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Segnalaci eventuali errori su questa pagina(verrà aperta una finestra per inviare la segnalazione)Registrazione di "UE: Le Dichiarazioni 'incriminate' di Umberto Bossi", registrato martedì 5 marzo 2002 alle 00:00.
L'evento è stato organizzato da Lega Nord.
La registrazione ha una durata di 2 ore e 19 minuti.
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<strong></strong><p>Assago (Milano), 2 marzo 2002 - Vi proponiamo le dichiarazioni sull'Europa, al centro di polemiche in questi giorni, pronunciate dal leader della Lega Umberto Bossi al IV Congresso.<p><strong>Resistenza civile all'invasione normativa dell'Europa</strong><p>Bossi si è voluto soffermare a lungo sulla posizione della Lega riguardo i vincoli che vengono all'Italia dall'Unione europea: "La Lega Nord farà una resistenza civile nei confronti dell'invasione normativa dell'Europa e della globalizzazione automatica".<p>"Si sta cercando - ha spiegato - di trasformare l'Europa dal concetto geografico in qualcosa di diverso. La stessa lingua delle leggi europee è ieratica e inaccessibile. Ma abbiamo già cominciato a rispondere faremo una resistenza civile, non con la violenza dei no global, che in realtà sono global, ma con la resistenza dell'orgoglio per la nostra terra, i suoi prodotti, per la nostra storia, per il nostro nome. L'orgoglio per tutto ciò che dà senso alla vita di un uomo".<p><strong>All'Europa solo funzioni, la sovranità è del popolo</strong><p>"Una confederazione, col passaggio all'Europa solo di funzioni e non di sovranità, che appartiene al popolo, il nostro popolo". E' questa l'Europa che Bossi ha in mente, ed ha ribadito il suo 'no' ad un "super stato europeo".<p>"L'unica possibilità - ha spiegato Bossi - di fare quel tipo di stato è creare un potere giudiziario superiore alla sovranità popolare: una Europa che purga, con la supremazia del potere giudiziario, rispetto alla sovranità. Per questo - ha ricordato il leader della Lega - io ho detto no al mandato di cattura europeo: come faccio a fare processare un cittadino della Bovisa o anche di Canicattì a duemila chilometri di distanza".<p>Bossi si è detto dunque contrario a un "superstato europeo senza Stati nazionali", sostenendo invece una Confederazione europea di Stati-nazione, perché, ha spiegato "la democrazia vive con lo Stato-nazione, con l'asse popolo-parlamento".<p><strong>Due modelli di società</strong><p>Due sono, secondo il segretario della Lega, "i modelli di società che si propongono dalla crisi dello Stato-nazione". Il primo è "il modello neo-giacobino, e della grande finanza, del superstato di tipo sovietico, cioè dello Stato che esiste a prescindere dalla nazione", dove "non c'è democrazia e non ci sono popoli". Il secondo è la Confederazione europea di Stati-nazione, dei popoli, della democrazia, dell'equilibrio tra 'global' e 'local'".<p><strong>Modifica all'articolo 11 della Costituzione: referendum sulle questioni più importanti</strong><p>A questo riguardo Bossi ha annunciato che la Lega ha presentato una proposta di legge costituzionale tesa a rivedere sostanzialmente l'articolo 11 della Costituzione che permette delle 'limitazioni di sovranità, a parità con gli altri Stati, per arrivare ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni'. Una scelta, quella della Lega, che mira a sottoporre a referendum ogni rilevante passaggio futuro dell'Italia nel processo di integrazione europea.<p>Umberto Bossi è stato preciso su questo: "La sovranità è solo del popolo, né di Berlusconi, né di Bossi. Quindi vogliamo che le più importanti decisioni siano sottoposte a referendum.<p>In concreto la proposta chiede che alla attuale formulazione dell'articolo 11 sia aggiunto il seguente comma: 'L'Italia partecipa, in condizioni di parità con gli altri Stati e nel rispetto dei principi supremi dell'ordinamento e dei diritti inviolabili della persona umana, al processo di integrazione europea; promuove e favorisce lo sviluppo dell'Unione Europea ordinata secondo il principio democratico e il principio di sussidiarietà. Ulteriori limitazioni di sovranità sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera e sono sottoposti a referendum popolare. Il referendum non è valido se ad esso non partecipa la maggioranza degli aventi diritto'. -
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