Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.
Powell rientra a Washington senza aver ottenuto risultati, ora una tregua non è possibile senza la fine delle incursioni, né sarebbe rilevante, ma 'le parti devono arrivare a un compromesso'.
Monito ad Arafat, 'deve fare una scelta strategica'17 aprile 2002 - "Nessun cessate il fuoco sarà possibile senza la fine delle incursioni israeliane".
Questa la conclusione tratta dal segretario di Stato Colin Powell, in una conferenza stampa a Gerusalemme, dopo gli incontri avuti in questi giorni con il premier israeliano Ariel Sharon e il leader palestinese Yasser Arafat.
"Potremmo avere un cessate il … fuoco immediatamente, - ha spiegato - ma cosa significherebbe, mentre una parte sta continuando un'operazione che è in via di concludersi ma non ancora conclusa e l'altra parte non è nella posizione di rispondere perché l'incursione non è finita?""Per cui - ha concluso - una tregua non è un termine rilevante al momento, ma lo sarà molto presto, credo, quando l'incursione terminerà".
Il Segretario di Stato Usa ha quindi annunciato che oggi stesso rientrerà a Washington, senza far tappa al Cairo, come era previsto, per incontrare Mubarak, ma che tornerà nella regione, anche se non ha precisato quando.
Nel frattempo George Tenet e il generale Anthony Zinni continueranno i negoziati.Ritiro dai Territori in 7 giorniPowell ha comunicato alla stampa che i funzionari israeliani hanno fornito i tempi per il ritiro dai Territori, entro circa 7 giorni, e che gli Stati Uniti hanno intenzione di dar credito alle promesse di Sharon sul rispetto di questi termini: "Non è tanto rapido quanto avremmo voluto - ha confessato - ma si sta compiendo".Gli Usa 'insoddisfatti' di Arafat, 'poteva fare di più'Riguardo quanto fatto finora dal presidente dell'Autorità palestinese Yasser Arafat, il Segretario di Stato Usa Powell ha detto che gli Usa sono "insoddisfatti": "Poteva fare di più, sta a lui fare una scelta strategica", deve imboccare la "strada della riconciliazione" e porre fine al terrorismo, ha spiegato Powell, auspicando per Arafat una maggiore libertà di "accesso al resto del mondo".Arafat ha fatto dichiarazioni contro la violenza e il terrorismo, "ma non basta - ha aggiunto - è tempo che decida ciò che il resto del mondo ha deciso: che il terrorismo deve finire".
Se Arafat non dovesse "fare una scelta strategica", sarà "molto difficile per gli Usa e per chiunque altro avere un ruolo nell'ottenere quanto i palestinesi vogliono che è pace e un loro stato; ed è quanto anche gli israeliani vogliono: pace e uno stato per loro, accanto ad uno stato palestinese".Compromessi da ambedue le partiIl Segretario di Stato americano ha concluso invitando ambedue le parti, israeliani e palestinesi, a "fare dei compromessi", ma "non è possibile andare avanti" con negoziati se non si pone prima fine alla violenza.
"Ora non esiste più la fiducia necessaria - ha spieagato Powell - e c'è troppa sofferenza".Il problema "più difficile", al momento, ha rivelato Powell, è l'assedio a cui è sottoposto Arafat.
Per quanto riguarda i negoziati per risolvere lo stallo alla Basilica della Natività a Betlemme, "ci stiamo lavorando", ha assicurato Powell, aggiungendo che Sharon ha promesso che non attaccherà la Chiesa, anche se ieri c'è stata una sparatoria e ci sono stati danni "che disturbano".
Non ci sono date per una conferenza regionale sulla situazione in Medio Oriente, ha fatto sapere infine il Segretario di Stato.
Ne dovrà parlare con il Presidente Bush.Reazioni palestinesi: 'Sharon ha sabotato la missione di Powell'Intanto in mattinata, dopo l'incontro tra Powell e Arafat, il presidente palestinese aveva detto che "i parziali ritiri di Israele non significano nulla", il capo dei negoziatori palestinesi aveva accusato Sharon di aver "sabotato" la missione di Powell e Rabbo aveva definito l'incontro con Powell "catastrofico".Dall'incontro, durato circa due ore, Powell sarebbe uscito teso, mentre Arafat, parlando con i giornalisti, ha manifestato tutto il suo sdegno per la nuova occupazione israeliana e per le operazioni nel campo profughi di Jenin, sottolineando di non essere disponibile a collaborare con Israele per la sicurezza, se prima non vi sarà il ritiro delle truppe israeliane.
