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Roma, 12 marzo 2002 - Quasi la metà dei piccoli imprenditori artigiani ritiene che negli ultimi 3 anni non vi siano stati cambiamenti di sostanza nella pubblica Amministrazione.
E' quanto rivela un'indagine Abacus commissionata da Confartigianato, che oggi in un convegno discute proprio dei difficili rapporti tra i piccoli e medi imprenditori artigiani e la Pubblica amministrazione italiana.
«I cittadini devono poter accedere alla pubblica amministrazione» - afferma il ministro per l'Innovazione tecnologica, Lucio Stanca.
«I rapporti tra gli utenti e la pubblica amministrazione devono essere … più semplici».
Il presidente di Confartigianato, Luciano Petracchi, propone all'esecutivo un patto anti-burocrazia.
Affinché la pubblica Amministrazione passi «da rompicapo a risorsa per l'impresa», Confartigianato «è pronta a collaborare con il Governo, le regioni e gli enti locali per alleggerire la presenza dello Stato, trasformare la pubblica Amministrazione in una alleata dello sviluppo delle imprese, trasferire alla gestione dei privati parte delle funzioni svolte finora con scarsa efficienza dal sistema pubblico».
Il patto anti-burocrazia è «essenziale» anche per il ministro della Funzione Pubblica, Franco Frattini, che dichiara: «Approvo l'idea di coinvolgere tutte le parti sociali e imprenditoriali nei protocolli per la competitività, iniziativa che abbiamo già inaugurato con Confindustria.
Sono pronto a siglare un analogo protocollo anche con Confartigianato».L'indagine AbacusSecondo l'indagine Abacus il 26% della platea intervistata (603 piccoli imprenditori) indica addirittura un peggioramento nella p.A.
Soltanto il 18% ritiene che la burocrazia sia meno opprimente.
Nei rapporti con la p.A., gli imprenditori, si legge nella nota di Confartigianato, riscontrano un eccesso di controlli formali sulle loro aziende.
Vorrebbero invece maggiore attenzione al lavoro nero, al sommerso e all'abusivismo, insieme a controlli più professionali e meno repressivi.
Il 38% delle piccole imprese pensa che le riforme recenti abbiano modificato «per nulla» (11%) o «poco» (27%) il loro rapporto con la P.A.
Il 39% lo considera «abbastanza migliorato», il 12% «molto».
Ampio il favore che gli artigiani riservano all'idea, proposta dal sondaggio, di far svolgere le funzioni oggi attribuite dalla pubblica Amministrazione ai privati: il 63% degli intervistati risponde positivamente.Stanca presenta i suoi '10 comandamenti'«I cittadini devono poter accedere alla pubblica amministrazione.
Oggi molte operazioni possono essere effettuate on-line ma si tratta solo di eccezioni.
Bisogna fare di più».
Il ministro per l'Innovazione Tecnologica, Lucio Stanca, si ha illustrato durante il convegno i suoi 10 'comandamenti' per migliorare la pubblica amministrazione.
1.
bisogna portare on-line i 40 servizi più usati dai cittadini.
2.
deve essere facilitato l'accesso ai sistemi informatici con l'introduzione della carta d'identità elettronica.
3.
va diffusa la firma digitale nei rapporti con la PA.
4.
la pA deve raggruppare la domanda pubblica in un solo luogo (e-procurement), così da risparmiare centinaia di miliardi di euro ogni anno.
5.
Occorre trasferire on-line la posta interna della PA: i mezzi ci sono ma le comunicazioni interne sono ancora solo su carta.
6.
occorre trasferire on-line tutta la contabilità della pA, ancora completamente cartacea.
7.
I dipendenti della PA devono essere alfabetizzati a livello formativo.
8.
Occorre aggiornare professionalmente i dipendenti (e-learning).
9.
E' necessario trasformare i protocolli cartacei in protocolli informatici.
10.
occorre misurare la soddisfazione dei clienti.«Non sono sogni - osserva Stanca - tutto ciò sta già accadendo in Europa.
