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L'Europa presenta l'euro, ma pensa già ai prossimi passi: riforme istituzionali dell'Unione ed allargamento.
Ciampi, testimone anche della nascita dello Sme, ricorda invece che questo è «un evento storico»Roma, 26 novembre 2001 - La presentazione della moneta unica europea, per Silvio Berlusconi, è l'occasione per tornare a parlare con i giornalisti.
Il Presidente del Consiglio si permette anche una certa «suspance».
«Il governo - afferma, lasciando il Quirinale - sta studiando un'iniziativa che spero sarà molto gradita alle famiglie italiane».
Certo, il momento congiunturale, «non è … il migliore».
Berlusconi, tuttavia, nel suo breve intervento, loda l'«europeismo senza macchia», e ribadisce che i vantaggi dell'Euro sono «superiori a quei dubbi che qualcuno ha per le difficoltà ad adattarsi a fare i calcoli».
Berlusconi: «Un traguardo di arrivo ma anche di partenza»L'Euro è un punto di partenza, non certo un traguardo.
E se il Presidente della Commissione Ue, accenna alle difficoltà che presentano e presenteranno i prossimi passi, tra cui fondamentale è l'entrata nell'Unione di nuovi membri, Berlusconi rilancia, spiegando che non di «allargamento» si tratta, bensì di «ricostituzione» dell'Europa.«Il mondo ha bisogno di un'Europa protagonista», soprattutto dopo l'11 settembre.
L'euro non è una «sorta di diga» che dividerà Europa ed Usa - ripete il premier, confermando la legittimità dell'intervento militare in Afghanistan nell'ambito della coalizione antiterrorismo.Prodi: Un passo verso «una globalizzazione democratica del mondo»La moneta unica, per Romano Prodi, è soprattutto un passo avanti nella marcia verso la conquista dell'unità politica europea.
Il presidente della Commissione Europea Romano Prodi ne è convinto.
Quando il primo gennaio l'euro «entrerà nelle tasche di tutti i cittadini europei, creerà una economia più forte nella Ue, ma soprattutto l'entità di cittadini europei».
«E' necessaria una spinta forte per sentirci parte della nuova Europa» - afferma.
«Siamo in un momento difficile, ma l'euro ci farà fare un avanzamento verso una globalizzazione democratica del mondo.
E' uno sforzo che dobbiamo compiere tutti».Ciampi: «La realizzazione di un sogno»L'euro è la «la realizzazione di un sogno», per Carlo Azeglio Ciampi.
Il capo dello Stato ripercorre oggi tutti gli sforzi e le difficoltà per arrivare alla moneta europea e sottolinea i benefici e le garanzie che l'euro certamente porterà agli italiani.
Di «evento storico» Ciampi può parlare a ragion veduta, essendo testimone della lunga nottata nell'autunno del 1978 in cui a Bruxelles venne decisa l'istituzione del sistema monetario europeo (Sme).
L'intervento del presidente è tuttavia soprattutto rivolto a rafforzare la fiducia del «popolo italiano».Il popolo italiano è consapevole del fatto che l'euro «ha accelerato il risanamento dell'economia».
Per il capo dello Stato infatti il popolo italiano sa «che l'euro è sinonimo di stabilità monetaria, di bassi tassi d'interesse, di trasparenza dei prezzi di beni e servizi, di ampia facilità di scelta e quindi di maggiore libertà dei consumatori».
Allo stesso modo «sa che il patto di stabilità esprime volontà di rigore nella gestione del pubblico denaro».Non è tutto.
L'euro - secondo Ciampi - «rafforzerà e accelererà l'integrazione dell'Europa».
«Con l'euro - spiega il presidente - nasce irrevocabilmente l'Europa come soggetto politico che conviverà con il mantenimento di valori essenziali e di caratteristiche nazionali».
L'euro infatti, oltre a «testimoniare una rivoluzione copernicana», è oggi per la gente «un simbolo forte per far avanzare l'Europa nelle libertà e nel progresso».Non vanno dimenticate le radici di unità e solidarietà che hanno portato all'integrazione economica dell'Europa.
Alla vigilia del Consiglio europeo di Laeken, Ciampi rivolge «un caldo appello perchè il processo costituente venga affrontato con altrettanta lungimiranza e chiarezza d'intenti come è avvenuto per l'euro».
Sono banditi quindi «comportamenti dominati da egoismi nazionali», che potrebbero minare l' unità politica dell'Europa: «Guai a fermarsi, guai a limitarsi a una valutazione meramente tecnica dell' euro», ammonisce Ciampi, concludendo il proprio intervento.