Monito ad Arafat, 'deve fare una scelta strategica'17 aprile 2002 - "Nessun cessate il fuoco sarà possibile senza la fine delle incursioni israeliane".
Questa la conclusione tratta dal segretario di Stato Colin Powell, in una conferenza stampa a Gerusalemme, dopo gli incontri avuti in questi giorni con il premier israeliano Ariel Sharon e il leader palestinese Yasser Arafat.
"Potremmo avere un cessate il … fuoco immediatamente, - ha spiegato - ma cosa significherebbe, mentre una parte sta continuando un'operazione che è in via di concludersi ma non ancora conclusa e l'altra parte non è nella posizione di rispondere perché l'incursione non è finita?""Per cui - ha concluso - una tregua non è un termine rilevante al momento, ma lo sarà molto presto, credo, quando l'incursione terminerà".
Il Segretario di Stato Usa ha quindi annunciato che oggi stesso rientrerà a Washington, senza far tappa al Cairo, come era previsto, per incontrare Mubarak, ma che tornerà nella regione, anche se non ha precisato quando.
Nel frattempo George Tenet e il generale Anthony Zinni continueranno i negoziati.Ritiro dai Territori in 7 giorniPowell ha comunicato alla stampa che i funzionari israeliani hanno fornito i tempi per il ritiro dai Territori, entro circa 7 giorni, e che gli Stati Uniti hanno intenzione di dar credito alle promesse di Sharon sul rispetto di questi termini: "Non è tanto rapido quanto avremmo voluto - ha confessato - ma si sta compiendo".Gli Usa 'insoddisfatti' di Arafat, 'poteva fare di più'Riguardo quanto fatto finora dal presidente dell'Autorità palestinese Yasser Arafat, il Segretario di Stato Usa Powell ha detto che gli Usa sono "insoddisfatti": "Poteva fare di più, sta a lui fare una scelta strategica", deve imboccare la "strada della riconciliazione" e porre fine al terrorismo, ha spiegato Powell, auspicando per Arafat una maggiore libertà di "accesso al resto del mondo".Arafat ha fatto dichiarazioni contro la violenza e il terrorismo, "ma non basta - ha aggiunto - è tempo che decida ciò che il resto del mondo ha deciso: che il terrorismo deve finire".
Se Arafat non dovesse "fare una scelta strategica", sarà "molto difficile per gli Usa e per chiunque altro avere un ruolo nell'ottenere quanto i palestinesi vogliono che è pace e un loro stato; ed è quanto anche gli israeliani vogliono: pace e uno stato per loro, accanto ad uno stato palestinese".Compromessi da ambedue le partiIl Segretario di Stato americano ha concluso invitando ambedue le parti, israeliani e palestinesi, a "fare dei compromessi", ma "non è possibile andare avanti" con negoziati se non si pone prima fine alla violenza.
"Ora non esiste più la fiducia necessaria - ha spieagato Powell - e c'è troppa sofferenza".Il problema "più difficile", al momento, ha rivelato Powell, è l'assedio a cui è sottoposto Arafat.
Per quanto riguarda i negoziati per risolvere lo stallo alla Basilica della Natività a Betlemme, "ci stiamo lavorando", ha assicurato Powell, aggiungendo che Sharon ha promesso che non attaccherà la Chiesa, anche se ieri c'è stata una sparatoria e ci sono stati danni "che disturbano".
Non ci sono date per una conferenza regionale sulla situazione in Medio Oriente, ha fatto sapere infine il Segretario di Stato.
Ne dovrà parlare con il Presidente Bush.Reazioni palestinesi: 'Sharon ha sabotato la missione di Powell'Intanto in mattinata, dopo l'incontro tra Powell e Arafat, il presidente palestinese aveva detto che "i parziali ritiri di Israele non significano nulla", il capo dei negoziatori palestinesi aveva accusato Sharon di aver "sabotato" la missione di Powell e Rabbo aveva definito l'incontro con Powell "catastrofico".Dall'incontro, durato circa due ore, Powell sarebbe uscito teso, mentre Arafat, parlando con i giornalisti, ha manifestato tutto il suo sdegno per la nuova occupazione israeliana e per le operazioni nel campo profughi di Jenin, sottolineando di non essere disponibile a collaborare con Israele per la sicurezza, se prima non vi sarà il ritiro delle truppe israeliane.
leggi tutto
riduci






































