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Per Marco Pannella l'unico strumento per bloccare l'impasse che da un anno e mezzo affligge la Consulta è una «seduta-fiume».
Sul punto Radio Radicale ha raccolto l'opinione di alcuni parlamentariRoma, 17 marzo 2002 - I rappresentanti politici del centrosinistra e del centrodestra continuano a ripetere che la soluzione è vicina.
Ciononostante pare improbabile che la seduta prevista per oggi porti ad una fumata bianca, vale a dire alla nomina - dopo un anno e mezzo di illegalità - dei due giudici mancanti al plenum della Corte Costituzionale.
Radio Radicale, nel corso di questa giornata, ha … raccolto a Montecitorio le opinioni di alcuni parlamentari.
Molti di loro hanno riconosciuto la nobiltà dell'iniziativa di Marco Pannella, che da 48 ore ha smesso di bere per manifestare contro quello che definisce «un comportamento criminale» del Parlamento.
E tuttavia, una buona parte degli esponenti politici ascoltati, è apparsa in qualche modo «incerta» sulla stessa richiesta formulata dal leader radicale.
L'opportunità di una seduta-fiumePannella ha più volte proposto ai presidenti delle camere una «seduta-fiume», l'unico strumento che, in mancanza di un ampio accordo, può consentire la nomina dei giudici costituzionali.Infatti, i 5 giudici di nomina parlamentare vengono eletti con la maggioranza dei due terzi nelle prime tre votazioni, mentre, nelle votazioni successive è sufficiente la maggioranza dei tre quinti.
L'interpretazione corrente della norma della legge costituzionale che prevede quorum funzionali così alti, è chiarita da Marco Boato.
La norma - spiega Boato - ha lo scopo di garantire che sui nomi dei giudici da eleggere si realizzi un ampio consenso tra i partiti e di escludere, di conseguenza, che tutti i 5 giudici vengano espressi dai partiti di governo.
«Questo comporta - osserva il presidente del Gruppo Misto della Camera - che non sia sufficiente che ognuno dei due schieramenti quando ci sono due nomi da fare faccia il proprio nome.
Si devono candidare delle persone che in qualche modo trovino un ampia convergenza parlamentare».
Pannella ha più volte chiesto a Casini e Pera - ricevendo altrettante rassicurazioni - di precisare se le annunciate «votazioni continue» coincidessero o meno con una seduta-fiume o con più votazioni che si susseguono.
Ai microfoni di RR Boato, che in qualità di presidente del Gruppo Misto partecipa alle riunioni dei capigruppo alla Camera, dichiara invece che, almeno in quella sede, Casini «non ha mai parlato di seduta-fiume».
(Il testo della legge costituzionale 2/67) Per Ulivo e Cdl il problema è solo nella posizione del proprio avversarioNon c'è da meravigliarsi, dunque, se la sostanza della proposta del leader radicale sfugga a molti degli intervistati.
Per Paolo Cento, dei Verdi: «Pannella pone un problema serio.
E' corretta la richiesta di una seduta-fiume».
Tuttavia - secondo il deputato Verde - «le sedute continuative» sono inutili, se «prima non si risolve il problema politico».
Analoghe considerazioni da Taormina: «Il problema non è quello della seduta-fiume, noi possiamo fare anche cinquecento sedute-fiume durante tutta la giornata, durante la nottata, ma se non abbiamo chiaro che cosa dobbiamo fare è inutile farle».Ferma restando la «piena solidarietà» di tutti i parlamentari intervistati a Marco Pannella, il problema risiede piuttosto nella posizione del proprio avversario.
Renato Schifani, senatore di Forza Italia, informa: «Più che sedute-fiume credo che ci prepariamo ad una ipotesi di più sedute in una giornata».
«Noi abbiamo sempre giocato a carte scoperte» - sottolinea.
«Attendiamo ancora da parte dell'Ulivo un atteggiamento di maggiore responsabilità istituzionale».
Mentre Marco Rizzo, dei Comunisti Italiani, spiega che di candidati dell'opposizione, ce ne sono molti.
«Dall'altra parte invece c'è sempre un nome solo.