Essere europei, infatti, non significa solo avere l'euro in tasca».
E' quanto rivela un'indagine Abacus commissionata da Confartigianato, che oggi in un convegno discute proprio dei difficili rapporti tra i piccoli e medi imprenditori artigiani e la Pubblica amministrazione italiana.
«I cittadini devono poter accedere alla pubblica amministrazione» - afferma il ministro per l'Innovazione tecnologica, Lucio Stanca.
«I rapporti tra gli utenti e la pubblica amministrazione devono essere … più semplici».
Il presidente di Confartigianato, Luciano Petracchi, propone all'esecutivo un patto anti-burocrazia.
Affinché la pubblica Amministrazione passi «da rompicapo a risorsa per l'impresa», Confartigianato «è pronta a collaborare con il Governo, le regioni e gli enti locali per alleggerire la presenza dello Stato, trasformare la pubblica Amministrazione in una alleata dello sviluppo delle imprese, trasferire alla gestione dei privati parte delle funzioni svolte finora con scarsa efficienza dal sistema pubblico».
Il patto anti-burocrazia è «essenziale» anche per il ministro della Funzione Pubblica, Franco Frattini, che dichiara: «Approvo l'idea di coinvolgere tutte le parti sociali e imprenditoriali nei protocolli per la competitività, iniziativa che abbiamo già inaugurato con Confindustria.
Sono pronto a siglare un analogo protocollo anche con Confartigianato».L'indagine AbacusSecondo l'indagine Abacus il 26% della platea intervistata (603 piccoli imprenditori) indica addirittura un peggioramento nella p.A.
Soltanto il 18% ritiene che la burocrazia sia meno opprimente.
Nei rapporti con la p.A., gli imprenditori, si legge nella nota di Confartigianato, riscontrano un eccesso di controlli formali sulle loro aziende.
Vorrebbero invece maggiore attenzione al lavoro nero, al sommerso e all'abusivismo, insieme a controlli più professionali e meno repressivi.
Il 38% delle piccole imprese pensa che le riforme recenti abbiano modificato «per nulla» (11%) o «poco» (27%) il loro rapporto con la P.A.
Il 39% lo considera «abbastanza migliorato», il 12% «molto».
Ampio il favore che gli artigiani riservano all'idea, proposta dal sondaggio, di far svolgere le funzioni oggi attribuite dalla pubblica Amministrazione ai privati: il 63% degli intervistati risponde positivamente.Stanca presenta i suoi '10 comandamenti'«I cittadini devono poter accedere alla pubblica amministrazione.
Oggi molte operazioni possono essere effettuate on-line ma si tratta solo di eccezioni.
Bisogna fare di più».
Il ministro per l'Innovazione Tecnologica, Lucio Stanca, si ha illustrato durante il convegno i suoi 10 'comandamenti' per migliorare la pubblica amministrazione.
1.
bisogna portare on-line i 40 servizi più usati dai cittadini.
2.
deve essere facilitato l'accesso ai sistemi informatici con l'introduzione della carta d'identità elettronica.
3.
va diffusa la firma digitale nei rapporti con la PA.
4.
la pA deve raggruppare la domanda pubblica in un solo luogo (e-procurement), così da risparmiare centinaia di miliardi di euro ogni anno.
5.
Occorre trasferire on-line la posta interna della PA: i mezzi ci sono ma le comunicazioni interne sono ancora solo su carta.
6.
occorre trasferire on-line tutta la contabilità della pA, ancora completamente cartacea.
7.
I dipendenti della PA devono essere alfabetizzati a livello formativo.
8.
Occorre aggiornare professionalmente i dipendenti (e-learning).
9.
E' necessario trasformare i protocolli cartacei in protocolli informatici.
10.
occorre misurare la soddisfazione dei clienti.«Non sono sogni - osserva Stanca - tutto ciò sta già accadendo in Europa.
Essere europei, infatti, non significa solo avere l'euro in tasca».
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