Ciampi, testimone anche della nascita dello Sme, ricorda invece che questo è «un evento storico»Roma, 26 novembre 2001 - La presentazione della moneta unica europea, per Silvio Berlusconi, è l'occasione per tornare a parlare con i giornalisti.
Il Presidente del Consiglio si permette anche una certa «suspance».
«Il governo - afferma, lasciando il Quirinale - sta studiando un'iniziativa che spero sarà molto gradita alle famiglie italiane».
Certo, il momento congiunturale, «non è … il migliore».
Berlusconi, tuttavia, nel suo breve intervento, loda l'«europeismo senza macchia», e ribadisce che i vantaggi dell'Euro sono «superiori a quei dubbi che qualcuno ha per le difficoltà ad adattarsi a fare i calcoli».
Berlusconi: «Un traguardo di arrivo ma anche di partenza»L'Euro è un punto di partenza, non certo un traguardo.
E se il Presidente della Commissione Ue, accenna alle difficoltà che presentano e presenteranno i prossimi passi, tra cui fondamentale è l'entrata nell'Unione di nuovi membri, Berlusconi rilancia, spiegando che non di «allargamento» si tratta, bensì di «ricostituzione» dell'Europa.«Il mondo ha bisogno di un'Europa protagonista», soprattutto dopo l'11 settembre.
L'euro non è una «sorta di diga» che dividerà Europa ed Usa - ripete il premier, confermando la legittimità dell'intervento militare in Afghanistan nell'ambito della coalizione antiterrorismo.Prodi: Un passo verso «una globalizzazione democratica del mondo»La moneta unica, per Romano Prodi, è soprattutto un passo avanti nella marcia verso la conquista dell'unità politica europea.
Il presidente della Commissione Europea Romano Prodi ne è convinto.
Quando il primo gennaio l'euro «entrerà nelle tasche di tutti i cittadini europei, creerà una economia più forte nella Ue, ma soprattutto l'entità di cittadini europei».
«E' necessaria una spinta forte per sentirci parte della nuova Europa» - afferma.
«Siamo in un momento difficile, ma l'euro ci farà fare un avanzamento verso una globalizzazione democratica del mondo.
E' uno sforzo che dobbiamo compiere tutti».Ciampi: «La realizzazione di un sogno»L'euro è la «la realizzazione di un sogno», per Carlo Azeglio Ciampi.
Il capo dello Stato ripercorre oggi tutti gli sforzi e le difficoltà per arrivare alla moneta europea e sottolinea i benefici e le garanzie che l'euro certamente porterà agli italiani.
Di «evento storico» Ciampi può parlare a ragion veduta, essendo testimone della lunga nottata nell'autunno del 1978 in cui a Bruxelles venne decisa l'istituzione del sistema monetario europeo (Sme).
L'intervento del presidente è tuttavia soprattutto rivolto a rafforzare la fiducia del «popolo italiano».Il popolo italiano è consapevole del fatto che l'euro «ha accelerato il risanamento dell'economia».
Per il capo dello Stato infatti il popolo italiano sa «che l'euro è sinonimo di stabilità monetaria, di bassi tassi d'interesse, di trasparenza dei prezzi di beni e servizi, di ampia facilità di scelta e quindi di maggiore libertà dei consumatori».
Allo stesso modo «sa che il patto di stabilità esprime volontà di rigore nella gestione del pubblico denaro».Non è tutto.
L'euro - secondo Ciampi - «rafforzerà e accelererà l'integrazione dell'Europa».
«Con l'euro - spiega il presidente - nasce irrevocabilmente l'Europa come soggetto politico che conviverà con il mantenimento di valori essenziali e di caratteristiche nazionali».
L'euro infatti, oltre a «testimoniare una rivoluzione copernicana», è oggi per la gente «un simbolo forte per far avanzare l'Europa nelle libertà e nel progresso».Non vanno dimenticate le radici di unità e solidarietà che hanno portato all'integrazione economica dell'Europa.
Alla vigilia del Consiglio europeo di Laeken, Ciampi rivolge «un caldo appello perchè il processo costituente venga affrontato con altrettanta lungimiranza e chiarezza d'intenti come è avvenuto per l'euro».
Sono banditi quindi «comportamenti dominati da egoismi nazionali», che potrebbero minare l' unità politica dell'Europa: «Guai a fermarsi, guai a limitarsi a una valutazione meramente tecnica dell' euro», ammonisce Ciampi, concludendo il proprio intervento.
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