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Le principali questioni: Elezione del presidente della Commissione da parte del Parlamento, doppia maggioranza per le decisioni in Consiglio, istituzione del Segretario dell'Unione per la politica estera.
Bruxelles, 5 dicembre 2002 - Nel corso di una conferenza stampa Romano Prodi, Michel Barnier e Antonio Vitorino hanno presentato il contributo della Commissione al dibattito sulla Riforma dell'Unione che si svolge nella Convenzione presieduta da Giscard d'Estaing.
La linea guida che ha ispirato il progetto - secondo quanto riferito nel corso della conferenza stampa - è quella di ottenere una … semplificazione del processo decisionale, salvaguardando l'attuale equilibrio tra Parlamento, Consiglio e Commissione, individuati quali rappresentanti della triplice fonte di legittimità dell'Unione: il popolo, gli stati membri e l'interesse generale dell'Europa.
I punti chiave della proposta della Commissione si fondano su un rafforzamento del ruolo del parlamento sulle questioni legislative e di bilancio, sul superamento della regola dell'unanimità nel Consiglio Europeo, che dovrebbe decidere invece con voto a doppia maggioranza (dei singoli stati membri e delle popolazioni da esse rappresentate).
Rifiutata la poposta del super-presidente del Consiglio, rispetto al quale Prodi e la Commissione continuano a prevedere la rotazione semestrale, il cardine della costituzione europea, sarebbe rappresentato dalla Commissione, il cui ruolo viene potenziato, accrescendone le possibilità di iniziativa e rendendola politicamente responsabile sia di fronte al Parlamento che al Consiglio dell'Unione.
Nella proposta-Prodi, il Presidente della Commissione viene eletto dal Parlamento con una maggioranza qualificata, poi approvato dal Consiglio dell'Unione.
I membri della commissione (uno per ogni stato membro) dovranno essere scelti dal presidente di concerto con il Consiglio e la Commissione nel suo insieme dovrà essere ratificata dal Parlamento.
La figura nuova è l'inserimento all'interno della Commissione del Segretario dell'Unione, una sorta di Super-ministro degli Esteri, rappresentante dell'intera Unione nel consesso internazionale.
La sua nomina - secondo il progetto-Prodi - dovrebbe essere frutto di un'intesa tra il Consiglio ed il Presidente della Commissione stessa.
Bruxelles, 5 dicembre 2002 - Nel corso di una conferenza stampa Romano Prodi, Michel Barnier e Antonio Vitorino hanno presentato il contributo della Commissione al dibattito sulla Riforma dell'Unione che si svolge nella Convenzione presieduta da Giscard d'Estaing.
La linea guida che ha ispirato il progetto - secondo quanto riferito nel corso della conferenza stampa - è quella di ottenere una … semplificazione del processo decisionale, salvaguardando l'attuale equilibrio tra Parlamento, Consiglio e Commissione, individuati quali rappresentanti della triplice fonte di legittimità dell'Unione: il popolo, gli stati membri e l'interesse generale dell'Europa.
I punti chiave della proposta della Commissione si fondano su un rafforzamento del ruolo del parlamento sulle questioni legislative e di bilancio, sul superamento della regola dell'unanimità nel Consiglio Europeo, che dovrebbe decidere invece con voto a doppia maggioranza (dei singoli stati membri e delle popolazioni da esse rappresentate).
Rifiutata la poposta del super-presidente del Consiglio, rispetto al quale Prodi e la Commissione continuano a prevedere la rotazione semestrale, il cardine della costituzione europea, sarebbe rappresentato dalla Commissione, il cui ruolo viene potenziato, accrescendone le possibilità di iniziativa e rendendola politicamente responsabile sia di fronte al Parlamento che al Consiglio dell'Unione.
Nella proposta-Prodi, il Presidente della Commissione viene eletto dal Parlamento con una maggioranza qualificata, poi approvato dal Consiglio dell'Unione.
I membri della commissione (uno per ogni stato membro) dovranno essere scelti dal presidente di concerto con il Consiglio e la Commissione nel suo insieme dovrà essere ratificata dal Parlamento.
La figura nuova è l'inserimento all'interno della Commissione del Segretario dell'Unione, una sorta di Super-ministro degli Esteri, rappresentante dell'intera Unione nel consesso internazionale.
La sua nomina - secondo il progetto-Prodi - dovrebbe essere frutto di un'intesa tra il Consiglio ed il Presidente della Commissione stessa.
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