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Domani l'incontro con Ciampi: al Presidente chiederà di fare ciò che deve, garantire il rispetto della Costituzione.
Alle carceri: Suonate sulle sbarre un concerto di speranza e di dirittoRoma, 1 luglio 2002 - "Quando dai massimi palazzi del potere, continua a venire la dimostrazione che le leggi non vengono mai rispettate come volete che si spieghino ai nonni, ai figli o ai nipoti che esistono delle leggi e che giuste o ingiuste che siano vanno rispettate?".
Con queste parole Marco Pannella torna a spiegare il senso della azione nonviolenta che lo vede impegnato in un nuovo drammatico … sciopero della sete, iniziato - al momento in cui si svolge la conferenza stampa - da quasi 13 ore, nell'ambito di un Satyagraha che dura da 80 giorni. "Chiediamo - ha spiegato Pannella - che venga interrotta la situazione palese di flagrante violazione e annientamento di alcune disposizioni fondamentali della Costituzione e della legge.
Chiediamo che la Costituzione cessi di essere, per il Presidente della Repubblica, Per i Presidenti delle Camere, per le Camere, un optional da rispettare solo quando fa comodo".
Si tratta - ha aggiunto - "che ci venga assicurato entro quale giorno la Camera sarà chiamata ad esprimere il voto utile sui 13 seggi vacanti e il Parlamento sui membri laici del Csm".
Nell carceri suonino le "campane" del Satyagraha radicale Il leader radicale è accompagnato da quasi un centinaio di altri cittadini che hanno aderito con almeno un giorno di sciopero della sete nella due giorni di "sete e fame di diritto, di giustizia, per la legalità", che si aggiungono ai seimila cittadini che hanno aderito al Satyagraha dal suo inizio, di cui oltre 3000 dalle carceri italiane.
Proprio ai detenuti Pannella è tornato a rivolgersi chiedendo che alle nove di stasera e dell'indomani in tutte le carceri italiane si possano udire dei colpi sulle sbarre per suonare "un quarto d'ora di concerto di speranza", perchè "così noi suoniamo le nostre campane".
Rai oltre ogni limite del peggio In esordio, però, Pannella ha annunciato di voler chiedere un incontro con il presidente ed i vertici della Rai, perchè - ha denunciato "stiamo andando oltre i limiti delle peggiori situazioni dell'informazione del servizio pubblico".
Il leader radicale ha fornito un ulteriore elemento della vicenda della mancata trasmissione degli spazi autogestiti previsti per legge, rispetto ai quali i radicali hanno già avviato una serie di azioni giudiziarie.
La novità è costitutita dal fatto che il radicali erano stati finalmente chiamati a registrare un messaggio radiofonico di novanta secondi, ma - ha rivelato Pannella - "lo avrei dovuto fare senza sapere quando sarebbe stata trasmessa".
In queste condizioni Pannella ha deciso di non registrare la trasmissione intimando alla rai di trasmettere 90 secondi di silezio, minacciando iniziative legali in caso di ulteriore mancata ottemperanza.
I cittadini devono ignorare cosa dice la legge L'accusa del leader radicale nei confronti del servizio pubblico, ma più in generale con il sistema dell'informazione nel suo complesso è quella di impedire ai cittadini di conoscere le gravi questioni che i radicali sottopongono all'attenzione dell'opinione pubblica.
"Se la legalità è viva - ha affermato Pannella - e loro (le istituzioni, ndr) devono tradirla sempre, è bene che la gente ignori cosa dice la legge".
L'incontro con Ciampi Pannella ha poi confermato che domani vi sarà l'incontro con Ciampi, al quale - ha precisato rispondendo ad una domanda della stampa - chiederà di "garantire al Csm e alla Camera il funzionamento secondo Costituzione" e gli tornerà a sottolineare la necessità di mandare un messaggio alle Camere, per evitarne il rischio di desuetudine.
Altrimenti - ha aggiunto - "gli chiederò se si rende conto che siamo costretti a rischiare di crepare, per mandarli noi, con i nostri corpi".
In tal senso, il leader radicale ha nuovamente apprezzato la vignetta di Forattini che mostra la forza della lotta radicale, nell'alternativa che pone al potere: "O ci fanno davvero tutti presidenti della Repubblica, o ci fanno morire".
"Credo - ha aggiunto - che la loro scelta sia chiara: loro fanno morire la legalità, e se davvero noi diamo corpo alla legalità è chiaro che loro devono regolare i conti con noi che rappresentiamo l'alternativa"."Noi a questo - ha concluso Panella - siamo pronti".
