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Cambio di strategia da parte del premier: E' tempo di comunicare.
Apertura al confronto con le parti sociali, ma solo per il cambiamento Roma, 27 marzo 2002 - Silvio Berlusconi è ospite del Maurizio Costanzo Show, in quella che lo stesso premier ha annunciato essere la prima di una lunga serie di apparizioni sui mezzi di informazione per informare i cittadini sulle iniziative e sui risultati che il governo ha raggiungere e sta per raggiungere.
Addio "presidente-operaio" Berlusconi nel corso della trasmissione ha più volte annunciato questa "svolta" nella strategia del governo: dovrà venir … dunque meno - ha ammesso lo stesso premier - alla promessa fatta in campagna elettorale agli elettori di essere "presidente-operaio", di essere dunque un presidente del Consiglio impegnato solo a lavorare ma non a informare.
Anzi, Berlusconi ha ammesso di aver commesso un errore a non essere stato capace finora di trovare il tempo di comunicare con i cittadini sui risultati conseguiti dal governo.
No alle menzogne sul fantomatico art.
18 Dunque, al Maurizio Costanzo Show, è un Berlusconi desideroso di smentire tutte le menzogne che si sono diffuse sul conto del governo, a partire da quello che ha definito il "fantomatico articolo 18".
Il premier ha fatto un sondaggio nella platea del Parioli chiedendo quanti degli spettatori ritenessero di conoscere veramente i contenuti della riforma proposta dal governo.
Alle poche mani che si sono alzate in sala, Berlusconi ha quindi fatto seguire una requisitoria contro "il clima di menzogna" che si è scatenato sul governo a partire da quella che egli stesso ha definito "una piccola, modesta, limitata riforma".
Soprattutto però, Berlusconi ha inteso sottolienare che la proposta del governo "non tocca nessuno degli italiani che hanno un lavoro", ma al contrario riguarda "soltanto quei giovani italiani che hanno la speranza di poter trovare un lavoro che oggi non hanno".Il premier ha quindi sottolineato che solo 8 milioni di lavoratori su un totale di 21 milioni, hanno questa tutela garantita dall'articolo 18, mentre l'altro 64% dei lavoratori non ha garanzie "e questa - ha sottolienato - è un'ingiustizia da riparare".
Apertura al dialogo con i sindacati, ma per il cambiamento A Maurizio Costanzo che chiedeva un incontro con Cofferati per superare il clima di tensione sociale, il premier ha ribadito più volte che nelle intenzioni del governo il dialogo con il sindacato "protagonista importatnte della democrazia", va assolutamente ripreso.
Nelle continue aperture al dialogo sociale, il presidente del Consiglio non ha mai mancato però di sottolienare che per il Governo il confronto con le parti sociali è volto ad ottenere quel cambiamento, quelle riforme che anche l'Ue chiede all'Italia per rilanciare l'economia e l'occupazione.
"Non possiamo accettare che ci sia chi vuole la conservazione di quanto c'è stato finora e che ci ha fatto diventare il paese con la più alta discoccupazione" ha detto Berlusconi, criticando l'atteggiamento di chi resta attaccato alla difesa degli 8 milioni di lavoratori garantiti "senza aprirsi agli interessi di chi non è protetto o non ha lavoro".Dunque, il Governo - ha concluso Berlusconi - "non ha mai pensato di chiudere la porta al dialogo con le forze sociali, ma queste però devono aprire le porte al cambiamento".
Apertura al confronto con le parti sociali, ma solo per il cambiamento Roma, 27 marzo 2002 - Silvio Berlusconi è ospite del Maurizio Costanzo Show, in quella che lo stesso premier ha annunciato essere la prima di una lunga serie di apparizioni sui mezzi di informazione per informare i cittadini sulle iniziative e sui risultati che il governo ha raggiungere e sta per raggiungere.
Addio "presidente-operaio" Berlusconi nel corso della trasmissione ha più volte annunciato questa "svolta" nella strategia del governo: dovrà venir … dunque meno - ha ammesso lo stesso premier - alla promessa fatta in campagna elettorale agli elettori di essere "presidente-operaio", di essere dunque un presidente del Consiglio impegnato solo a lavorare ma non a informare.
Anzi, Berlusconi ha ammesso di aver commesso un errore a non essere stato capace finora di trovare il tempo di comunicare con i cittadini sui risultati conseguiti dal governo.
No alle menzogne sul fantomatico art.
18 Dunque, al Maurizio Costanzo Show, è un Berlusconi desideroso di smentire tutte le menzogne che si sono diffuse sul conto del governo, a partire da quello che ha definito il "fantomatico articolo 18".
Il premier ha fatto un sondaggio nella platea del Parioli chiedendo quanti degli spettatori ritenessero di conoscere veramente i contenuti della riforma proposta dal governo.
Alle poche mani che si sono alzate in sala, Berlusconi ha quindi fatto seguire una requisitoria contro "il clima di menzogna" che si è scatenato sul governo a partire da quella che egli stesso ha definito "una piccola, modesta, limitata riforma".
Soprattutto però, Berlusconi ha inteso sottolienare che la proposta del governo "non tocca nessuno degli italiani che hanno un lavoro", ma al contrario riguarda "soltanto quei giovani italiani che hanno la speranza di poter trovare un lavoro che oggi non hanno".Il premier ha quindi sottolineato che solo 8 milioni di lavoratori su un totale di 21 milioni, hanno questa tutela garantita dall'articolo 18, mentre l'altro 64% dei lavoratori non ha garanzie "e questa - ha sottolienato - è un'ingiustizia da riparare".
Apertura al dialogo con i sindacati, ma per il cambiamento A Maurizio Costanzo che chiedeva un incontro con Cofferati per superare il clima di tensione sociale, il premier ha ribadito più volte che nelle intenzioni del governo il dialogo con il sindacato "protagonista importatnte della democrazia", va assolutamente ripreso.
Nelle continue aperture al dialogo sociale, il presidente del Consiglio non ha mai mancato però di sottolienare che per il Governo il confronto con le parti sociali è volto ad ottenere quel cambiamento, quelle riforme che anche l'Ue chiede all'Italia per rilanciare l'economia e l'occupazione.
"Non possiamo accettare che ci sia chi vuole la conservazione di quanto c'è stato finora e che ci ha fatto diventare il paese con la più alta discoccupazione" ha detto Berlusconi, criticando l'atteggiamento di chi resta attaccato alla difesa degli 8 milioni di lavoratori garantiti "senza aprirsi agli interessi di chi non è protetto o non ha lavoro".Dunque, il Governo - ha concluso Berlusconi - "non ha mai pensato di chiudere la porta al dialogo con le forze sociali, ma queste però devono aprire le porte al cambiamento".
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