Un riferimento a Mani Pulite di La Russa innesca l'ira degli ex-Dc.
Follini: "E' una vergogna!" Roma, 10 ottobre 2002 - La maggioranza approva alla Camera il testo del disegno di legge sul legittimo sospetto, ma proprio al momento del voto si apre una rissa tra gli esponenti di AN e i centristi dell'Udc.
Ad innescare la miccia sono state le dichiarazioni in sede di dichiarazione di voto da parte del capogruppo di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa.
L'esponente di AN, infatti, nel suo intervento ha voluto replicare al popolare della Margherita, Franceschini che nell'intervento immediatamente … precedente aveva elencato le prese di posizione di esponenti della destra, dello stesso La Russa e di Gianfranco Fini a sostegno dei magistrati di Milano nell'epoca d'oro di Mani Pulite.
La frase incriminata "Vede - ha detto La Russa, rivolto a Franceschini - lei ha citato una frase di Fini.
Mi sarebbe stato facile, onorevole Franceschini, dire come mai quelle frasi poteva dirle Fini, poteva dirle Bossi, ma non potevano dirle esponenti del partito in cui lei allora militava".
A queste parole si sono sollevate proteste virulente da parte di tutte le componenti centriste del parlamento, ed in particolare degli esponenti dell'Udc, la componente ex-democristiana della maggioranza.
La rissa in Transatlantico Il corrispondente dalla Camera di Radio Radicale, Alessio Falconio ha riferito di alcuni autorevoli esponenti come il ministro Buttiglione e il presidente Marco Follini che hanno lasciato l'aula senza prendere parte al voto: scuro in volto il primo, furente il secondo che proprio ai microfoni di Radio Radicale ha affermato: "E' una vergogna! E' giustizialismo all'amatriciana".
In transatlantico vi sono stati dei veri e propri scontri verbali e la situazione non si è placata nemmeno nelle ore successive, quando si sono susseguite dichiarazioni furenti da parte di esponenti centristi che hanno chiesto un "immediato chiarimento" agli alleati di centrodestra.
Per la cronaca, il testo del ddl Cirami è stato approvato con 307 si, 253 no, un astenuto.
Per diventare legge, però, deve ora tornare nuovamente al Senato.
Follini: "E' una vergogna!" Roma, 10 ottobre 2002 - La maggioranza approva alla Camera il testo del disegno di legge sul legittimo sospetto, ma proprio al momento del voto si apre una rissa tra gli esponenti di AN e i centristi dell'Udc.
Ad innescare la miccia sono state le dichiarazioni in sede di dichiarazione di voto da parte del capogruppo di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa.
L'esponente di AN, infatti, nel suo intervento ha voluto replicare al popolare della Margherita, Franceschini che nell'intervento immediatamente … precedente aveva elencato le prese di posizione di esponenti della destra, dello stesso La Russa e di Gianfranco Fini a sostegno dei magistrati di Milano nell'epoca d'oro di Mani Pulite.
La frase incriminata "Vede - ha detto La Russa, rivolto a Franceschini - lei ha citato una frase di Fini.
Mi sarebbe stato facile, onorevole Franceschini, dire come mai quelle frasi poteva dirle Fini, poteva dirle Bossi, ma non potevano dirle esponenti del partito in cui lei allora militava".
A queste parole si sono sollevate proteste virulente da parte di tutte le componenti centriste del parlamento, ed in particolare degli esponenti dell'Udc, la componente ex-democristiana della maggioranza.
La rissa in Transatlantico Il corrispondente dalla Camera di Radio Radicale, Alessio Falconio ha riferito di alcuni autorevoli esponenti come il ministro Buttiglione e il presidente Marco Follini che hanno lasciato l'aula senza prendere parte al voto: scuro in volto il primo, furente il secondo che proprio ai microfoni di Radio Radicale ha affermato: "E' una vergogna! E' giustizialismo all'amatriciana".
In transatlantico vi sono stati dei veri e propri scontri verbali e la situazione non si è placata nemmeno nelle ore successive, quando si sono susseguite dichiarazioni furenti da parte di esponenti centristi che hanno chiesto un "immediato chiarimento" agli alleati di centrodestra.
Per la cronaca, il testo del ddl Cirami è stato approvato con 307 si, 253 no, un astenuto.
Per diventare legge, però, deve ora tornare nuovamente al Senato.
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