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Parlamento convocato per martedi 23 aprile: tre votazioni, poi si vedrà.
Intanto Pannella viaggia verso un rischiosissimo quarto giorno di sciopero della sete e Giachetti verso il secondo Roma, 18 aprile 2002 - Dopo l'ennesima votazione nulla ai fini dell'elezione dei due giudici costituzionali, il presidente Casini nell'aula ha annunciato un nuovo calendario di lavori che prevede tre votazioni per martedi 23 aprile e poi "in successione continuativa, in caso di nuovi esiti negativi, nelle giornate seguenti".
A Radio Radicale, Marco Pannella ha commentato le decisioni dei presidenti delle … Camere, osservando come alla fine abbia prevalso la tesi del presidente Pera, favorevole alle votazioni in sedute successive in opposizione alla tesi della "seduta fiume", proposta dal leader radicale che al contrario continua a giudicarla come l'unico strumento procedurale che possa garantire l'elezione dei due giudici vacanti.
Le intenzioni di Casini Se Roberto Giachetti, il parlamentare della Margherita che dalle 10 di mercoledi sta conducendo uno sciopero della sete con Marco Pannella, ha rivelato che il Presidente Casini, lo ha autorizzato a comunicare che la decisione assunta "equivale ad una seduta fiume".
Il presidente della Camera aveva incontrato Giachetti per indurlo a lasciare l'aula della Camera che l'esponente dell'Ulivo aveva deciso di occupare proprio per contestare la decisione di non convocare la "seduta fiume".
Per Pannella non bastano le buone intenzioni Le intenzioni di Casini riferite da Giachetti, però, non hanno affatto convinto Pannella che ha avuto buon gioco a ricordare gli analoghi annunci giunti dai presidenti di Camera e Senato che, pur informalmente considerando le proprie decisioni come "equivalenti" alle votazioni ad oltranza che il leader radicale chiede, alla fine si sono rivelate, nei fatti, completamente differenti dalla "seduta fiume".
"Le intenzioni sono una cosa - ha sottolineato Pannella - ma quello che il parlamento sta facendo sono una cosa completamente opposta".
I chiarimenti di Casini alla stampa Successivamente, nel corso della trasmissione, sono state trasmesse alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente Casini che è tornato sul senso delle decisioni assunte in vista delle prossime votazioni: "La nostra decisione è assai chiara, non lascia spazio a dubbi, abbiamo deciso di dar vita ad una sorta di votazione permanente per la Corte Costituzionale" ha detto il presidente della Camera.
Il fatto che la prossima votazione sia stata convocata per martedi prossimo, è stata motivata da Casini, come una attenzione rispetto alla "sensibilità istituzionale avvertita dai capigruppo".
"Ma - ha avvertito - ma non ci sarà un secondo tempo".
Rispondendo poi a chi gli chiedeva se la decisione assunta oggi potesse essere intesa come la "seduta-fiume" chiesta da Pannella, Casini ha affermato di non ritenere importante l'aspetto "terminologico".
"Io e Pera - ha sottolinato - abbiamo deciso già di materializzare le tre votazioni da martedi", e questo significa "un impegno senza sosta del parlamento per risolvere il problema della Consulta".
Pannella, "Un bilancio desolante" Le affermazioni di Casini, però, non hanno costituito affatto un passo avanti per il leader radicale, che dopo aver duramente stigmatizzato la scelta del parlamento di "prendersi un week-end lungo" anzichè interrompere la "flagranza del reato" che prosegue da mesi, ha poi sottolineato che nelle dichiarazioni di Casini c'è l'assicurazione di tre votazioni solo nella giornata di martedi, ma "non ha detto nulla per i giorni successivi".
Serve un messaggio da Ciampi "Il presidente Casini - ha aggiunto Pannella - spera ardentemente che martedi le forze politiche si siano messe d'accordo e dunque il parlamento italiano si rimette totalmente alle espressione politico-partitiche, per non dire 'partitocratiche'.
"E' un bilancio desolante" ha concluso il leader radicale che si è quindi apprestato ad intraprendere il quarto drammatico giorno di sciopero della sete, in attesa anche di quel terzo obiettivo annunciato nella conferenza stampa in mattinata: un messaggio alle Camere del Presidente Ciampi.
(vai al servizio correlato) Il presidente della Repubblica, però, oggi si è espresso con un comunicato stampa, auspicando "le indispensabili intese", tra i gruppi parlamentari.Il Satyagraha, dunque, prosegue.
