente di sezione della Cassazione, escludendo, in ogni caso, che si siano verificati pregiudizi di carriera in senso tecnico o sotto il profilo economico nei suoi confronti.
Nonostante le memorie inviate al Capo dello Stato in qualita' di presidente del Csm, nonostante l'atto di "diffida e messa in mora" del consiglio stesso, depositato a sorpresa, a palazzo dei Marescialli, in apertura del plenum di mercoledi' scorso, la richiesta di ottenere, in virtu' della cosidetta legge Carnevale, l'attribuzione di una funzione di livello immediatamente superiore all'ultima che ha esercitato, non e' stata accolta.
La legge infatti lo consente solo a quanti abbiano deciso, a causa per esempio di un procedimento penale pendente, di andare anticipatamente in pensione.
Non e' questo il caso di Claudio Vitalone che e' stato sospeso dalle funzioni e al quale va riconosciuta la possibilita' di poter ottenere di nuovo 4 anni, 6 mesi e 10 giorni, 'persi' per una vicenda giudiziaria che si e' poi conclusa con la piena assoluzione.
Nella proposta presentata con particolare urgenza, secondo quanto previsto dal regolamento, dalla quarta commissione al plenum, si legge "in ordine ad un eventuale effetto ex lege di attribuzione di una funzione di livello immediatamente superiore all'ultima esercitata" la legge "fa espresso riferimento all'ipotesi di ripristino del rapporto di impiego e non di prolungamento del rapporto.
Deve pertanto escludersi la sua applicabilita' per il dottor Vitalone per il quale non ricorre l'ipotesi dell'anticipato collocamento in quiescenza".
E ancora: il giudice Vitalone e' stato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato alle funzioni direttive superiori il 7 dicembre 1990 con valutazione favorevole a decorrere dal 31 ottobre 1989.
Cosi' delineata la posizione del dottor Vitalone, "puo' escludersi che si siano verificati pregiudizi di carriera in senso tecnico o sotto il profilo economico".
Cio' che deve essere sottolineato e' che "il conferimento di funzioni direttive e semidirettive ai magistrati che ne facciano richiesta e' fase eventuale del rapporto di servizio, che si colloca al di fuori degli sviluppi ordinari della carriera in senso tecnico-giuridico ed economico.
Va anche ricordato che il conferimento di detti incarichi ha natura formalmente e sostanzialmente comparativa e concorsuale".
Si sono invece astenuti i togati di sinistra,cioe' quelli di Magistratura democratica e del Movimento per la giustizia, che avrebbero voluto che sulla legge che ha prorogato nel suo incarico l'attuale procuratore Piero Luigi Vigna sino al primo agosto prossimo il Csm sollevasse conflitto di attribuzione davanti alla Consulta.
Intanto Vigna, che ad agosto compira' 72 anni , ha presentato la sua candidatura al Csm per il posto di procuratore presso il tribunale di Pistoia.
Una poltrona per la quale ha moltissime chanches, considerato che oltre all'Antimafia ha gia' guidato la procura di Firenze e la sua considerevole anzianita' professionale.
Per quanto riguarda invece la sua successione alla procura di via Giulia, la mancata approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario fa ritornare in pista tra i candidati piu' accreditati a prenderne il posto, oltre al procuratore di Palermo Piero Grasso, anche il suo predecessore Giancarlo Caselli.
Anche se ora divenisse legge, non farebbe in tempo a divenire operativa ,essendo necessari per l'attuazione i decreti delegati, la norma in essa contenuta che stabilisce che i candidati ad incarichi direttivi debbano assicurare quattro anni di permanenza nel nuovo ufficio.
Se la riforma fosse stata approvata per tempo Caselli sarebbe rimasto fuori perche' ha gia' 66 anni e per pochi mesi non avrebbe potuto garantire la piena copertura dell'arco temporale previsto dalla legge.
ANCORA INCERTE NOMINE PRESIDENTI DI SEZIONE CASSAZIONE Roma, 17 mag.
(Adnkronos) - Al Csm prevale ancora l'incertezza sulle nomine dei 9 presidenti di sezione della Cassazione.