Nella storia della Repubblica ci sono state delle rinunce anche di insigni giuristi».
Sul punto Radio Radicale ha raccolto l'opinione di alcuni parlamentariRoma, 17 marzo 2002 - I rappresentanti politici del centrosinistra e del centrodestra continuano a ripetere che la soluzione è vicina.
Ciononostante pare improbabile che la seduta prevista per oggi porti ad una fumata bianca, vale a dire alla nomina - dopo un anno e mezzo di illegalità - dei due giudici mancanti al plenum della Corte Costituzionale.
Radio Radicale, nel corso di questa giornata, ha … raccolto a Montecitorio le opinioni di alcuni parlamentari.
Molti di loro hanno riconosciuto la nobiltà dell'iniziativa di Marco Pannella, che da 48 ore ha smesso di bere per manifestare contro quello che definisce «un comportamento criminale» del Parlamento.
E tuttavia, una buona parte degli esponenti politici ascoltati, è apparsa in qualche modo «incerta» sulla stessa richiesta formulata dal leader radicale.
L'opportunità di una seduta-fiumePannella ha più volte proposto ai presidenti delle camere una «seduta-fiume», l'unico strumento che, in mancanza di un ampio accordo, può consentire la nomina dei giudici costituzionali.Infatti, i 5 giudici di nomina parlamentare vengono eletti con la maggioranza dei due terzi nelle prime tre votazioni, mentre, nelle votazioni successive è sufficiente la maggioranza dei tre quinti.
L'interpretazione corrente della norma della legge costituzionale che prevede quorum funzionali così alti, è chiarita da Marco Boato.
La norma - spiega Boato - ha lo scopo di garantire che sui nomi dei giudici da eleggere si realizzi un ampio consenso tra i partiti e di escludere, di conseguenza, che tutti i 5 giudici vengano espressi dai partiti di governo.
«Questo comporta - osserva il presidente del Gruppo Misto della Camera - che non sia sufficiente che ognuno dei due schieramenti quando ci sono due nomi da fare faccia il proprio nome.
Si devono candidare delle persone che in qualche modo trovino un ampia convergenza parlamentare».
Pannella ha più volte chiesto a Casini e Pera - ricevendo altrettante rassicurazioni - di precisare se le annunciate «votazioni continue» coincidessero o meno con una seduta-fiume o con più votazioni che si susseguono.
Ai microfoni di RR Boato, che in qualità di presidente del Gruppo Misto partecipa alle riunioni dei capigruppo alla Camera, dichiara invece che, almeno in quella sede, Casini «non ha mai parlato di seduta-fiume».
(Il testo della legge costituzionale 2/67) Per Ulivo e Cdl il problema è solo nella posizione del proprio avversarioNon c'è da meravigliarsi, dunque, se la sostanza della proposta del leader radicale sfugga a molti degli intervistati.
Per Paolo Cento, dei Verdi: «Pannella pone un problema serio.
E' corretta la richiesta di una seduta-fiume».
Tuttavia - secondo il deputato Verde - «le sedute continuative» sono inutili, se «prima non si risolve il problema politico».
Analoghe considerazioni da Taormina: «Il problema non è quello della seduta-fiume, noi possiamo fare anche cinquecento sedute-fiume durante tutta la giornata, durante la nottata, ma se non abbiamo chiaro che cosa dobbiamo fare è inutile farle».Ferma restando la «piena solidarietà» di tutti i parlamentari intervistati a Marco Pannella, il problema risiede piuttosto nella posizione del proprio avversario.
Renato Schifani, senatore di Forza Italia, informa: «Più che sedute-fiume credo che ci prepariamo ad una ipotesi di più sedute in una giornata».
«Noi abbiamo sempre giocato a carte scoperte» - sottolinea.
«Attendiamo ancora da parte dell'Ulivo un atteggiamento di maggiore responsabilità istituzionale».
Mentre Marco Rizzo, dei Comunisti Italiani, spiega che di candidati dell'opposizione, ce ne sono molti.
«Dall'altra parte invece c'è sempre un nome solo.
Nella storia della Repubblica ci sono state delle rinunce anche di insigni giuristi».
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