Intanto Pannella viaggia verso un rischiosissimo quarto giorno di sciopero della sete e Giachetti verso il secondo Roma, 18 aprile 2002 - Dopo l'ennesima votazione nulla ai fini dell'elezione dei due giudici costituzionali, il presidente Casini nell'aula ha annunciato un nuovo calendario di lavori che prevede tre votazioni per martedi 23 aprile e poi "in successione continuativa, in caso di nuovi esiti negativi, nelle giornate seguenti".
A Radio Radicale, Marco Pannella ha commentato le decisioni dei presidenti delle … Camere, osservando come alla fine abbia prevalso la tesi del presidente Pera, favorevole alle votazioni in sedute successive in opposizione alla tesi della "seduta fiume", proposta dal leader radicale che al contrario continua a giudicarla come l'unico strumento procedurale che possa garantire l'elezione dei due giudici vacanti.
Le intenzioni di Casini Se Roberto Giachetti, il parlamentare della Margherita che dalle 10 di mercoledi sta conducendo uno sciopero della sete con Marco Pannella, ha rivelato che il Presidente Casini, lo ha autorizzato a comunicare che la decisione assunta "equivale ad una seduta fiume".
Il presidente della Camera aveva incontrato Giachetti per indurlo a lasciare l'aula della Camera che l'esponente dell'Ulivo aveva deciso di occupare proprio per contestare la decisione di non convocare la "seduta fiume".
Per Pannella non bastano le buone intenzioni Le intenzioni di Casini riferite da Giachetti, però, non hanno affatto convinto Pannella che ha avuto buon gioco a ricordare gli analoghi annunci giunti dai presidenti di Camera e Senato che, pur informalmente considerando le proprie decisioni come "equivalenti" alle votazioni ad oltranza che il leader radicale chiede, alla fine si sono rivelate, nei fatti, completamente differenti dalla "seduta fiume".
"Le intenzioni sono una cosa - ha sottolineato Pannella - ma quello che il parlamento sta facendo sono una cosa completamente opposta".
I chiarimenti di Casini alla stampa Successivamente, nel corso della trasmissione, sono state trasmesse alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal presidente Casini che è tornato sul senso delle decisioni assunte in vista delle prossime votazioni: "La nostra decisione è assai chiara, non lascia spazio a dubbi, abbiamo deciso di dar vita ad una sorta di votazione permanente per la Corte Costituzionale" ha detto il presidente della Camera.
Il fatto che la prossima votazione sia stata convocata per martedi prossimo, è stata motivata da Casini, come una attenzione rispetto alla "sensibilità istituzionale avvertita dai capigruppo".
"Ma - ha avvertito - ma non ci sarà un secondo tempo".
Rispondendo poi a chi gli chiedeva se la decisione assunta oggi potesse essere intesa come la "seduta-fiume" chiesta da Pannella, Casini ha affermato di non ritenere importante l'aspetto "terminologico".
"Io e Pera - ha sottolinato - abbiamo deciso già di materializzare le tre votazioni da martedi", e questo significa "un impegno senza sosta del parlamento per risolvere il problema della Consulta".
Pannella, "Un bilancio desolante" Le affermazioni di Casini, però, non hanno costituito affatto un passo avanti per il leader radicale, che dopo aver duramente stigmatizzato la scelta del parlamento di "prendersi un week-end lungo" anzichè interrompere la "flagranza del reato" che prosegue da mesi, ha poi sottolineato che nelle dichiarazioni di Casini c'è l'assicurazione di tre votazioni solo nella giornata di martedi, ma "non ha detto nulla per i giorni successivi".
Serve un messaggio da Ciampi "Il presidente Casini - ha aggiunto Pannella - spera ardentemente che martedi le forze politiche si siano messe d'accordo e dunque il parlamento italiano si rimette totalmente alle espressione politico-partitiche, per non dire 'partitocratiche'.
"E' un bilancio desolante" ha concluso il leader radicale che si è quindi apprestato ad intraprendere il quarto drammatico giorno di sciopero della sete, in attesa anche di quel terzo obiettivo annunciato nella conferenza stampa in mattinata: un messaggio alle Camere del Presidente Ciampi.
(vai al servizio correlato) Il presidente della Repubblica, però, oggi si è espresso con un comunicato stampa, auspicando "le indispensabili intese", tra i gruppi parlamentari.Il Satyagraha, dunque, prosegue.
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