Una decisione gia' piu' volte rinviata, in attesa di sciogliere il 'nodo' legato ad uno dei candidati di minoranza, Claudio Vitalone: nessuna scelta se prima non si sara' proceduto alla ricostruzione della mia carriera, ha scritto il magistrato ai consiglieri di Palazzo dei Marescialli, rivolgendosi direttamente al capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che del Csm e' il presidente.
Vitalone ha rivendicato, in base alla legge che disciplina il reintegro per i magistrati sospesi dal servizio perche' coinvolti in vicende giudiziarie ma poi assolti, il ''diritto'' a vedersi riconosciuta l'anzianita' di consigliere di Cassazione dal '93, quando la sua nomina non ando' in porto a causa del coinvolgimento nel processo per l'omicidio Pecorelli.
Ma la Quarta Commissione, che nel pomeriggio ha ascoltato per un'ora e mezza le argomentazioni ''tecniche'' con le quali Vitalone ha sostenuto le sue richieste, ha rinviato a domani mattina la decisione se accoglierle o meno.
Si arrivera' cosi' proprio a ridosso della riunione del plenum che, domani, dovrebbe tornare ad occuparsi delle nomine al vertice della Suprema Corte.
Il condizionale pero' e' d'obbligo.
In queste ore sembra che tra la maggioranza dei consiglieri prevalga l'orientamento a rigettare le richieste di Vitalone, approvando un documento in tal senso.
Ma, se cio' non dovesse avvenire, non e' escluso che l'assemblea possa decidere ancora una volta di sospendere le nomine in attesa che la Quarta Commissione decida il da farsi.
CASSAZIONE: PRIMO NO A VITALONE (AGI) - Roma, 18 mag.
- Un primo no alle richieste formulate dal giudice Claudio Vitalone arriva, a larga maggioranza, dal plenum di palazzo dei Marescialli.
Il Consiglio superiore della magistratura con 20 voti a favore, 5 contrari ed un astenuto ha stabilito che l'ex senatore, rientrato in magistratura da tempo, non ha diritto ad ottenere automaticamente il riconoscimento di presidente di sezione della Cassazione, escludendo, in ogni caso, che si siano verificati pregiudizi di carriera in senso tecnico o sotto il profilo economico nei suoi confronti.
Nonostante le memorie inviate al Capo dello Stato in qualita' di presidente del Csm, nonostante l'atto di "diffida e messa in mora" del consiglio stesso, depositato a sorpresa, a palazzo dei Marescialli, in apertura del plenum di mercoledi' scorso, la richiesta di ottenere, in virtu' della cosidetta legge Carnevale, l'attribuzione di una funzione di livello immediatamente superiore all'ultima che ha esercitato, non e' stata accolta.
La legge infatti lo consente solo a quanti abbiano deciso, a causa per esempio di un procedimento penale pendente, di andare anticipatamente in pensione.
Non e' questo il caso di Claudio Vitalone che e' stato sospeso dalle funzioni e al quale va riconosciuta la possibilita' di poter ottenere di nuovo 4 anni, 6 mesi e 10 giorni, 'persi' per una vicenda giudiziaria che si e' poi conclusa con la piena assoluzione.
Nella proposta presentata con particolare urgenza, secondo quanto previsto dal regolamento, dalla quarta commissione al plenum, si legge "in ordine ad un eventuale effetto ex lege di attribuzione di una funzione di livello immediatamente superiore all'ultima esercitata" la legge "fa espresso riferimento all'ipotesi di ripristino del rapporto di impiego e non di prolungamento del rapporto.
Deve pertanto escludersi la sua applicabilita' per il dottor Vitalone per il quale non ricorre l'ipotesi dell'anticipato collocamento in quiescenza".
E ancora: il giudice Vitalone e' stato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato alle funzioni direttive superiori il 7 dicembre 1990 con valutazione favorevole a decorrere dal 31 ottobre 1989.
Cosi' delineata la posizione del dottor Vitalone, "puo' escludersi che si siano verificati pregiudizi di carriera in senso tecnico o sotto il profilo economico".
Cio' che deve essere sottolineato e' che "il conferimento di funzioni direttive e semidirettive ai magistrati che ne facciano richiesta e' fase eventuale del rapporto di servizio, che si colloca al di fuori degli sviluppi ordinari della carriera in senso tecnico-giuridico ed economico.
Va anche ricordato che il conferimento di detti incarichi ha natura formalmente e sostanzialmente comparativa e concorsuale".
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