Alle carceri: Suonate sulle sbarre un concerto di speranza e di dirittoRoma, 1 luglio 2002 - "Quando dai massimi palazzi del potere, continua a venire la dimostrazione che le leggi non vengono mai rispettate come volete che si spieghino ai nonni, ai figli o ai nipoti che esistono delle leggi e che giuste o ingiuste che siano vanno rispettate?".
Con queste parole Marco Pannella torna a spiegare il senso della azione nonviolenta che lo vede impegnato in un nuovo drammatico … sciopero della sete, iniziato - al momento in cui si svolge la conferenza stampa - da quasi 13 ore, nell'ambito di un Satyagraha che dura da 80 giorni. "Chiediamo - ha spiegato Pannella - che venga interrotta la situazione palese di flagrante violazione e annientamento di alcune disposizioni fondamentali della Costituzione e della legge.
Chiediamo che la Costituzione cessi di essere, per il Presidente della Repubblica, Per i Presidenti delle Camere, per le Camere, un optional da rispettare solo quando fa comodo".
Si tratta - ha aggiunto - "che ci venga assicurato entro quale giorno la Camera sarà chiamata ad esprimere il voto utile sui 13 seggi vacanti e il Parlamento sui membri laici del Csm".
Nell carceri suonino le "campane" del Satyagraha radicale Il leader radicale è accompagnato da quasi un centinaio di altri cittadini che hanno aderito con almeno un giorno di sciopero della sete nella due giorni di "sete e fame di diritto, di giustizia, per la legalità", che si aggiungono ai seimila cittadini che hanno aderito al Satyagraha dal suo inizio, di cui oltre 3000 dalle carceri italiane.
Proprio ai detenuti Pannella è tornato a rivolgersi chiedendo che alle nove di stasera e dell'indomani in tutte le carceri italiane si possano udire dei colpi sulle sbarre per suonare "un quarto d'ora di concerto di speranza", perchè "così noi suoniamo le nostre campane".
Rai oltre ogni limite del peggio In esordio, però, Pannella ha annunciato di voler chiedere un incontro con il presidente ed i vertici della Rai, perchè - ha denunciato "stiamo andando oltre i limiti delle peggiori situazioni dell'informazione del servizio pubblico".
Il leader radicale ha fornito un ulteriore elemento della vicenda della mancata trasmissione degli spazi autogestiti previsti per legge, rispetto ai quali i radicali hanno già avviato una serie di azioni giudiziarie.
La novità è costitutita dal fatto che il radicali erano stati finalmente chiamati a registrare un messaggio radiofonico di novanta secondi, ma - ha rivelato Pannella - "lo avrei dovuto fare senza sapere quando sarebbe stata trasmessa".
In queste condizioni Pannella ha deciso di non registrare la trasmissione intimando alla rai di trasmettere 90 secondi di silezio, minacciando iniziative legali in caso di ulteriore mancata ottemperanza.
I cittadini devono ignorare cosa dice la legge L'accusa del leader radicale nei confronti del servizio pubblico, ma più in generale con il sistema dell'informazione nel suo complesso è quella di impedire ai cittadini di conoscere le gravi questioni che i radicali sottopongono all'attenzione dell'opinione pubblica.
"Se la legalità è viva - ha affermato Pannella - e loro (le istituzioni, ndr) devono tradirla sempre, è bene che la gente ignori cosa dice la legge".
L'incontro con Ciampi Pannella ha poi confermato che domani vi sarà l'incontro con Ciampi, al quale - ha precisato rispondendo ad una domanda della stampa - chiederà di "garantire al Csm e alla Camera il funzionamento secondo Costituzione" e gli tornerà a sottolineare la necessità di mandare un messaggio alle Camere, per evitarne il rischio di desuetudine.
Altrimenti - ha aggiunto - "gli chiederò se si rende conto che siamo costretti a rischiare di crepare, per mandarli noi, con i nostri corpi".
In tal senso, il leader radicale ha nuovamente apprezzato la vignetta di Forattini che mostra la forza della lotta radicale, nell'alternativa che pone al potere: "O ci fanno davvero tutti presidenti della Repubblica, o ci fanno morire".
"Credo - ha aggiunto - che la loro scelta sia chiara: loro fanno morire la legalità, e se davvero noi diamo corpo alla legalità è chiaro che loro devono regolare i conti con noi che rappresentiamo l'alternativa"."Noi a questo - ha concluso Panella - siamo pronti".
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