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La Cgil giudica "vago ed indefinito" il quadro presentato dal governo e laddove esso assume dei contorni più chiari si espone ad un giudizio negativo.
Confermata la linea dura sull'articolo 18.
Roma, 2 luglio 2002 - Sergio Cofferati non trova nessun elemento positivo da sottoporre all'attenzione dei giornalisti nella conferenza stampa al termine dell'incontro tra governo e parti sociali.
Da un lato infatti dichiara l'impossibilità ad esprimere "una valutazione adeguata sulle intenzioni del governo" in vista dell'approvazione del documento di programmazione economico-finanziaria, stante la … situazione di indeterminatezza del quadro generale nel quale il documento dovrebbe essere varato.
Dall'altra, però, dove gli elementi si fanno più chiari per il leader della Cgil aumenta la preoccupazione e la contrarietà.
Il leader della Cgil, ad esempio, giudica la previsione di crescita per il 2003 fissata al 2,8-2,9% "un'ipotesi di grande ottimiso non sostenuta da nulla di concreto", in particolare se confrontata da un lato con l'attuale crescita del Pil e dall'altro in assenza di qualsiasi indicazione su quali debbano essere le politiche per realizzarla.
Si tratta di ipotesi - afferma Cofferati - che "non hanno nessuna consiustenza nè credibilità".
Altro elemento di preoccupazione per cofferati è la mancata indicazione del tasso programmato di inflazione, che il governo ha voluto subordinare all'esito del negoziato.
Questa impostazione che Cofferati definisce quantomeno "singolare" desta però una preoccupazione concreta nella Cgil: il rischio che nella definizione del tasso possa esserci una lesione degli accordi già sottoscritti, a partire da quello dello scorso febbraio per i dipendenti pubblici.
Il leader della Cgil giudica preoccupante anche l'ipotesi di una connessione tra la riforma fiscale e i tagli di spesa, rispetto alla quale Cofferati paventa rischi di tagli alla spesa sociale.
"Il quadro è vago e indefinito - ha sintetizzato Cofferati - e man mano che prendono corpo i riferimenti concreti aumentano le preoccpazioni".
Quanto al proseguimento del confronto Cofferati ha assicurato la presenza della Cgil nella non-stop che partirà domani anche se ha più volte ribadito che "non c'è alcuna dispobibilita a firmare accordi che riguardano i diritti delle persone che lavorano", con un esplicito riferimento all'articolo 18.
Quanto all'esito degli altri tavoli su fisco, mezzogiorno e sommerso, l'accordo sui quali dovrebbe confluire nel Dpef, Cofferati non lascia speranze: "Al punto in cui sono arrivate le discussioni, il giudizio per la Cgil è negativo".
Confermata la linea dura sull'articolo 18.
Roma, 2 luglio 2002 - Sergio Cofferati non trova nessun elemento positivo da sottoporre all'attenzione dei giornalisti nella conferenza stampa al termine dell'incontro tra governo e parti sociali.
Da un lato infatti dichiara l'impossibilità ad esprimere "una valutazione adeguata sulle intenzioni del governo" in vista dell'approvazione del documento di programmazione economico-finanziaria, stante la … situazione di indeterminatezza del quadro generale nel quale il documento dovrebbe essere varato.
Dall'altra, però, dove gli elementi si fanno più chiari per il leader della Cgil aumenta la preoccupazione e la contrarietà.
Il leader della Cgil, ad esempio, giudica la previsione di crescita per il 2003 fissata al 2,8-2,9% "un'ipotesi di grande ottimiso non sostenuta da nulla di concreto", in particolare se confrontata da un lato con l'attuale crescita del Pil e dall'altro in assenza di qualsiasi indicazione su quali debbano essere le politiche per realizzarla.
Si tratta di ipotesi - afferma Cofferati - che "non hanno nessuna consiustenza nè credibilità".
Altro elemento di preoccupazione per cofferati è la mancata indicazione del tasso programmato di inflazione, che il governo ha voluto subordinare all'esito del negoziato.
Questa impostazione che Cofferati definisce quantomeno "singolare" desta però una preoccupazione concreta nella Cgil: il rischio che nella definizione del tasso possa esserci una lesione degli accordi già sottoscritti, a partire da quello dello scorso febbraio per i dipendenti pubblici.
Il leader della Cgil giudica preoccupante anche l'ipotesi di una connessione tra la riforma fiscale e i tagli di spesa, rispetto alla quale Cofferati paventa rischi di tagli alla spesa sociale.
"Il quadro è vago e indefinito - ha sintetizzato Cofferati - e man mano che prendono corpo i riferimenti concreti aumentano le preoccpazioni".
Quanto al proseguimento del confronto Cofferati ha assicurato la presenza della Cgil nella non-stop che partirà domani anche se ha più volte ribadito che "non c'è alcuna dispobibilita a firmare accordi che riguardano i diritti delle persone che lavorano", con un esplicito riferimento all'articolo 18.
Quanto all'esito degli altri tavoli su fisco, mezzogiorno e sommerso, l'accordo sui quali dovrebbe confluire nel Dpef, Cofferati non lascia speranze: "Al punto in cui sono arrivate le discussioni, il giudizio per la Cgil è negativo".
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